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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Cosa sarebbe Sanremo senza Twitter? E cosa sarebbe ormai la tv senza Twitter? Una palla mostruosa.

Ormai sentiamo l’assoluto bisogno di condividere qualsiasi cagata ci venga in mente. La nostra testa è strutturata in questo modo.

Positivo? Negativo? Non credo sia questo il punto. Direi semplicemente diverso. Prima eravamo tutti un po’ soli davanti alla tv. Oggi siamo una comunità di spettatori che interagiscono tra loro. Criticoni? Forse. Superficiali? Può darsi. Cazzoni? Fortunatamente sì. Ma non certo più di prima. Non sopporto lo snobismo di chi sostiene che i social network siano pieni di cazzoni (sentendosene automaticamente escluso, anche se non lo ammetterà mai).

Fatto sta che guardare la tv ha assunto una dimensione diversa da quando c’è Twitter. Così, già dallo scorso anno, anche Sanremo è meno noioso. Nessuno avrebbe potuto tollerare Toto Cutugno senza il sostegno morale di altri italiani in rete. Nessuno avrebbe potuto ascoltare fino alla fine le canzoni di Mengoni se non avesse avuto la certezza di poter leggere su Twitter che anche altri stavano pensando che erano una vaccata.

Io personalmente sento sempre bene al cuore seguendo una twittera mitica. Vorrei portare la vostra attenzione (semmai ce ne fosse bisogno) sui tweet sanremesi della Sora Cesira, immancabile commentatrice della kermesse ligure.

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La attendo al varco quando arriverà madama Carla Bruni:

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