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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Ciao. Io sono una giovane (o quasi giovane) laureata di nuovo ordinamento. No non sono come quella in foto, un po’ più brutta. Ho meno di 30 anni, anche se ancora per poco. Ho finito la magistrale nel 2008. Se sono brava ad insegnare non lo so. Magari faccio schifo, questo lo potranno dire le persone che hanno avuto la sfortuna di avermi come insegnante, tutti quasi miei coetanei. Per qualche anno l’ho fatto, in effetti. Poi ho cambiato strada perché lo facevo praticamente quasi gratis e, per quanto mi piacesse, ad un certo punto ho sentito la pungente esigenza di guadagnarmi da vivere.

Lavoro da non moltissimo tempo, e nel frattempo sono nelle graduatorie di terza fascia, quelle d’istituto. Ci sto perché non sono abilitata. E non sono abilitata perché ad un certo punto hanno chiuso quella cagata fotonica che erano le SSIS, cioè altri due anni a pagamento, per andare poi (forse) a fare un lavoro nel quale ti tratteranno come l’ultimo parassita della pubblica istruzione, ti daranno dell’ignorante e del nullafacente e ti pagheranno anche poco. Totale: circa 6/7 anni, se sei in regola con gli studi.

Ebbene, ad un certo punto arriva il ministro Profumo, che dice che si farà un nuovo Concorso per la scuola. Lo chiamano il Concorsone, perché migliaia e migliaia di persone troveranno lavoro grazie a questo miracolo amministrativo. E così tutti i precari hanno detto, noooo è ingiusto! Ci siamo prima noi! E poi i sindacati hanno detto, nooooo, è ingiusto! Ci siamo prima noi! Tutti a piccarsi a vicenda per avere un contratto a tempo indeterminato nella pubblica istruzione, nello stato.

Tutti… nel senso… i soliti! Perché in realtà questa cosa dei lavoro pubblici resta una cosa di generazioni passate, che con quelle presenti non c’entra assolutamente niente. Niente di più vero, perché incuriosita e anche leggermente tentata di farlo pure io, mi vado a leggere il bando. E scopro una cosa che un po’ ha dell’incredibile e un po’ è la riconferma del fatto che l’Italia non vuole proprio essere un paese per giovani.

Scopro, infatti, che chi si ha finito il suo percorso di studi universitari dal 2001/2002 al 2012….è escluso. Mi spiego meglio, perché forse non è chiaro. I giovani sono esclusi. Sono esclusi quasi tutti quelli di nuovo ordinamento, tranne quelli che hanno fatto il passaggio dal vecchio al nuovo appena quest’ultimo è entrato in vigore. Sono esclusi i più giovani laureati italiani. Le nuove leve, quelle sulle quali tutti dicono che si deve puntare per rilanciare il paese, e anche e soprattutto l’istruzione, immettendo freschezza, un po’ di slancio creativo.

Quei giovani (e mi ci metto in mezzo anch’io) sono quelli che dovrebbero andare in massa davanti al Miur a tirare merluzzi marci, vongole avariate, sacchetti di merda e buste di piscio. Invece non ci credono, e poi se ne vanno via perché ne hanno abbastanza, e li mettono a fare ricerca e ad insegnare addirittura nelle università straniere. Sono quelli che poi i politici dicono che i cervelli italiani ci rendono orgogliosi. Quelli che li intervisti e ti dicono, no beh l’Italia mi manca molto, ma qui è un altro mondo.

E così via…

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