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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Ma sì ne sono convinta. Ne sono sempre stata convinta alla fine.

Insegnare non è un’arte che si impara. L’arte in sé non è una cosa che si impara, sebbene avere una formazione ti serve per darti un metodo, qualche trucco, qualche segreto, due o tre regolette. Fare l’insegnante non è una roba che si può fare passando un concorso.

Ci riflettevo ieri sera, mentre guardavo Berlusconi e nel frattempo mi dedicavo ad un ripasso intensivo della prima generazione dei romantici inglesi.

Chi è affetto dalla patologia seguo il blog The Selbmann sa che, dal momento che ho fatto il test di preselezione del concorso per diventare un’occhialuta insegnante sulla quale adolescenti puzzolosi scriveranno insulti nei muri dei cessi della scuola, mi sto preparando per affrontare le prove successive. E sì, non nego che lavorare e studiare insieme non è esattamente la figata più spassosa che ti può capitare nella vita. Quando torno a casa da lavoro vorrei solo vestirmi come una malata in convalescenza, smangiucchiare pattine e ciccolata mentre guardo la tv annullando il mio cervello per un tempo indefinito tra il tardo pomeriggio e l’amatriciana. Vorrei poggiare le chiappe su qualcosa di morbido, infilare i pantaloni della tutona nei calzini di lana e fare di me l’antisesso. Invece, sebbene sempre vestita da antisesso, mi faccio un teuccio e inizio a studiare.

Ho montagne di libri da rivedermi, alcuni da vedere da capo. In qualche modo la cosa non mi dispiace, mi fa venire in mente la passione con la quale studiavo all’università, che ricordo come un periodo bellissimo della mia vita.C’è anche roba pallosissima, intendiamoci, ma dice che serve, perciò…ok studiamola, o almeno damoje ‘na letta!

Però riflettevo su questa cosa, sul fatto di fare il concorso ecc. Per me il concorso non dà la misura. Mi spiego. Secondo me bisognerebbe sottoporre i candidati ad una giuria di alunni per circa… un paio di settimane, diciamo. Una specie di X-Factor School. Perché non c’è un cazzo da fare, per insegnare ci vuole l’X-Factor.

Perciò, invoco una giuria di alunni, e invoco una presidentessa autorevole e schietta: Mara Maionchi.

Così, se qualcuno non ha l’X-Factor, si manda a casa senza troppi complimenti:

mara-maionchi-2

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