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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Di norma procrastino.

Magari perchè non mi va di fare niente, o magari perchè sono stanca. Ieri c’era questo cielo scuro un po’ insidioso, che però non sembrava traditore. Uscita dalla metro dopo lavoro pensai… quasi quasi vado a comprare la frutta, che sono rimasta senza. e poi mi serve il detersivo per la lavatrice… e ho finito il pecorino. Insomma ero risoluta, sarei andata a fare un po’ di spesa. Poche cose strettamente necessarie. Mi lasciai tentare da una marmellata di fragole che non avevo previsto e da verdure surgelate in offerta a 1 euro. Spesi appena un po’ di più di quanto avrei voluto ma d’altronde uno deve pur vivere.

Piuttosto soddisfatta uscii con passo deciso dal supermercato e venni investita da una bufera di acqua e vento. La mia scelta di prendere una busta di carta per fare l’ecologista di sta gran ceppa si rivelò un’arma a doppio taglio. Mi nascosi con alcuni venditori ambulanti sotto la tenda di una profumeria. Ma ben presto mi accorsi che era tutto inutile. Pioveva in orizzontale, e stare ferma lì sotto significava affogare lentamente e lasciare che i congelati si scongelassero. E poi gli ambulanti parlavano in lingue a me sconosciute e quindi non mi erano neanche di compagnia.

Così, la decisione folle. Vado. Mi butto. Alla Balla coi Lupi. O la va o la spacca. L’acqua mi bagnò gli occhiali e non vedevo una ramazza secca. Le automobili volevano uccidermi. Il vento fece sì che la pioggia mi si infilasse ovunque. Una volta a casa di asciutto mi rimanevano solo le mutande. E le arance tarocco che comprai si dimostrarono non abbastanza succose per i miei gusti.

Se di norma procrastino, evidentemente c’è un cazzo di motivo.

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