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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

an american taleForse era il mio ottavo compleanno. An American Tail era già uscito da qualche anno. In Italia uscì con il titolo Fievel Sbarca in America. Non mi ricordo chi ma qualcuno per il mio compleanno mi regalò il VHS. Poi dice, come mai sono fissata con gli Stati Uniti…eh come mai! Perché ci sono cresciuta con questa idea. E la storia di Fievel è solo uno dei motivi che mi fanno amare questa terra che tutti credono di conoscere senza esserci mai stati. E poi l’ho sempre sentita tanto mia, la storia di Fievel, per un motivo in particolare che vi dirò in conclusione.

La storia è quella di una famiglia di russi che verso la fine del 1800 decide di emigrare in America, perché hanno detto loro che è questa magnifica land of opportunities, dove tutto è possibile e dove si respira aria di libertà. Ma soprattutto, è la terra dove non ci sono gatti! Non ci sono gatti in America! E questo è fondamentale perché i Toposkovich (Mousekewitz nella versione originale) sono una famiglia di topi. E in Russia non si può più stare, perché ci sono i terribili gatti Cossacks che non ti lasciano vivere! Beh, naturalmente i Toposkovich sono ebrei russi: babbo, mamma e due figli piccoli, Fievel e Tanya. Li senti parlare delle meraviglie dell’America così come gliele raccontano. Addirittura si vocifera che in America ti regalino il formaggio! Cose da pazzi! E a me sembra di vedere i Mancuso in Nuovomondo, che partono per l’America perché lì scorre il latte al posto dell’acqua:

Durante la traversata dei Toposkovich verso l’America succede un bel casino con la nave e Fievel risulta disperso, probabilmente morto annegato. La famiglia ovviamente è in lutto. Arrivano sì in America, ma dopo aver perso un figlio durante il lungo viaggio verso la speranza. In realtà Fievel se l’è cavata. E’ arrivato anche lui a New York e ora deve affrontare un’avventura ancora più insidiosa: trovare la sua famiglia tra le folle di immigrati che arrivano in città. Un’impresa pazzesca per un topolino, che cade nelle trappole nelle quali facilmente gli immigrati possono cadere, tra chi ti promette un aiuto e invece ti tradisce, chi ti propone scorciatoie, chi ti frega e basta. Ma fortunatamente c’è chi ti aiuta, altri immigrati come te. Tony, un topolino immigrato dall’Italia, e Bridget, dall’Irlanda. Un po’ di storia, dunque, che sarà piuttosto familiare a quanti hanno avuto la possibilità di visitare Ellis Island (il servizio di traghetti fa schifo, ma vale la pena).

Ben presto Fievel si rende conto che non è un cazzo vero che in America non ci sono i gatti, e si rende anche conto che trovare i suoi non è per niente semplice perchè New York è una giungla dove non sai mai quello che ti capita, e trovare una famiglia di immigrati che non si è ancora registrata per votare è praticamente impossibile.

Non sto a raccontare tutta la storia ma dopo mille peripezie finalmente i Toposkovich  si ritrovano.

Il motivo per il quale mi sento molto legata a questo cartone non è solo perché mi ricorda la mia infanzia e parla degli Stati Uniti. Mi piace perché il legame tra Tanya e Fievel è raccontato in modo particolarmente delicato. Tanya è infatti l’unica a sentire che il fratellino è ancora vivo, da qualche parte, che non bisogna perdere la speranza di ritrovarlo e che anzi bisogna assolutamente cercarlo!

Avrò 30 anni? Certo che ho 30 anni! Ma quando guardo questa scena in cui i due fratellini guardano la stessa luna e sanno che si stanno cercando, piango come se non ci fosse un domani. Forse perché la luna mi piace da sempre, e molto più del sole. O forse perché da piccolo mio fratello aveva le stesse orecchie a sventola…che purtroppo col tempo sono diventate normali.

Ah, il testo in inglese è molto, molto carino:

Somewhere out there beneath the pale moonlight
Someone’s thinking of me and loving me tonight

Somewhere out there someone’s saying a prayer
That we’ll find one another in that big somewhere out there

And even though I know how very far apart we are
It helps to think we might be wishing on the same bright star

And when the night wind starts to sing a lonesome lullaby
It helps to think we’re sleeping underneath the same big sky

Somewhere out there if love can see us through
Then we’ll be together somewhere out there
Out where dreams come true

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