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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Oggi vorrei parlare di una patologia che colpisce molte persone. La sindrome dello sfogo genericamente specifico.

Tutti noi conosciamo almeno una persona che ne è affetta. Conoscere questa gente può rappresentare una piaga nella nostra vita. Ma sarò più precisa.

Quante volte ci è capitato di aprire Facebook e leggere uno status di qualche nostro amico che scrive quelle frasi che tu capisci bene che sono ovviamente indirizzate a qualcuno, ma che in realtà non riportano alcun destinatario? Cose del tipo: esci dalla mia vita Oppure: se te pio te corco de botte O anche: certa gente non sa cos’è la dignità, chi vuole capire capisca.

Solitamente questi status sono contornati da puntini di sospensione, come a dire che c’è qualcosa in più che vorrei esprimere ma, boccaccia mia, taci che è meglio, famme sta zitto. E solitamente una piccola parte degli utenti capisce perchè è direttamente o indirettamente coinvolta, mentre gli altri non capiscono.

Ogni volta mi rendo conto che non sono compresa nel discorso e quindi meglio farmi i cazzi miei. Ma mi chiedo, che cosa lo scrivono a fare se magari il vero destinatario manco lo legge? O forse questi soggetti patologici non hanno coraggio per dire qualcosa direttamente a qualcuno e così lanciano un messaggio genericamente specifico. Alcuni si rivolgono a persone che neanche hanno fra i contatti. In questo modo cercano un facile sostegno psicologico per raccontarsi che l’hanno superata, che hanno l’appoggio della cricca, che sono forti e che non la mandano certo a dire!

Allora io proporrei una cosa molto semplice: parlate chiaro o non parlate per niente. Altrimenti uno è tentato di commentare il vostro status e scrivere: ciao, a chi ti riferisci? Oppure: con chi sei arrabbiato? Oppure: e ar popolo..?

Per venirvi incontro, vorrei darvi dei piccoli suggerimenti, con degli esempi pratici.

Tipo, non limitatevi a scrivere una cosa del genere: tu non me la fai a me, brutta stronza!

Scrivete chiaramente: allora, c’è una che insidia il mio fidanzato e voglio che tutti sappiate che se la becco stacco il tergicristalli della sua ridicola utilitaria e faccio della sua inutile persona un girarrosto. Secondo voi è una buona idea?

Ooooh! Non è molto più chiaro? Così almeno possiamo tutti partecipare alla discussione, no? Eventualmente possiamo taggare la troia in questione, qualore fosse tra i nostri contatti.

Oppure, evitate di scrivere cose tipo: non vali la metà del tempo che ti dedico! No, così non va. Andiamo dritti al punto. Così: La ragazza tal de tali, con la quale esco da circa un mese, si è rivelata una MSA (mega stronzetta allucinante). Mi sono sentito usato e per giunta manco me l’ha data. E’ ora che se ne vada affanculo, o no? Anche qui vale il tag di cui sopra.

Non vi pare più sensato? I social network non sono diari privati. Se scrivi una cosa la leggono tutti, e tutti pensano giustamente di essere autorizzati ad intervenire. Almeno dategliene la possibilità! Siate chiari, siate inclusivi. Divertiamoci insieme a smerdare la gente!

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