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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

cattivissimi NOIIniziamo col dire che c’ero. Iuhuuuuuu!

Di solito o faccio tardi, o acciacco merde, o mi capitano altre sfighe. Ma stavolta c’ero. Ci tenevo, mi interessava parecchio e quindi c’ero. E c’era anche un sacco di altra gente.

Io non so con che animo sia andata la gente che era seduta lì dentro l’auditorium in Via della Conciliazione, né quale animo avesse quella che è rimasta fuori in piedi ad aspettare. Immagino che ognuno avesse le sue ragioni. E credetemi, tanta gente è rimasta fuori, a giudicare dalla folla che ho visto quando sono andata a pisciare. Infatti temevo che non mi avrebbero più fatto rientrare, sarebbe stato perfettamente in linea con le fortune di tutte le manifestazioni politiche alle quali ho partecipato o tentato di partecipare.

Ho sentito un sacco di cose interessanti, alcune persino belle, proprio sai..di quelle cose che dentro di te dici sì! cazzo, sìììììììì, o anche Ennaaaaamo! Eddaaaaaaje! 

Ed è tutta gioia copiosamente godibile.

E’ godibile quando si parla di tutte quelle cose che si dicono periodicamente e che non si fanno mai:

  • meno tasse, più lavoro
  • sminchiettiamo le pensioni d’oro
  • pialliamo gli incapaci
  • non spernacchiamo in babbà il denaro pubblico
  • non arraffiamo indebitamente i soldi dei contribuenti
  • aiutiamo le donne senza render loro necessario darla via per trovare lavoro
  • rimettiamo incinta l’Italia (fico slogan)
  • sosteniamo le famiglie senza che siano costrette ad ipotecarsi la casa per comprare i Pampers
  • facciamo gli asili nido così le nonne possono andare al mercato invece di fare le baby sitter
  • facciamo un welfare sostenibile aiutando chi davvero ha bisogno
  • non facciamoci dettare la politica interna dall’Europa e se lo vuole fare mandiamogli il nostro cane a fargli la cacca in giardino
  • diamo all’Europa un senso più profondo di quello meramente economico/finanziario, che si riassume nella vendita del Toblerone al duty free shop dei terminal
  • finiamola di pensare che i figli di immigrati nati in italia siano boveri negri e chiamiamoli poveri italiani
  • chiudiamo nel cesso i massoni e prendiamoli in giro (questa non ve l’aspettavate eh? la Meloni ha avuto le palle di dire che la massoneria ci ha un po’ rotto le palle)
  • ecc.

Tutte cose che mi sembrano francamente incontestabili. Poi ovviamente quello che fa la differenza è il modo…quello fa sempre la differenza. Ma il modo si vedrà.

Personalmente ho avuto attimi di gioia. Ma tutto sommato era quello che mi aspettavo di sentire.

Quando è salito sul palco Marco Taradash ho però avuto un quarto di secondo di gioia del tutto inaspettata. Molto solitaria, devo dire. Seguito da depressione da hangover, da quel senso di niente, non c’è verso…e io che credevo che… ma come? non vi interessa? ma perché?… io boh…

Vi spiego.

Mi ricordo troppe occasioni in cui il centrodestra ha cagato sopra il voto dei gay. Male.

Molto male cagare sui voti in generale.

Malissimo quando quei voti sono diversi milioni di voti (sappiate che votano i gay ma anche i loro amici, le loro famiglie, i loro colleghi e via dicendo).

Supermale quando si parla di libertà e si storce il naso davanti a quella altrui.

Megamale quando si decanta l’innegabile valore conservatore del matrimonio e non si comprende che il fatto che sia desiderato da tutti lo rende un valore conservatore largamente condiviso, quindi evidentemente vincente.

Gigamale quando si potrebbe fare del matrimonio una battaglia serrata, una battaglia di destra, ovvero una battaglia conservatrice, mettendo alla porta qualsiasi proposta di unione di serie b inutile e insignificante. Della serie, ti vuoi sposare? Bene. Non ti vuoi sposare? Bene. Sappi che comunque non hai una terza via. Sai perché? Ma semplicemente perché non è necessaria.

Teramale quando non ci si rende conto delle occasioni perse.

Taradash, ricordando che è liberale, liberista e libertario, ha detto in pratica che era contento di poter salire sul palco e poter parlare senza paura dei matrimoni gay. Era appassionato. Mi sembrava che si sentisse…come dire.. liberato! D’altronde quante volte avete sentito parlare del tema durante un incontro di centrodestra? Ad applaudire saremo stati…credo in 10, forse 12. Alcuni dei quali applaudivano di default e quando hanno visto che nessun altro applaudiva si sono fermati con un certo imbarazzo. Come quando ridi alle tue stesse battute ma non lo fa nessun altro.

Io ho applaudito. Mi sono immaginata centinaia di persone con le chiappe strette e m’è venuto da ridere. Poi mi sono depressa da hangover, come vi dicevo, e per consolarmi ho pensato ad un hamburger con bacon, che poi ho mangiato voracemente.

Ecco il riassunto della reazione maggioritaria della gente all’auditorium:

cicalino taradash

Praticamente nessuno ne ha scritto nulla sui social network. Su Twitter l’abbiamo scritto in tre…forse in quattro. E capisci che se una cosa non la twitti, oggi… non esiste! Non è mai esistita!

Mi si dirà che sono la solita frociarola. Esticazzi, non mi interessa. Passerò per frociarola. Mi è stato detto molto di peggio nella vita.

Ma ne faccio un principio…se non altro di coerenza.

Ho sentito dire all’auditorium che serve un’Europa in cui ci siano per tutti gli europei le stesse possibilità e gli stessi diritti. C’è stata un’ovazione generale. Come si conciliano gli scroscianti applausi con il silenzio a chiappe strette? Boh…forse gli slogan sono delle vere canaglie.

Comunque, non so come vadano le cose, ma so che in un altro posto a Roma c’erano altre persone meno simpatiche. Per dirne una, Alfano. Per dirne un’altra, Formigoni. E queste persone stavano dicendo cose meno simpatiche. Alcune anche simili, ma nel complesso moooolto più irritanti. Lì la parola gay manco l’hanno pronunciata. Anzi, ci hanno tenuto a dare una notizia che nessuno sapeva:

alfano gay

Minchia, che scoperta! Che idea sconvolgente! Che verità scomoda! …e io che credevo che mi avesse portato la solita cicogna che lucra sulle adozioni. Quella grandissima stronza pennuta…che il diavolo la porti!

Ora, facciamo un parallelo.

Marco Marsilio (che forse non tutti hanno presente…) sul palco ha detto che per troppo tempo si è lasciata la questione ambientale a totale appannaggio della sinistra.

Giusto. Sono d’accordo.

Che c’entra? Chiederete voi (o anche no).

Beh, c’entra. C’entra. Perché io scommetto che un giorno si dirà lo stesso per il tema delle nozze gay. Facciamo questa scommessa?

Diciamo che le idee primarie ci sono.

Ora bisogna continuare a dire le cose necessarie, con coraggio, usando un linguaggio non convenzionale, un linguaggio nuovo, lasciando passare concetti che sappiano stare al mondo nel terzo millennio e che rispondano alle sue esigenze, alla sua realtà. Per questo e altri temi dei quali non si parla mai e poi mai (tipo la scuola).

Per farlo, bisogna poter contare su alcuni elementi fondamentali, dei quali c’è carenza un po’ dappertutto ma dei quali è necessario mettersi alla ricerca affannosa: elettori intelligenti.

Ecco, ho mal di pancia. Forse perdo la scommessa.

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