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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Scott è nato a nord, in mezzo ai laghi, ed è morto a sud, in mezzo alle star abbronzate. Se fosse ancora vivo, oggi avrebbe 116 anni. Nella maggior parte delle foto, aveva dei capelli allucinanti, bipartiti tipo pista per il decollo al centro del cranio. Fece la figata immane di sposarsi nel cuore pulsante di Manhattan, nella Cattedrale di Saint Patrick. Si sposò con una donna del profondo sud.  E si sposò lì in quella cattedrale perché la famiglia, da parte della madre, era di origini irlandesi. E poi comunque lui amava New York. E chiamalo scemo. Voleva fare la guerra ma non lo mandarono mai via a combattere. Anzi ad un certo punto l’avevano chiamato, ma la  guerra era finita e quindi non se ne fece più niente.

Quando ero piccola, ogni tanto passavo in salotto davanti alla libreria di legno scuro, piena di libri, su due file, alcuni messi in orizzontale perché lo spazio è sempre troppo poco per contenere quello che ti piace. Passavo e buttavo un’occhio sui titoli di tutti quei romanzi. E certe volte leggevo The Great Gatsby. Erano libri per lo più scritti in inglese ed ero troppo piccola per leggerli. Ma poi sono cresciuta e ho imparato l’inglese, perciò alla fine The Great Gatsby l’ho letto. Anni dopo a Torino feci colazione in un bar che si chiama Gatsby’s. E’ caro, ma è in un’ottima posizione per lo shopping. E lì mi ricordai di quel romanzo che avevo letto.

Scott scrisse la storia di Gatsby nel 1925 e la ambientò a New York, la sua amata metropoli. Tanto per dire, nello stesso anno Virginia Woolf scriveva Mrs Dalloway, e lo ambientava a Londra. Che anno magnifico per la letteratura mondiale…

Ebbene, raramente ci fu romanzo che mi fece più incazzare. Forse è anche per questo che non tornai più a quel bar a Torino.

Non potevo tollerare già solo il fatto che Daisy non avesse sposato Jay Gatsby, non lo avesse aspettato.  Non potevo tollerare che Daisy avesse sposato quell’idiota di Tom. E non potevo tollerare che, una volta scoperto che Jay era diventato il loro ricchissimo vicino di casa, ancora pazzamente innamorato di lei, non si gettasse ai suoi piedi implorandolo di portarla via con sé, dove avesse voluto. E poi non potevo tollerare che lei fosse così fifona da non ammettere il suo amore per Jay dopo riessersi gettata tra le sue braccia, così fifona da non riuscire a metter fine a tutto questo.

Era tutto troppo alla Romeo e Giulietta da sostenere per il mio cuore.

Non riuscivo a capire come fosse possibile che Daisy non mollasse il marito Tom, un vero coglione, che si è sposato il sogno di Jay e si permette pure di tradire quel sogno con una Myrtle qualsiasi, che poverina non ha grandi colpe…è una donna qualunque, non ricca, neanche benestante, una del popolo, si direbbe. E questo drappello di ricchi si concede il lusso di giocare con una del popolo, specialmente uno come Tom. Sai che gliene frega a Tom di giocare con la vita delle persone. Ma sai che gliene frega pure a Daisy, che la ammazza per sbaglio. Oops….sorry.

E a quel punto, io già non potevo tollerare tante cose, ma soprattutto non potevo tollerare che un uomo fichissimo come Jay amasse una cretina come Daisy, che oltre a cagarsi addosso lo rende l’unico amante suicida della situazione. Lui che potrebbe avere tutto, vuole proprio lei, solo lei. E per lei è disposto a tutto, anche a morire per una colpa che non ha commesso. E per cosa? Per coprire un attimo di follia capricciosa e piagnucolante di una donna che non lo merita, e che lui continua a desiderare e aspettare.

Se il valore di una persona si misura dalla persona di cui si innamora, Jay m’è cascato. M’è veramente cascato. Eppure ho sofferto per la sua fine, che continuo a pensare immeritata. E’ grande chi paga per tutti? E’ davvero grande uno che lascia che sia? E’ davvero così grande uno che ci rimette la pelle senza motivo? La donna che diceva di amarlo, si ritira in casa con un uomo che non ama e che la farà sempre sentire a beautiful little fool. E agisce adagiandosi su questa orribile definizione, come una bellissima idiota. Tremolante e impaurita, lascia stupidamente che Jay si assuma la responsabilità di una colpa che non ha.

E Jay fa la fine di Romeo.

E adesso chi è il beautiful little fool?

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