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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Monthly Archives: gennaio 2013

very-inspiring-blogger-awardIn passato questo piccolo blog ricevette due complimenti: venne chiamato affidabile e poi anche fico.

Forse in un attacco di magnanimità, una blogger mi ha conferito un epiteto nuovo: inspiring.

Questa blogger mi ha chiamato così. Non sappiamo perché, ma ci piace.

Per accettare formalmente questo premio premio, ho capito che devo fare una serie di cose.

Qualche giorno fa mi è anche arrivato, con mia grande sorpresa, un altro di quelli che chiamano blog awards. In pratica, un’altra blogger ha pensato che il mio blog fosse liebster. Ho cercato su Google e significa una cosa tipo… amabile. Ci pensavo perché subito mi sono venute in mente le Alpen Liebe.

Anche per accettare formalmente questo premio, ho capito che devo fare una serie di cose.

liebster_awardFarò sicuramente una bruttissima figura perché non farò le cose che dovrei fare, e questo mi porta automaticamente a non meritare più nessuno dei due awards, immagino.

Vi spiego. Il fatto è che io pensavo bastasse vestirmi elegante, salire sul trespolo e ringraziare il mio popolo, Dio, il pubblico a casa, la mia famiglia e gli astanti plaudenti. Invece no, devo fare una serie di cose che coinvolgono anche il nominare a mia volta altri blog che a mio parere meritano i suddetti premi.

Ora, perché non farlo? Perché c’è un problema. Il problema è che, da qualche tempo, inizia a salirmi il sospetto che esista il fortissimo rischio che gli awards conferiti ai blog diventino qualcosa di sempre più pericolosamente simile ad una delle pratiche più odiate dal genere umano, per la quale credo sia ormai previsto il carcere duro: la catena di Sant’Antonio.

Perciò, nonostante io adori pavoneggiarmi fregiandomi di epiteti lusingatori, mi vedo costretta a spezzare la catena, al solo fine di evitare il carcere duro.

Ringraziando comunque sentitamente.

In sostanza, la conclusione è che…I ROCK.

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Le Milf hanno una sezione dedicata in tutti i siti zeppi di materiale pornografico.

La serie tv made in USA chiamata Weeds ha per protagonista una Milf alla quale viene persino intitolata una nuova formula di erba da sballo.

Anche la serie tv made in USA chiamata Cougar Town ha per protagonista una Milf.

Insomma, lolite di merda, non è più il vostro tempo. Questa è l’era della vera donna, è l’era Une Mère Que J’aimerais Baiser. 

Da oggi, mio 30esimo compleanno, potete chiamarmi

THE SELBMILF

E, esattamente come fanno gli anziani, non mi vergogno più di niente. Perciò, per la prima volta, darò un volto a questo blog. Eccomi, in tenuta da ufficio:

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Uno dei film preferiti da me e mio fratello quando eravamo piccoli (ma in realtà anche adesso) è La Storia Fantastica. Ve lo ricodate? Meraviglioso.

L’anno scorso questo film ha compiuto 25 anni e il cast si è riunito per festeggiare. Date un’occhiata QUI. Ci sono facce note e meno note. Nella foto della rimpatriata non potete vedere André The Giant, il wrestler che faceva la parte del gigante e che è morto già dieci anni fa ormai. E non potete neanche vedere Peter Falk, meglio noto come il tenente Colombo, defunto pure lui.

Cercavo da tempo una scusa per parlare di questo film in modo insolito… e finalmente l’ho trovata. Andiamo per ordine.

Partiamo dal 1987, anno in cui esce il film. Riassumiamo un po’ la trama: figa principessa si innamora di povero ma figo garzone. I due si perdono ma poi lui va alla ricerca dell’amata, salvandola da un odioso principe tra mille peripezie. Qualcuno li aiuta, qualcuno li ostacola. Alla fine vissero felici e contenti.

Tra i personaggi che li aiutano, figura anche uno spadaccino spagnolo, di nome Inigo Montoya, il cui padre fu ucciso da un uomo con sei dita, quando lui era in tenera età. Da quel giorno ha giurato vendetta. Beh insomma potete immaginare, alla fine lo trova e lo ammazza. Per tutta la vita si è preparato al momento del loro incontro. Queste sono le parole che gli avrebbe rivolto prima di ucciderlo:

Avete visto l’attore? Avete indovinato chi è? E’ un noto profiler:

patinik

Beh insomma quella frase che lui pronuncia è un cult, un vero must per chiunque sia stato bambino negli anni 80 o per chiunque sia un cultore del trash fantasy. Una frase che avrò ripetuto milioni di volte quando giocavo con mio fratello da piccola e che è impossibile dimenticare.

Questo ci porta niente meno che in Australia, per la precisione a Sidney, nell’anno 2013, giusto qualche giorno fa. Ma che diavolo è successo a Sidney? Una cosa molto curiosa. Un ragazzo di nome Wynand Mullins è salito su un aereo diretto a Auckland, in Nuova Zelanda. Il velivolo apparteneva alla compagnia aerea Qantas Airways. Bene, il ragazzo in questione è stato fatto scendere. Perché? Forse aveva in mano una bomba? Forse aveva un bagaglio troppo grosso che si rifiutava di mettere nella stiva? Forse aveva molestato qualcuno o fatto altra roba terribile? Assolutamente no, niente di tutto questo.

