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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

E’ la nuova parola della giornata. Uno che è choosy è sostanzialmente uno che sceglie, ma non semplicemente perché gli piace. Diciamo che è uno che si può permettere di scegliere. Uno che è un po’… come dire…pretenzioso, con una certa puzza sotto il naso, uno che si poterebbe definire… schizzinoso ecco! E’ una bella parola, molto posh, che suona molto fighetta, e credo che d’ora in poi mi definirò spesso choosy, se non altro per mettere in difficoltà il mio interlocutore.

La parola choosy esiste, non da ieri. Ma da ieri, grazie al ministro Fornero, lo sappiamo tutti. Su Twitter sono tutti entusiasti della nuova parola. Ovviamente c’è chi denigra il ministro e chi invece dice che tutto sommato ha ragione, che ‘sti giovani senza lavoro hanno rotto le palle. Andassero un po’ a lavorare!

Ora, uno inizialmente sarebbe portato a dire che Fornero è una stronza. Un po’ come successe quando tutti i giovani d’Italia si sentirono chiamare bamboccioni. Opinioni personali che non sto qui a sindacare. Quello che a me colpisce, a freddo, è questa sicurezza, questa certezza assoluta di saperne un monte dei giovani, che denota francamente poca umiltà da parte dei ‘vecchi’,  senza offesa. Perché ‘vecchio’ non è un insulto. Essere vecchi è una cosa bella, vuol dire che hai tanta esperienza alle spalle e hai imparato un sacco di barzellette, basta che te le ricordi ed è fatta, diventi pure un simpatico vecchio.

Che tanti giovani non lavorino è un fatto. Che tanti invece servano panini al Burger King, è un fatto altrettanto evidente. Che tanti lavorino a contratto a progetto senza nessun diritto o quasi, e dopo un po’ tornino agli annunci di lavoro per trovare un altro impiego, è un altro fatto. Io stento a chiamare choosy un ragazzo che magari è al terzo contratto a progetto a 400 euro al mese. Riesco ad ammettere che debba essersi un po’ rotto le palle.

Poi è anche un fatto che ce ne siano tanti che invece sono dei pigri pupponi scaccoloni cacasotto puzzapiedi farlocchi fallacciani che pensano solo a fumare, bere e fare benzina coi soldi di papà (mentre fumano, così è più pericoloso).

Cosa può fare un membro del governo? Cosa può fare la politica? E’ inutile che qualcuno ci ripeta quello che già sappiamo.

Se davvero il lavoro tutto sommato c’è, cercando cercando basta accontentarsi un po’, e in fondo il vero problema è piuttosto la puzza sotto il naso, allora c’è qualcosa di strano, e ben più grave di una banale crisi economica mondiale. Quello che tutti abbiamo il dovere morale di chiedere a noi stessi è: come mai produciamo questa gioventù? Cosa abbiamo sbagliato? Come possiamo recuperare? Come possiamo evitare che vengano fuori giovani con la puzza sotto il naso come me e mio fratello, che notoriamente siamo dei radical chic fannulloni e puzzoni?

Mi rimane un dubbio: ma Fornero… esattamente … Cosa avrà voluto dire?

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