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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Monthly Archives: novembre 2012

In tv hanno fatto vedere un servizio interessante. Due situazioni a confronto. Immigrati sfruttati nei campi del Mezzogiorno d’Italia e immigrati con contratto regolare nel campi della Toscana. Quelli con contratto regolare, guadagnano più o meno quanto me. Anzi, esattamente come me. Così, uno si pone delle domande e iniziano discussioni che portano a conclusioni interessanti.

IO: Oh ma questi prendono come me…

PINO: Eh sì, ma è un bel lavoro di merda…

IO: Beh sì però la paga mica è male! E pensa che non si trovano italiani per farlo!

PINO: Questo è proprio strano. Io non ce posso crede.

IO: Beh ma pensaci, te dopo la laurea ci saresti andato?

PINO: Boh, magari stagionalmente sì.

IO: Eh, ma non per molto. Il problema è che nessuno ci andrebbe dopo il liceo o l’università. Secondo me abbiamo troppi laureati, e non abbiamo percorsi alternativi per chi magari vuole fare cose di questo tipo. Che ne so, anche tipo gli artigiani…

PINO: Che ne sai magari uno inizia da cogliere le olive e man mano si mette su una piccola impresa…

IO: Seeeh, co tutte le tasse che ce deve pagà poi! E co quanto te costerebbe assume lavoratori…ormai vonno tutti lavorà in ufficio, belli seduti. Anche perchè la terra costa fatica, paga poco, non vale la pena.

PINO: Secondo me dovremmo convincere le donne a darla ai contadini.

IO: Dici che sarebbe una soluzione?

PINO: Ma sì perchè alla fine il problema è tutto lì. Scopà. Bisogna dire che anche chi fa il contadino scopa.

IO: Potrebbe essere un’idea effettivamente.

PINO: Io penso di sì.

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Volete dirmi che non è una cosa nuova? Che c’era già nel 2010? Beh non lo sapevo.

Davvero delle hostess piccanti. Non lo dico io eh! Lo dice proprio Ryanair. Già da qualche mese se vai sul sito della nota compagnia low cost della verde Irlanda, c’è una donnina ammiccante che ti accoglie con quest slogan: Tariffe bollenti e Hostess piccanti.

Viaggio spesso in Ryanair, fondamentalmente perchè non avendo il becco d’un quattrino tendo al risparmio. Ogni volta che salgo su un loro velivolo, penso ad un vecchio film che mi faceva tanto ridere da piccola:

A me non interessa affatto la polemica intorno alla solita pippa della mercificazione del corpo femminile. Mi annoia a morte.

Vorrei invece spendere due parole su questo calendario meraviglioso.

emettiamo che la cosa l’operazioone è un po’… goffa. Boh, mi sa proprio di ridicolo. Mi spiego.

Prima cosa… andiamo! Il solito cliché della hostess che la dà? Daaaai! E’ una roba anni 80! Un residuato bellico peggiore della fantasia erotica sull’infermiera porno!

Seconda cosa: essendo io cliente abituale, posso affermare senza timore di smentita che le hostess Ryanair sono generalmente abbastanza orride. Dove le hanno pescate queste? La mia teoria è che non sono vere hostess. Mi ricordano sai quelle ragazzette solitamente dell’est che si trovano sulle pubblicità delle linee erotiche sulla tv satellitare? Ecco. Quelle. Confessate! Non sono vere hostess! E il fotografo è senza dubbio un quattordicenne in piena tempesta ormonale. E poi dai! quei grossi orecchini a cerchione di bici!? Tipici del lungomare di Montalto Marina! Daaaai….!

Terza cosa: io spero abbiano puntato tutto sulla vendita on line, anche se so che stanno tentando di rifilartelo anche in volo. Questo mi perplime. Perchè c’è da dire che io mi vergognerei a comprare in volo un calendario di hostess piccanti, con il rischio che mi guardino tutti come se fossi un pervertito e con il problema di non potermi alzare per andare a fare la pipì senza essere guardato come uno che… non deve veramente fare la pipì.

Vorrei vederlo tutto, questo è chiaro. Vorrei poterne sapere di più su questo nuovo prodotto Ryanair. Forse lo comprerò! In volo! Per sfidare il perbenismo della gente!

