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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Monthly Archives: dicembre 2012

Tanto per dire, ieri abbiamo festeggiato il compleanno di Babbini Tour Operator, apparsa per la prima volta in questo blog in un post dialogato. Babbini è una di quelle donne che si toglie anni di età anche a 18 anni. Perciò ieri continuava imperterrita a dire che ne aveva compiuti 23, forse per rendersi più appetibile alle mire di Berlusconi. In realtà ne ha 25, e Berlusconi non se la caga di striscio. Ma noi le vogliamo bene.

Ma oggi…oggi è un giorno speciale! Oggi è il compleanno della Contessa! Anche lei si cala gli anni, ma nel suo caso è giustificato perché è vecchia. La Contessa sostiene: io so vvintage, come dice la Vladimir Luxuria. Sì, la Contessa cita Vladimir Luxuria.

Io la Contessa la prendo sempre in giro, ma la verità è che è la mia seconda mamma e che mme fa mmorì dale risate. E visto che credo che quei due o tre lettori assidui si siano in un certo modo affezionati a lei, volevo renderli partecipi di questo lieto evento.

IO: Oh telefonamo subbito ala contessa sennò questa sa quante ne dice!

PINO: HUUUU PER CARITà! NUn ce lascia più gniente!

Telefonata alla Contessa la mattina del suo compleanno:

CONTESSA: Pronto?

IO E PINO: tanti auguri a teeeeeeeeeeeeeee tanti auguri a teeeeeeeeeeeeeeeeeeee tanti auguri ala nonna/Contessaaaaaa tanti auguri a a teeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

CONTESSA: Grazie!

PINO: Tanti Auguri! Ha detto Irene che quest’anno gnente mancetta.

CONTESSA: Ah gnente?

PINO: No, stanno a ddiventà troppi e semo stanchi de tirà fori li sordi.

CONTESSA: E vvabbè, non fa gnente va. E ll’auguri me li dovete fa ancora pe pparecchio tempo.

IRENE: Dici? C’è dde bbono che almeno questo è ll’ultimo.

CONTESSA: Hahahahaha, te pozz’arrabbiatte, che ffia de na mignotta.

IRENE: Hahaha, se vedemo dopo!

CONTESSA: Seh!

IRENE e PINO: SCIAO!

CONTESSA: SCIAO!

Per ripercorrere la storia della Contessa in questo blog: Contessa blog history.

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In tv fanno il Canto di Natale della Disney, una bellissima versione del capolavoro di Dickens, seconda solo a S.O.S. Fantasmi. Il protagonista ovviamente è Scrooge McDuck, cioè Paperon de Paperoni. Il nome originale del riccastro beccuto è infatti mutuato direttamente dalla letteratura inglese, che tanto ci insegna ancora oggi.

Sono rapita dall’ultima scena, nella quale Scrooge, ormai tornato buono, visita il suo povero dipendente e porta doni e la notizia di volerlo come socio:

scrooge

Anche la Contessa sembra interessata a questa storia:

CONTESSA: ma che fa? je dà li sordi? …..Vedi? A Natale siamo tutti più buoni. …. Cor cazzo!

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doodle natale

Il doodle di Natale è bellissimo. Perché a Natale dobbiamo assolutamente tornare bambini moccolosi, qualora non lo fossimo già ampiamente durante tutto il resto dell’anno.

Vorrei rassicurare i pochi coraggiosi temerari che hanno tempo da perdere a leggere questo blog: ancora non ho vomitato. Ma di solito vomito a Vigilia, perciò ancora non è detta l’ultima parola.

E vorrei anche darvi qualche informazione assolutamente innecessaria sul mio inizio di giornata.

