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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Un puzzle, di quelli da qualche milione di pezzi. E’ il regalo che i colleghi fanno a Serge Pilardosse quando se ne va in pensione, dopo anni di onorata carriera in un mattatoio. Serge è uno che di carne se ne intende, ama il suo lavoro, che alla maggior parte della gente fa davvero schifo.

Molti vi diranno che è un film che parla della classe operaia. Non sono d’accordo. Ma certamente Mammuth è un film proprio strano, forse un po’ lento e forse neanche un’opera d’arte. Però non è un film che parla della classe operaia. Parla di gente forse un po’ lenta, esattamente come il film.

Dicevo che Serge è in pensione. Non sono stata precisa. Serge è quasi in pensione, perché ci sono alcune buste paga che mancano. Sono relative ad alcuni lavori che ha fatto in gioventù, qua e là. Sempre lavori manuali, sempre umili, senza lamentarsi, senza fare un fiato. E lui con quelle buste paga del passato ci deve fare i conti, deve mettere a posto questa cosa, altrimenti dovrà pagarsi i trimestri che gli mancano di tasca sua. Salta in sella alla sua vecchia moto, la Münch Mammuth che guidava da giovane e che non ha mai più guidato, e gira gira gira per trovare i vecchi datori di lavoro e farsi dare i documenti che attestano che ha lavorato una vita e a quella pensione ha diritto.

Serge è un signore grasso, in età avanzata, brutto e anche un po’ puzzolente. Ma tanto buono e con un dolore dentro. Con il suo passato deve fare i conti mica solo per le buste paga. Non viene mai raccontato esplicitamente, ma il suo primo amore morì in un incidente avvenuto proprio sulla Münch Mammuth insieme a lui. Era sull’orlo del suicidio, stava per ammazzarsi in un supermercato, con un coltello lungo, quando una giovane donna, Catherine, che lavorava lì dentro, lo pregò di non farlo, che stavano quasi per chiudere e per lei sarebbe stato un casino, visto che era il suo turno. La vita è una merda, ma bisogna comunque andare avanti, gli dice, probabilmente per incoraggiarlo. Così, non sappiamo come, i due finiscono per sposarsi e amarsi sinceramente e fedelmente per tutta la vita.

Quando Serge parte, tutto solo in mezzo alle strade della Francia, si capisce subito che non è un’aquila. Non ti ho dichiarato perché sei stupido, gli dice un vecchio datore di lavoro, che per riceverlo apre un vino dell’annata peggiore, l’82. Non trova quasi nessuno. Chi ha chiuso, chi non lo ha mai registrato, chi si nega…In più di un’occasione viene cacciato in malo modo perché ha la colpa tremenda di poter avere una pensione, oggi che è così difficile, oggi che è tutto sommerso, anche le speranze.

A Serge lo chiamano Mammuth, ma alla fine capisci che non è per la sua moto. Lo chiamano Mammuth perché ha un passo diverso rispetto agli altri. Le moto più nuove lo sorpassano, la vita lo sorpassa, le novità lo sorpassano. Probabilmente è sempre stato così lento, anche nel superare i dolori. Così nella vita si è sempre buttato nel lavoro per scordarsi del suo primo, perduto amore.

Per puro caso, scopre che la moto che lo porta in giro vale una piccola fortuna. Così, trovandosi senza le buste paga che gli servono, Serge la vende e si compra i trimestri mancanti. Così finalmente può andarsene in pensione e pagare qualche debito.

Fino a un po’ di tempo fa, uno di un’intelligenza non proprio brillante come Serge poteva ancora sperare di combinare qualcosa. Ma oggi… che posto c’è per i Mammuth come lui? Mica siamo tutti uguali…mica siamo tutti scienziati, laureati, pro-attivi, magri, belli, svelti, veloci… Per chi non è così, per chi è come Serge, che posto c’è oggi?

Per chi è come la sua svampita nipote, che costruisce oggetti inquietanti con le bambole e i pupazzi, che posto c’è oggi? Semplicemente, non c’è posto. La nipote, degna componente della famiglia Pilardosse, non riesce a superare i colloqui per i lavori più semplici. Non ci arriva. Ha il padre che si è fatto seppellire in giardino, perché voleva che la figlia percepisse almeno la sua pensione. E quella stramba ragazza in una pensione non può proprio sperarci.

Serge invece la speranza ce l’ha ancora. Sarà pure vecchio e lento come un Mammuth, ma c’è ancora vita davanti, c’è ancora sua moglie e il loro amore e tempo libero, senza lavorare, finalmente, dopo tanta fatica. Anche perché, senza l’amore, dove cazzo vai?

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