C’è di buono però che pare vada tutto in beneficienza. Poveri poverelli, niente panettone quest’anno…

Un minuto di silenzio per il mese di maggio:

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Schulz diceva di non essere Charlie Brown. Anche se poi aveva il suo stesso nome, aveva un cane, e suo papà era un barbiere. Proprio come  Charlie Brown.

Anche se sono piccoli parlano come i grandi. Per capire di cosa è fatto l’essere umano puoi leggere di psicologia, puoi leggere la grande letteratura di ogni secolo, ma niente riuscirà a spiegartela meglio dei Peanuts.

Al contrario di ciò che il  mio avatar potrebbe far pensare, i miei personaggi preferiti sono sempre stati Charlie Brown e sua sorella, Sally. Lui è quello saggio e posato, insicuro e riflessivo, che non riesce a dichiarare il suo amore alla ragazzina dai capelli rossi. Sente una grande responsabilità verso la sorellina più piccola quindi cerca sempre di rendersi d’aiuto e di insegnarle le cose che ritiene di aver imparato.

Lei è quella indipendente, anche se in realtà chiede sempre consiglio al fratello, per qualsiasi cosa, salvo poi interpretare di testa sua i consigli semplici e diretti del bambino con la testa rotonda, che quindi finisce per starsene lì rassegnato, limitandosi ad assistere alle sue idee bislacche.

Non si vergogna di niente. Sally…Sally è il dottor Kelso. Come lui, ha quel modo spassoso e inattaccabile di essere irriverente e non politicamente corretta. Inattaccabile per il semplice fatto che è sincera all’eccesso. Si presenta per quello che è e non si pone neanche il problema di piacere a tutti i costi.

Per lei non esistono mostri sacri. Segue il suo filo logico nei ragionamenti e ritiene che le sue conclusioni siano perfettamente accettabili:

La mia vignetta del cuore riguarda una giornata in particolare, nella quale Sally è preoccupatissima per la recita scolastica. In realtà il suo ruolo è assolutamente secondario, quasi accessorio. Una sola è la frase che deve imparare. Anzi, una sola parola: ASCOLTATE! Si aggira per casa ripetendo tutta seria: ASCOLTATE! Ma ha il terrore di dimenticarlo. Così chiede consiglio al fratello, che la rassicura dicendo che la cosa fondamentale è che non se ne stia lì sul palco in silenzio e che, eventualmente, dica una cosa qualsiasi, tanto per non fare scena muta.
Al momento di entrare in scena, ovviamente Sally dimentica la battuta. Nel panico, segue il consiglio del fratello e dice la prima cosa che le viene in mente: Bastone da Hockey! E poi se la prende con lui per la figura di merda.

Ma probabilmente la sua parte allo spettacolo non intendeva ricordarsela davvero, perchè Sally odia la fatica. Complottista, egoista, sbrigativa, odia i doveri, odia i compiti a casa ed è convinta di essere molto furba e di trovare un modo geniale per aggirare gli ostacoli che non intende saltare. Suo fratello la mette sempre davanti alla realtà delle cose, ma Sally odia qualsiasi realtà che le sia scomoda. Il suo scopo è sempre trovare un modo per non fare quello che non ha voglia di fare.

Tutti abbiamo pensato una volta nella vita che non avevamo alcuna voglia di aprire il libro e iniziare a studiare, o che la filosofia è più noiosa della televisione (anche se non lo diremmo mai davanti ad un radical chic), o che studiare idrografia è una cosa inutile.

Solo che lei lo dice ad alta voce.

E visto che, anche se lui, Schulz, non c’è più,  oggi sarebbe il suo compleanno, auguri:

[…] se poesia vuol dire capacità di portare tenerezza, pietà, cattiveria a momenti di estrema trasparenza, come se vi passasse attraverso una luce e non si sapesse più di che pasta sian fatte le cose, allora Schulz è un poeta“.
Umbeto Eco

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CONTESSA: ma perche’ non stampamo più soldi?

IO: eeeh ma non me sembra ‘na grande idea… e poi l’Europa mica te lo permette.