Sveglia all’alba per rumori casalinghi.
Perseveranza nell’addormentarsi di nuovo almeno fino alle 8.
Sveglia definitiva con caffè BUMBUM.
Ricognizione necessità menù della sera (facciamo Vigilia a casa mia)
Presa di coscienza necessità e lista delle cose da fare
Vestizione subitanea, ascensore e macchina, cercando di evitare il vicino sessuomane che fa le poste alle femmine nei garage.
Destinazione Ipercoop per ritirare il pesce ordinato, cercando di evitare i 500 mendicanti accorsi in occasione delle feste.
Destreggiamenti coraggiosi tra donne incazzate che devono fare la fila anche se hanno ordinato il pesce, ma che hanno i capelli appena fatti, per venire bene nelle foto.
Caricamento da soma delle 200 cose essenziali da comprare all’ultimo momento, convinti di aver comprato già tutto, cercando di evitare le telefonate apprensive della Contessa che è in pieno panico pre Vigilia.
Stop per un regalino che mi è venuto in mente all’ultimo momento.
Arrivo a casa e imbracciamento del grembiule da cucina rosso con le candeline, natalizio da fare impressione.
Accensione della playlist natalizia accuratamente preparata negli anni.
Preparazione del soffrittino; taglio dei pachini; spolpamento degli astici…. eh sì, il primo lo cucino io: tagliolini all’astice, ala faccia de chi cce vo mmale!

E non è mica finita…

Ma la cosa peggiore, fino ad ora, è quell’orribile brufolo da quattordicenne che è comparso esattamente sulla punta del mio naso, tanto per farmi ricordare il Natale 2012 come quello della regressione alla pubertà.

Ma mi consolo! Perché da un momento all’altro passerà Babbo Natale.

E allora Buon Natale a tutti! E raccontatemi cosa vi hanno regalato eh!!!!

p.s.

Ma… esiste  Babbo Natale?

YES, VIRGINIA!

Aggiornamento: mi suggeriscono il GOOGLE SANTA TRACKER, per seguire le tracce di Babbo Natale e sapere quando arriverà nella vostra città! Evviva!

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E’ matematico. E’ una maledizione. Arriva il Natale e io mi ammalo. E sai, può capitare a tutti un po’ di influenza, un po’ di..raffreddore…che so io, della sana tosse grassa! Ma no, tutto questo è roba da pivelli. Io a Natale mi becco quella mega, quella tosta, quella di stomaco, quella che vomiti un numero a due cifre di volte al giorno. Mi coglie all’improvviso, mentre azzanno una fetta di pandoro o mentre tento di digerire astici, aragoste, impepata di cozze, ostriche vive, tagliolini all’uovo…

Mi tiene lo stomaco sottosopra per tutte le sante feste. E nelle foto o non ci sono, o vengo pallida come una tavoletta del cesso. Niente abbigliamento dei giorni di svacco. Largo invece a pigiami caldi, coperte di lana a quadrettoni e capelli da sfollata.

Niente sano alcolismo delle ferie. Camomilla, teuccio, orzetto, riso in bianco, patatina lessa e, al posto del caffettino, un’ottima enterogermina per risanare la flora intestinale.

Ho avuto tre influenze durante gli scorsi due mesi circa. Gola rovente, naso liquido a profusione, febbre da ronzino, malori improvvisi, svenimenti incontrollati, cefalee assassine e altre simpatiche risate. Però… niente vomito!

Questo mi rende assolutamente vulnerabile a qualsiasi virus che preveda questa odiosa forma di malanno.

Che dire, avrete mie notizie…

vomito

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Questi i pochissimi tweet che ho postato mentre ero lì fuori ad aspettare che ci facessero entrare per fare il test di preselezione del Concorsone per la scuola, quella cosa strana e incomprensibile, che non si capisce bene dove andrà a finire.


tweetconcorso

Come potete comprendere, una grandissima maggioranza di femmine, non più nella verde età. C’è gente di un po’ tutte le estrazioni. Io non conosco nessuno…ma vedo che quasi tutti si salutano tra loro.

Di solito tendo a non parlare con nessuno. Parlare prima di una qualsiasi prova mi mette ansia, e io preferisco non avere ansia, specialmente se so che non ci sono enormi possibilità che io passi. Diciamo che tendo a farmi i cazzi miei.

Qualcuno arriva e premette: io di computer non ci capisco niente.

Annamo bene, penso io. E che cazzo ce stai a ffa qqui!

