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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

E’ un argomento che tratto con la mano sul cuore, come l’inno nazionale, perché in fondo è uno degli orgogli italiani. Sto parlando della buona cucina, del mangiar bene, delle cose buone da trangugiare con passione, golosità e ingordigia. La dieta mediterranea è patrimonio dell’Unesco. Sulla roba da mangiare non si scherza e, soprattutto, non si frega. E soprattutto, con i soldi della gente non si scherza. Una cena per due ti costa un minimo di 40/50 euro, che per un semplice impiegato valgono una percentuale non stupida dello stipendio mensile. E a uno piacerebbe spenderla bene, essere soddisfatto. Perché viaggiare, muoversi, mangiare fuori, sono tutte cose belle, che dovrebbero rilassarti e che dai… uno se le merita!

Ora, o il popolo italiano ha improvvisamente disimparato a mangiare, o qualcosa non va, qualcosa mi puzza, e anche parecchio. Ricordo che anni fa, la guida Michelin era un volume indispensabile alla mia famiglia, senza il quale non si muoveva un passo, perché eri sicuro di mangiare bene, di spendere bene. Oggi le guide ai ristoranti proliferano. Hanno tutte più o meno lo stesso prezzo, escono più o meno tutte nello stesso periodo, come i libri di Bruno Vespa. E io mi immagino che la professione di assaggiatore di ristoranti e tester di hotel sia in continua ascesa e non conosca crisi alcuna, visti i numeri! Oppure no…oppure queste guide cartacee iniziano a perdere colpi, inesorabilmente e velocemente. Te ne accorgi quando vai alla sezione dedicata alla tua città, e capisci che non c’è storia, sono delle bufale. Non tutte certo, ma parecchie.

E parallelamente proliferano i siti che si occupano di dare voti alle strutture di ristorazione e alberghiere. Primo fra tutti, Tripadvisor. Io ero una fan di Tripadvisor. Lo ritenevo attendibile. Tra l’altro sono un recensore super sul sito, perché mi capita di viaggiare abbastanza spesso. Recensisco da un bel po’ di tempo e sono ritenuta un recensore attendibile.

Poi hanno iniziato a venir fuori cose strane. Una volta diedi una recensione non lusinghiera ma purtroppo veritiera ad un ristorante, e scoprii che il gestore del ristorante rispondeva a tutte le recensioni fatte. Se erano positive, ringraziava e si scappellava. Se erano negative, si giustificava, facendoti capire che eri te che sbagliavi. Ora, a questo gestore non si poteva replicare. Lui replicava a te, ma te non potevi replicare a lui. Il che è molto strano, no?

Bene.

Poi hanno iniziato a venir fuori voti di eccellenza per posti che francamente…proprio eccellenti non sono. Provare per credere, e io ho provato. E ti viene il sospetto che siano recensioni montate, create ad arte, per spingere gli utenti ad andare in quella struttura in particolare. In fondo è facilissimo, non c’è nulla di più semplice. Commenti estasiati, gente che si prostra davanti alla maestria dei gestori, alla prelibatezza di questo o quel piatto o alla delizia delle camere di un dato hotel.

Bene.

Poi mi succede sempre più spesso che mi reco in un posto suggerito da Tripadvisor e il tipo, al momento di pagare il conto, mi chiede di scrivere una recensione. Lo trovo strano, francamente anche un po’ inopportuno, perché io mi dispiaccio a dirti in faccia che il tuo ristorante o il tuo hotel fa schifo,ma…

…Bene.

Poi mi capita di girare per la mia città e vedere il marchio Tripadvisor in posti che mai avrei creduto potessero averlo. Insieme alle guide Michelin, Gambero Rosso, Mangiarozzo, per non parlare di Slow Food, e chi più ne ha più ne metta. E qualcuno mi dice di aver notato la stessa cosa.

Bene un corno.

Non va bene per niente.

Questi posti on line ti danno l’illusione che siano gli utenti che autonomamente e sinceramente ti dicono cosa ne pensano della loro serata, o della loro vacanza, o del pranzo di nozze della cugina. Non si suppone che ci sia un controllo così pressante da parte dei proprietari delle strutture, perché uno potrebbe pensare che il più abile a controllare sia quello più alto in classifica.

Come si fa a far tornare serie le vecchie guide cartacee? E poi, come si fa a rendere serio il sistema delle recensioni on line?

Temo non ci sia un metodo. Temo che l’unico metodo efficace sia andare nei posti che costano di meno, quelli più unti, quelli più ignoranti, che ti servono nei piatti dell’Ikea.

In pratica, l’unico metodo è andare a culo.

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