CONTESSA: uhm… E no je lo dimo!

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Guardate che le primarie, per chi, come noi, non c’è abituato, non sono roba facile. Poi figurati, non siamo più molto abituati a sentirci interpellati. E chi ce lo chiede più che vogliamo? Nessuno. Prima non ci hanno fatto neanche sapere per chi realmente votavamo. Poi ci hanno evitato proprio il disturbo, hanno fatto un governo nuovo, ti piace o no, cazzi tuoi.

Ad un certo punto il Pd deve essersi detto: minkia, il Pdl è stato cacciato dal governo, se ce la giochiamo bene, tocca a noi.

Il Pdl ha detto: e mo? Berlusconi s’è nascosto a casa sua. Quando ero alle scuole medie, ogni volta che un professore usciva dalla classe per qualche motivo, chiamava lo studente più diligente e gli diceva di andare alla lavagna e segnare i nomi di chi faceva macello, che poi quando tornava li puniva. E Berlusconi ha fatto uguale e ha detto: Alfà, famme riorganizzà le idee. Oh, state bboni sennò Alfano ve segna ala lavagna. Io torno subbito.

Però Alfano ha retto poco, anche perchè pensava che il professore sarebbe tornato un po’ prima. All’inizio stavano tutti zitti in classe. Dopo un po’ sono diventati indisciplinati. Sono nate…qualcosa come miliardi di correnti. E tutti dicevano: ma no guarda che il nostro mica è un altro partito, è…. come posso dire, un movimento! Hanno fatto i convegni, gli statuti, hanno chiacchierato tantissimo. Ogni movimento si differenziava per un piccolo particolare, che ovviamente lo rendeva incompatibile con qualsiasi altro.

Tutti si sono fatti il loro piccolo seguito, e tutti sono stati convinti di poter contare qualcosa, che tutto sarebbe andato meglio se solo qualcuno si fosse degnato di fare come loro pensavano fosse giusto. Ovviamente non è successo niente, perchè quando si è in pochi si perde sempre.

Ad un certo punto, con sto casino, Alfano era rimasto ala lavagna co sto gessetto, e non sapeva più chi segnare. E iniziava a serpeggiare l’antica idea delle primarie. No! Le primarie no! Dicono alcuni. E’ il segno che il partito non è capace! Che deve cercare legittimazione!E’ inaccettabile! Il premier lo decidiamo tra di noi!

Beh, me cojoni, ha detto qualcun altro, se non c’è legittimazione popolare che cazzo stamo a ffa? Ndo volemmo annà? C’avemo un 15% scarso, che come gnente diventa 12, e poi 10, e poi chi cazzo ce li riporta ale urne quelli che non voterebbero sinistra manco pe ddisperazione!?

NO! Le primarie no! Ci sono troppi candidati! E’ una fiera delle vanità! E’ un regolamento di conti!

Fidate, ha risposto qualcun altro, che tanto ne famo uno ar mese de regolamento de conti. Bastassero le primarie a regolà i conti! Magari! Non se semo mai sopportati, dimo la verità. Però il Pd se tappa ‘r naso e adesso ce magna sula capoccia. Noi a fforza de fa i finosi stamo ancora a raggionà. I candidati se dimezzeranno, sta tranquillo, la ggente nu li conosce, nu li vota. Chi cazzo lo vota Proto? Ma chi è Proto? E Sgarbi? Quello che strilla sempre? Ma levete… E chi è Samorì? Tu l’hai mai incontrato? Se lo vedo in fila ale poste manco lo riconosco! Figurate se la ggente li vota. Se la giocamo in pochi, ala fine. Continueremo a fasse la guerra lo stesso, perchè è normale che sia ccosì. Non avemo ancora imparato che vor dì bipolarismo. Ce vorrà tempo. Pure nel Pd se la sentono tutti calla! Però stano tutti lì a confrontasse, a fa le videochat, a portasse a casa i voti, poi ce penseranno a come regolà i conti. Noi tocca ancora sta a sentì se Berlusconi ce dà ‘l permesso.

No! Il Segretario c’è già! NOn ce ne serve un altro!