Qualcuno si lamenta che ha avuto troppo poco tempo. Altri che le domande sono incomprensibili. Si confrontano su quanti test hanno avuto modo di fare. Si dice che qualcuno ha già avuto le risposte sotto banco: voci che insinuano che i test sarebbero stati caricati al mattino e che quindi qualcosa è trapelato. C’è chi sostiene che una volta che saremo dentro l’aula avremo tutti lo stesso test. Alla notizia qualcuno tenta di individuare il concorrente più sveglio e gli si attacca al culo. Non sia mai che si riesce a copiare qualcosa. Ma la soffiata si rivela poi pregna di false informazioni.

Una signora mi osserva qualche secondo e mi addita come la più giovane, pertanto quella che la sa più lunga in questi test. Immediatamente mi sento molto osservata. Commento timidamente che me la cavo bene soprattutto nella parte dell’inglese, visto che sono laureata nella suddetta materia. Ma mi attiro odio, visto che alcuni annunciano sconsolati che lasciano indietro quelle di inglese (e di lingue in generale) perché non ci capiscono niente. Cazzo non ne azzecco una.

C’è chi dice che solo il 36% dei concorrenti è riuscito a passare il test fino a questo momento. Sono pochini in effetti. Un numero che non mi aspettavo.

Ad un certo punto arriva una ragazza molto simpatica. Ci avvicina e si presenta come una giornalista del Corriere di Viterbo. Nessuno è in grado di dirle nulla. D’altronde la ragazza parla con quelli che lo devono ancora fare! Che t’aspetti!? Tenta di fare alcune foto ma nessuno ha voglia di finire sul giornale, specialmente se verrà bocciato! Daaai come ti viene?!

Si entra. Si inizia. Fortunatamente ci forniscono qualche foglio e una penna. Finisco il test e premo il tasto consegna. So qual è la mia media di errori e dovrei esserci rientrata. Non mi interessa di fare un punteggio alto. Mentre aspetto che finiscano tutti, una signora viene rimproverata perché tenta di farsi suggerire una domanda di informatica. Una vicino a me le salta tutte ed è completamente nel pallone. Cazzo, questa gente è grande…immagino la frustrazione…

Escono i risultati e la maggioranza delle persone che sono in aula con me non hanno superato il test. Miiiinchia!

Quando esco la giornalista mi ferma. Sono leggera perché ho passato il test abbastanza facilmente e quindi sono propensa a rilasciare interviste e anche a firmare autografi. Ma secondo me la giornalista non coglie il fatto che la mia storia è interessantissima. Scribacchia un paio di cose e mi ringrazia. Cazzo io sono ammessa con riserva! Ho fatto un costoso ricorso! Sono qui ed è probabile che il risultato positivo non serva a nulla perché verrò fermata e mandata affanculo! Ah! Giornalisti! Che gente…! Signorina io sono uno scoop!

Prima di andare via aspetto che i risultati con le firme del caso vengano affissi alle porte. La signora che li attacca crede che io sia lì per vedere come sono andati gli altri. Ma sai che me ne fotte! Io voglio la prova, perché non voglio farmi inculare per un errore di sistema. Faccio un bel filmato delle carte affisse e delle firme annesse, grazie al mio fido BlackBerry, perché mi fido solo di lui.

Vorrei solo dire a Napolitano che se non accoglie il mio ricorso straordinario commette un errore. Sarei una prof simpaticissima.

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cattivissimi NOIIniziamo col dire che c’ero. Iuhuuuuuu!

Di solito o faccio tardi, o acciacco merde, o mi capitano altre sfighe. Ma stavolta c’ero. Ci tenevo, mi interessava parecchio e quindi c’ero. E c’era anche un sacco di altra gente.

Io non so con che animo sia andata la gente che era seduta lì dentro l’auditorium in Via della Conciliazione, né quale animo avesse quella che è rimasta fuori in piedi ad aspettare. Immagino che ognuno avesse le sue ragioni. E credetemi, tanta gente è rimasta fuori, a giudicare dalla folla che ho visto quando sono andata a pisciare. Infatti temevo che non mi avrebbero più fatto rientrare, sarebbe stato perfettamente in linea con le fortune di tutte le manifestazioni politiche alle quali ho partecipato o tentato di partecipare.

Ho sentito un sacco di cose interessanti, alcune persino belle, proprio sai..di quelle cose che dentro di te dici sì! cazzo, sìììììììì, o anche Ennaaaaamo! Eddaaaaaaje! 

