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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

La storia di un naufragio puzza, non c’è niente da fare. Puzza di sangue, merda, vomito, fame, sete, sudore, meschinità.

Zattera Della Medusa

In questo caso però tu puoi sceglierne una versione più soft, addirittura divertente. Puoi scegliere di farti raccontare la storia di un giovane naufrago che si trova da solo su una scialuppa di salvataggio con una tigre feroce. Sente certamente fame e sete, ma mai troppo freddo o troppo caldo. Riesce a pescare e anche a non farsi mangiare dalla tigre. Alla fine, tra mille peripezie, si salva.

Vabè, non è che vi ho svelato sto gran finale! Dal trailer si capisce che si salva. E se ne va in Canada, dove si sta bene. Col cavolo che se ne torna  nella sua amata India. Va a stare a Montreal, dove c’è lavoro, niente caste, ti fai una bella casa e stai tra gente civilizzata. Arriva uno scrittore belloccio in crisi creativa e tu gli racconti la tua storia. Espediente narrativo nuovo più o meno come il cucco.

E tu dici, che storia incredibile, magari succede pure a me, dovesse coglierci la tempesta alla prossima crociera! L’avrà salvato la sua fede, oppure semplicemente un gran culo, in dose superiore a quella concessa a qualsiasi altro essere umano.

Ma alla fine non è così. A salvarlo è stata la sua fantasia. Che sia davvero quello che gli è successo? Che la storia sia frutto di pura invenzione? Magari un’invenzione elaborata per nascondere a se stesso la banale e terribile miseria di un naufragio come tanti, tra gente che si ammazza e si mangia a vicenda, tra lacrime, angoscia, paura, disperazione e puzza. Tanta, tanta puzza.

Forse la cosa migliore del film sta nel fatto che la versione più verosimile diventa quella più inverosimile. Perché tu non ti aspetti che uno che ha vissuto un naufragio come tanti possa riprendere una vita normale senza rimanere traumatizzato per sempre. Invece vedi che lui è tranquillo, e questo non immagini possa accadere a uno che ha vissuto un’ordinaria tragedia. Non ti resta che immaginare che possa succedere a uno che ha vissuto una catastrofe straordinaria.

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