Il buon Wynand Mullins deve essere uno sfigato ragazzone degli anni 80, un po’ come me. In un attacco di nostalgia della sua infanzia, quel giorno ha indossato una maglietta che riportava in seguente messaggio:

Hello. My name is Inigo Montoya. You killed my father. Prepare to die.

inigo montoya

Panico sul velivolo. Le hostess invitano il nostalgico passeggero a rimuovere la scritta ma senza successo alcuno, fino a che il nostro Wynand Mullins, alla stregua di un soggetto pericoloso, forse addirittura un terrorista, viene fatto scendere.

Il mondo… non è forse un posto meraviglioso???

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Elizabeth Bennet è la protagonista di un famoso romanzo scritto 200 anni fa. Esattamente 200 anni fa. Elizabeth ha 20 anni nel momento in cui si svolge la storia. Dubito che qualcuno non  ricordi, anche vagamente, la trama di Pride and Prejudice. Sicuramente a molti di voi hanno fatto leggere questo romanzo di Jane Austen da adolescente, o giù di lì. O forse dovrei dire a moltE di voi, perché i romanzi di Austen sono stati considerati a lungo roba disimpegnata, da donnette.

Oggi non è più così. Sebbene in qualche testo di letteratura si trovi ancora qualche commento facilone e spicciolo nella paginetta dedicata a questa scrittrice inglese, qualsiasi persona che conosca i rudimenti della letteratura inglese ha il dovere di raccontare che non è più così.

Sarebbe una vera palla se io entrassi nel merito, perciò non lo farò.

Mi limiterò solo a ricordare quanto Pride and Prejudice abbia imbevuto la vita della mia generazione e di quelle anagraficamente limitrofe. Sì, sì, anche la vita di chi il romanzo non l’ha mai letto. Perché sicuramente tutti sanno qualcosa di quel simpatico personaggio che si chiama Bridget Jones, la nubile sfigata in cerca di relazione fissa scopo matrimonio. Ecco, quella storia è ispirata al libro di Austen.

Forse meno conosciuta, ma secondo me ancora più godibile, la riscrittura di Pride and Prejudice che porta il titolo di Lost in Austen. Qui succede, in poche parole, che Amanda Price, una ragazza dei giorni nostri, stanca del suo ragazzo trascurato e di una vita priva di romanticismo, trova rifugio nella lettura compulsiva del romanzo della Austen, fino a…perdercisi letteralmente dentro! Catapultata in quell’Inghilterra narrata nel suo libro preferito, non fa difficoltà ad adattarsi ad un modo che conosce a menadito e nel quale ha sempre desiderato abitare. Eccola in vesti austeniane, in un languido sguardo con Mr Darcy:

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In realtà non è solo lei ad essersi stancata del suo mondo. Neanche Elizabeth Bennet non ne può più del suo! Così si perdono l’una nella vita dell’altra, e ad un certo punto noi ci troviamo davanti ad una irriconoscibile Elizabeth, perfettamente a suo agio nel mondo contemporaneo, che segue una dieta macrobiotica, usa il cellulare e adora la televisione, ma senza l’audio. Eccola:

elizabeth bennet

Non voglio anticiparvi niente. La storia è talmente carina e ben fatta che merita una chance. Guardatevi Lost in Austen, mini serie prodotta dalla BBC, basata sul libro di Emma Campbell Webster e disponibile gratuitamente su Youtube:

Gli scrittori talvolta muoiono. I loro libri, le loro storie e i loro personaggi non muoiono mai.

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CONTESSA: (in riferimento a MPS) OOOO capisco intinge ‘l dito, ma no tutte le mano, li piedi, la capoccia!

IO: vabbè vedemose maria de filippi va

CONTESSA: (in riferimento alle aspiranti star nel programma Amci) Sti pori ciuchi che sse danno tanto da fa…se fanno ‘l ciuffo…sperano de sfonnà. La maggior parte li rimannano a ccasa.

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Ciao a tutti. Mi chiamo The Selbmann e sono povera.

Sono una precaria, ma tendo alla stabilità.

Psicologica, emotiva, domiciliare, politica e, infine, lavorativa.

Sono una precaria ma tendo alla stabilità.

Non cambio compagnia telefonica da un imprecisato numero di anni. Non cambio pettinatura da un imprecisato numero di anni. Non cambio fede religiosa da un imprecisato numero di anni, diciamo da sempre, pur avendo i miei dubbi e le mie domande senza una risposta certa. Non cambio neanche residenza, pur non vivendo più nella mia città natale da anni. Tendo alle relazioni stabili, ma a volte loro non tendono a me. Non cambio macchina da un imprecisato numero di anni, perché non sai mai cosa ti aspetta.

Insomma, sono una precaria ma tendo alla stabilità.

Ora, secondo voi, una come me… può mai cambiare banca solo perché la sua è una merda?

mps

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surfnazi_004

Los Angeles è stata colpita da un tremendo terremoto. Questa sorta di Big One ha distrutto la città che è diventata presto preda dei fuorilegge. Alcune bande di teppisti-surfisti (sì, teppisti surfisti, non è un errore di battitura) terrorizzano la West Coast.

Tra questi loschi figuri, si fanno largo a forza di citazioni dal Mein Kampf i temibili surfisti nazi.

Guidati dal Führer Adolf, una checca perennemente vestita con una muta da sub, e dalla sua first lady Eva, una strappona cattivissima e super cotonata, i nazisti cercano di prendere il controllo sulle altre bande di surfisti della zona…

…CONTINUA A LEGGERE SU LIBRERIAQUALUNQUE!

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