Ed è tutta gioia copiosamente godibile.

E’ godibile quando si parla di tutte quelle cose che si dicono periodicamente e che non si fanno mai:

  • meno tasse, più lavoro
  • sminchiettiamo le pensioni d’oro
  • pialliamo gli incapaci
  • non spernacchiamo in babbà il denaro pubblico
  • non arraffiamo indebitamente i soldi dei contribuenti
  • aiutiamo le donne senza render loro necessario darla via per trovare lavoro
  • rimettiamo incinta l’Italia (fico slogan)
  • sosteniamo le famiglie senza che siano costrette ad ipotecarsi la casa per comprare i Pampers
  • facciamo gli asili nido così le nonne possono andare al mercato invece di fare le baby sitter
  • facciamo un welfare sostenibile aiutando chi davvero ha bisogno
  • non facciamoci dettare la politica interna dall’Europa e se lo vuole fare mandiamogli il nostro cane a fargli la cacca in giardino
  • diamo all’Europa un senso più profondo di quello meramente economico/finanziario, che si riassume nella vendita del Toblerone al duty free shop dei terminal
  • finiamola di pensare che i figli di immigrati nati in italia siano boveri negri e chiamiamoli poveri italiani
  • chiudiamo nel cesso i massoni e prendiamoli in giro (questa non ve l’aspettavate eh? la Meloni ha avuto le palle di dire che la massoneria ci ha un po’ rotto le palle)
  • ecc.

Tutte cose che mi sembrano francamente incontestabili. Poi ovviamente quello che fa la differenza è il modo…quello fa sempre la differenza. Ma il modo si vedrà.

Personalmente ho avuto attimi di gioia. Ma tutto sommato era quello che mi aspettavo di sentire.

Quando è salito sul palco Marco Taradash ho però avuto un quarto di secondo di gioia del tutto inaspettata. Molto solitaria, devo dire. Seguito da depressione da hangover, da quel senso di niente, non c’è verso…e io che credevo che… ma come? non vi interessa? ma perché?… io boh…

Vi spiego.

Mi ricordo troppe occasioni in cui il centrodestra ha cagato sopra il voto dei gay. Male.

Molto male cagare sui voti in generale.

Malissimo quando quei voti sono diversi milioni di voti (sappiate che votano i gay ma anche i loro amici, le loro famiglie, i loro colleghi e via dicendo).

Supermale quando si parla di libertà e si storce il naso davanti a quella altrui.

Megamale quando si decanta l’innegabile valore conservatore del matrimonio e non si comprende che il fatto che sia desiderato da tutti lo rende un valore conservatore largamente condiviso, quindi evidentemente vincente.

Gigamale quando si potrebbe fare del matrimonio una battaglia serrata, una battaglia di destra, ovvero una battaglia conservatrice, mettendo alla porta qualsiasi proposta di unione di serie b inutile e insignificante. Della serie, ti vuoi sposare? Bene. Non ti vuoi sposare? Bene. Sappi che comunque non hai una terza via. Sai perché? Ma semplicemente perché non è necessaria.

Teramale quando non ci si rende conto delle occasioni perse.

Taradash, ricordando che è liberale, liberista e libertario, ha detto in pratica che era contento di poter salire sul palco e poter parlare senza paura dei matrimoni gay. Era appassionato. Mi sembrava che si sentisse…come dire.. liberato! D’altronde quante volte avete sentito parlare del tema durante un incontro di centrodestra? Ad applaudire saremo stati…credo in 10, forse 12. Alcuni dei quali applaudivano di default e quando hanno visto che nessun altro applaudiva si sono fermati con un certo imbarazzo. Come quando ridi alle tue stesse battute ma non lo fa nessun altro.

Io ho applaudito. Mi sono immaginata centinaia di persone con le chiappe strette e m’è venuto da ridere. Poi mi sono depressa da hangover, come vi dicevo, e per consolarmi ho pensato ad un hamburger con bacon, che poi ho mangiato voracemente.