Daje, allora famo a non capisse, ha risposto qualcun altro. Chi l’ha deciso Alfano? La mi nonna? No, te lo posso assicurà. La gente l’ha deciso come ha deciso Monti, cioè manco pel cazzo. Come si fa a cambiallo se ala ggente nu je piace? Facile! Chiedemojelo! Volemo sentì se magari non preferiscono qualcun altro? Poi se vorranno Alfano se ne faremo ‘na raggione. Intanto chiedemojelo, che magari je famo simpatia, no? Poi se non vonno votà peggio pe lloro. E poi pensace, se sse mette in moto sto meccanismo e d’ora in avanti famo ccosì, se potrebbe creà un certo dialogo interno, mica farebbe schifo!

Ecco, io sono d’accordo con qualcun altro.

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…incalzato dalle impertinenti domande di Renzi, ieri sera, a Ballarò:

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Tocca magnà. E’ l’imperativo che domina in ogni tempo, ma specialmente in tempo di crisi. E’ lo slogan con il quale il cittadino e il politico si preparano alla crisi e alle primarie. Alleanze, connubi, mescolamenti e no pasaràn. Alcuni senza senso, altri che lo avrebbero, ma devono essere fatti con intelligenza. Perchè in tempo di crisi è importante saper cucinare con quello che si ha a disposizione, senza buttare via, senza disperdere, e senza regalare voti a Grillo.

Molti sono convinti che gli ingredienti duri e puri non possano mescolarsi con un profumo cosmopolita, un aroma accattivante, da colazione internazionale. A me piace sperimentare prima di dire la mia, e oggi sento di poter dire la mia con una certa sicurezza. Ho la prova tangibile che nel futuro centrodestra italiano, la componente identitaria può rendersi più politicamente spendibile, ma anche più affascinante e soprattutto vincente, con un pizzico di spezia libertaria, e una spruzzata di cameronismo all’anglosassone.

Ecco a voi la ricetta per vincere.

Entrée Avenir au citrouille et bacon

Ingredienti: zucca semi intera, dura e pura, comprata alla Carrefour scegliendola in base alla sfumatura di arancione più carina. Bacon, sempre comprato alla Carrefour, ma quello che costa un po’ di più, comprato per fare i fighi e a rischio scadenza. Cipolla rossa, anche non di Tropea, non stiamo a fare i choosy. Olio extravergine d’oliva, perchè su certe cose non si scherza.

Ingaggiare tre tagliatori, che in circa 40 minuti tagliuzzino la zucca in piccole parti per renderla utilizzabile. In un decimo del tempo, tagliuzzare anche il bacon. Quindi sfricchettare una padella con olio e cipolla tagliata fina, aggiungere la zucca e farla cuocere a fuoco lento per quelle 6/7 ore, aggiungendo ogni tanto un goccino di acqua per non farla attaccare, bruciare, divampare e quindi morire. Parallelamente, scoppiettare il bacon in una padellina più piccola, con un’idea di olio. Quando l’aranciato ortaggio si sarà ammordibito fino a diventare adatto per il condimento, aggiungere il bacon e lasciare che cuociano insieme a fuoco lento, che si conoscano, che si capiscano e inizino  a dialogare, scambiandosi punti di vista, umori, preoccupazioni, sapori, intenzioni ed elettori.

Aggiungere all’ottima salsa che avrete così ottenuto, le vostre penne al dente, perchè senza mettere niente per iscritto tutto rimane una salsa indistinta, senza possibilità di masticare nulla. A piacere, aggiungete olio a crudo e una spolverata di Parmigiano Reggiano, per difendere il made in Italy, il prodotto d’eccellenza.

No, non ci va assolutamente il prezzemolino. Non aggiungiamo roba che Un Dà Contributo alcuno, che si infila fastidiosamente tra i denti o che potrebbe da un momento all’altro volersene andare a condire del pesce al forno o formare una salsa verde buona solo per le cozze.

Chi vorrà assaggiare, rimarrà piacevolmente stupito dal nuovo linguaggio di questo piatto insolito. Dirà agli amici che c’è questa nuova, strana ricetta che bisogna assolutamente provare. Perché bacon e zucca da soli fanno pochino. Allappano.

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