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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Sono nata qui. Fossi  nata altrove, magari non so. Ma io sono nata qui. E questo posto mi piace. Mi piace perché ci prova, spinge in avanti, a volte odia se stesso e in parte questo lo porta ad andare ancora più avanti. Mi piace perché va veloce, perché cambia veloce. Mi piace perché in relativamente poco tempo questo posto si è abituato a convivere  con i suoi difetti, perché ha accolto milioni di persone in difficoltà. Non è sempre stato facile e non lo sarà, ma lo ha fatto. Mi piace perché ha fatto le sue cazzate ma non la smette di torturarsi ed è incapace di perdonarsi. Mi piace perché qui, alla fine, gira che ti rigira, puoi pregare chi vuoi, puoi vestire come vuoi, puoi scopare con chi vuoi e ti puoi persino permettere, a volte, di non avere troppa paura.

Era il 2004 e io mi trovavo in uno dei posti di questo posto, un posto che si chiama Londra. Facevo l’Erasmus. Perché in questo posto le donne fanno quello che vogliono, anche l’Erasmus. All’università conoscevo persone delle più svariate provenienze. Americani, tedeschi, francesi, australiani, spagnoli, italiani, portoghesi, sudamericani, africani…

Eravamo nel mese di marzo. A Londra era sempre freddo, faceva un gran freddo, pioveva e aveva anche nevicato. Ma in quei giorni non mi pare avesse piovuto tanto. Un bel giorno arrivò una bruttissima notizia. 191 persone furono uccise a Madrid. Atocha. E’ il nome che si ricordano tutti. Ma in realtà furono 4 le zone sotto attacco terroristico.

Fu un attacco bastardo. Bastardissimo, perché beccò poveri disgraziati, gente che lavorava, che a quell’ora della mattina stava andando in ufficio, o a scuola, o al negozio…gente che era uscita di casa per andare a lavoro, con tutte le bestemmie del caso, e a casa non c’è più tornata. Qualcuno avrà litigato con il proprio compagno o la propria compagna, che avrà maledetto quell’ultimo vaffanculo al posto del consueto ti amo. Qualcuno magari ha fatto velocemente l’amore prima di correre via, che era già in ritardo.

Poi qualche ora dopo hanno raccolto i pezzi di corpi, gli oggetti, i documenti che rimanevano, le scarpe rotte, hanno asciugato il sangue, pregato e portato fiori.

Ricordo che nel laboratorio di informatica incrociai le ragazze spagnole che facevano la strana lezione di intonation insieme a me, e dissi loro che mi dispiaceva tanto per quello che era successo a Madrid.

Alzarono le allerte ovunque perché a quel punto ci cagavamo tutti sotto. E dicevano che erano stati i terroristi islamici. Poi non è che si sia mai ben capito in realtà, perché la cosa coincideva con le elezioni in Spagna e quindi c’erano diverse versioni in esame. Ma comunque quello si disse. I terroristi islamici.

Uno o due giorni dopo presi il treno per andare a Londra città. Ero tranquilla e serena, era una bella giornata e mi ero fatta un programmino di tutto rispetto, come al solito. Sedevo in pace sul treno, con tantissima altra gente. Arrivò un ragazzo sulla trentina e si sedette davanti a me. Non ci guardammo neanche. Stavamo per i cazzi nostri e ognuno aveva i suoi.

Alla fermata successiva salì un uomo e si sedette vicino a lui, sempre davanti a me, quindi. Era vestito con un’ampia tunica arancione e aveva un turbante color avana. Una barba lunghissima e uno sguardo serio serio. Mi vergogno, ma devo ammettere che mi cagai sotto. Aveva con sé una valigetta. Mi feci due calcoli e dentro di me una voce mi disse: sei su un treno pieno di pendolari e stai andando a Londra. Quella è una bomba e tu sei fottuta. 

Alzai lo sguardo di scatto e incrociai gli occhi del ragazzo che si era seduto accanto a me. Ci guardammo tra il divertito e il terrorizzato. Dobbiamo aver pensato una cosa del tipo: che Dio ce la mandi buona, che se deve succedere succede…e noi non possiamo farci proprio niente.

E’ il germe del sospetto, della paura, dell’insicurezza. E’ dire addio alla libertà di sentirti al sicuro in un posto che ami, a casa tua. Questo è quello che fa il terrorismo. E a me non interessa delle cause, delle ragioni, degli obbiettivi e degli dei. Io lo schifo.

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