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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

SPA

Non conoscevo il motivo per cui i centri benessere vengono chiamati in questo modo. Finché pochi giorni fa, uscendo dall’ufficio, un caro amico mi disse che SPA sta per Salus per Aquam. Perché l’acqua fa bene. Così oggi ho deciso. Mi sarei fatta una lunga doccia snebbiante, che avrebbe mandato via un bel po’ di tossine puzzolose e qualche acciacco, compresi vari malumori e numerose inculate.

Pertanto, SPA. E poi pronti. Pronti e freschi. E adesso mi preparo una bella cenetta. La ricetta di oggi è succosissima, particolarmente gustosa e variopinta, veloce, prelibata, nutriente e facile. Ma soprattutto economica, perché c’è crisi, c’è grossa crisi. C’è la Great Recession, e noi ci dobbiamo premunire, dobbiamo adeguarci. La ricetta di Crisis Cuisine di oggi, seppure in tempo di crisi, non rinuncia alla grandeur, al lusso ostentato, al pacchianesimo. Si chiama infatti Le Grand Crouton.

Ingredienti: una fetta di pane casereccio, acquistato in chiusura al supermercato, che costa meno; un uovo fresco, incredibilmente ancora fresco; pomodorini che hai portato da casa domenica notte, te li ha dati la mamma, prendi solo quelli non ancora muffi; queso manchego, pezzo forte della ricetta, lo hai acquistato in Spagna, quando sei andata a fare visita alla tua amica a Barcellona e che hai tenuto per le occasioni, solo che tra poco scade quindi al diavolo le occasioni; pepe; origano; olio della nonna; sale. E birra. Quella che ti ha dato la mamma.

Adagiare su un piatto una spessa fetta di pane, curandoti di togliere l’adesivo che il panificatore ha attaccato direttamente sulla crosta in segno di qualità. Adornare la padella in ceramica con svariati fili d’olio, quindi lasciar scaldare il suddetto a fiamma educata. Tagliare in 4 parti i pomodorini privi di muffa. Conseguentemente, trasferirli ad incontrare l’olio ormai caldo e piacevole, lasciandoli amalgamare lentamente, aggiungendo una spruzzata di pepe. Coprire con un coperchio, per pudore. Dopo alcuni minuti, aggiungere un pizzico di sale e un tuorlo d’uovo completo di chiara. Far cuocere fino a che la chiara non ha assunto il caratteristico color bianco. Quindi, aggiungere origano e ancora un po’ di pepe. E ora, il bello, the moment: il queso. Prendere il piattino sul quale avete precedentemente tagliuzzato il prezioso queso a piccoli tocchetti simpatici, e con estremo rispetto lasciarli cadere sull’uovo ormai intriso di pomodorini. Spegnere la fiamma. Coprire il tutto con lo stesso coperchio di prima e attendere circa 3 minuti. Quindi arricchire la fetta di pane che avevate adagiato sul primo piatto con la totalità del contenuto della padella in ceramica. Gustare con una birretta fresca. Perchè Salus per Aquam, ma Gioia per Birram.

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