Ecco il riassunto della reazione maggioritaria della gente all’auditorium:

cicalino taradash

Praticamente nessuno ne ha scritto nulla sui social network. Su Twitter l’abbiamo scritto in tre…forse in quattro. E capisci che se una cosa non la twitti, oggi… non esiste! Non è mai esistita!

Mi si dirà che sono la solita frociarola. Esticazzi, non mi interessa. Passerò per frociarola. Mi è stato detto molto di peggio nella vita.

Ma ne faccio un principio…se non altro di coerenza.

Ho sentito dire all’auditorium che serve un’Europa in cui ci siano per tutti gli europei le stesse possibilità e gli stessi diritti. C’è stata un’ovazione generale. Come si conciliano gli scroscianti applausi con il silenzio a chiappe strette? Boh…forse gli slogan sono delle vere canaglie.

Comunque, non so come vadano le cose, ma so che in un altro posto a Roma c’erano altre persone meno simpatiche. Per dirne una, Alfano. Per dirne un’altra, Formigoni. E queste persone stavano dicendo cose meno simpatiche. Alcune anche simili, ma nel complesso moooolto più irritanti. Lì la parola gay manco l’hanno pronunciata. Anzi, ci hanno tenuto a dare una notizia che nessuno sapeva:

alfano gay

Minchia, che scoperta! Che idea sconvolgente! Che verità scomoda! …e io che credevo che mi avesse portato la solita cicogna che lucra sulle adozioni. Quella grandissima stronza pennuta…che il diavolo la porti!

Ora, facciamo un parallelo.

Marco Marsilio (che forse non tutti hanno presente…) sul palco ha detto che per troppo tempo si è lasciata la questione ambientale a totale appannaggio della sinistra.

Giusto. Sono d’accordo.

Che c’entra? Chiederete voi (o anche no).

Beh, c’entra. C’entra. Perché io scommetto che un giorno si dirà lo stesso per il tema delle nozze gay. Facciamo questa scommessa?

Diciamo che le idee primarie ci sono.

Ora bisogna continuare a dire le cose necessarie, con coraggio, usando un linguaggio non convenzionale, un linguaggio nuovo, lasciando passare concetti che sappiano stare al mondo nel terzo millennio e che rispondano alle sue esigenze, alla sua realtà. Per questo e altri temi dei quali non si parla mai e poi mai (tipo la scuola).

Per farlo, bisogna poter contare su alcuni elementi fondamentali, dei quali c’è carenza un po’ dappertutto ma dei quali è necessario mettersi alla ricerca affannosa: elettori intelligenti.

Ecco, ho mal di pancia. Forse perdo la scommessa.

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bob
Il 17 e il 18 dicembre, ovvero domani e dopodomani, ci saranno i test preselettivi per il concorso per diventare professori odiati dai giovani.

Come la penso su questo concorso è cosa facilmente rintracciabile. Quindi, mi sono chiesta: perché cazzo lo faccio?

Molto semplice. Lo faccio come un quattordicenne farebbe un tiro a una canna.

Sai, stai lì e dici: ma no, io non fumo, non mi piace…

E gli amici: daaaai, come? non vuoi provare? Daaaai! Lo fanno tutti! Solo un tiro!

E tu: e va bene dai, un tiro solo eh…

Così io non volevo iscrivermi. Poi tutti mi dicevano, daaaai, come? non vuoi provare? Daaaai! Lo fanno tutti! Solo la prova preselettiva!

E io: … e va bene dai, solo la prova preselettiva però eh!

Così domani andrò a passare il tempo, a incontrare un sacco di sfigati di varie età, con varie storie e di varia estrazione sociale, tutti ugualmente in attesa del posto fisso, e mi verrà la depressione profonda. Tutta gente che si è esercitata con il simulatore del test con le ascelle sudate, nei ritagli di tempo, ed ha letto di bambini dai nomi incredibili che compongono senza motivo poligoni utilizzando triangoli equilateri assolutamente a cazzo di cane.

Preparatevi a consolarmi. Sarò psicologicamente distrutta. Poi vi racconto!

Intanto beccatevi le reazioni entusiaste dei pischelli che domani non andranno a scuola per via del concorso! Sono bellissime! Valgono tutta l’esperienza!

viva il concorso

viva il concorso 2

viva il concorso viva il concorso 3

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