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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Ogni tanto capita che a Sanremo arrivi qualcuno che non ti aspetteresti. Come quando ci andarono i Marlene Kuntz o gli Afterhours.

La prima reazione di chi non li conosce è dapprima chiedersi chi diavolo sono, poi vomitare dopo i primi 30 secondi di canzone.

La prima reazione di chi invece li conosce è chiedersi che cazzo ci stanno a fare a Sanremo; poi, dopo i primi 30 secondi di canzone, pensare che sono parecchio calati, che una volta erano meglio. In pratica, chi li conosce si sente sempre un po’ tradito. Fondamentalmente perché crede orgogliosamente di appartenere a quella piccola casta di conoscitori di una musica che ritiene non essere esattamente per tutti i timpani. E anche perché di solito questi musicisti un po’… di nicchia (se vogliamo)…ci tengono a mettere una netta distanza tra loro e il resto dello scenario nazionalpopolare.

Quest’anno è la volta dei Marta sui Tubi, che sul palco di Sanremo ci stanno più o meno come io potrei stare sul palco di uno strip club vestita da Lolita. In pratica, non c’entrano un cazzo. Perché si è fatta avanti negli anni l’idea che a Sanremo vanno le strapippe strapippose e che è una roba da pantofolai con il catarro. Questo grazie ad un’organizzazione assolutamente sciagurata che ha portato sul palco delle cariatidi inascoltabili e alla vittoria delle seghe pazzesche.

Parliamo degli ultimi vincitori, ad esempio.

Emma! Daaai aveva una canzone di merda!

Roberto Vecchioni! Ma per favore!

Valerio Scanu!!!!!! Con quella merdata dei luoghi e dei laghi!

Marco Carta!!!!!! Insomma dai!

Giò di Tonno e Lola Ponce! Che io sfido chiunque a ricordare qual è la canzone che hanno cantato o anche semplicemente a riconoscerli per strada!

Passi Cristicchi che ha cantato una bella canzone, ma vogliamo parlare di Povia??? Con quel cazzo di becco???

Ricordo che nel 2002, quando vennero ospiti i Cranberries, un giornalista chiese a Dolores quale fosse la canzone che preferiva in gara quell’anno. Lei era molto imbarazzata e disse che tutto sommato preferiva i Gazosa, che erano i più giovani.

Poche eccezioni alle vittorie di merda, tipo quella di Elisa o di Ruggeri, non bastano per far pensare che Sanremo sia una roba figa. Ecco perché quando un artista figo arriva a Sanremo si considera…come dire…sprecato! Pensiamo ad esempio a Max Gazzè, quando cantò Il Timido Ubriaco, una delle canzoni più belle mai presentate a Sanremo. Non arrivò neanche sul podio tra le prime tre. Una roba vergognosa.

Ecco perché quando salgono sul palco i Marta sui Tubi c’è qualcosa di strano, qualcosa che non fa Sanremo: non fanno cagare! Sono gente che tutto sommato compreresti pure il disco! Qualcosa stride…è evidente.

Quest’anno, devo dire, che una speranza sembrerebbe esserci. Innanzitutto perché, come hanno osservato le mie coinquiline, non ci sono tromboni spippacchiosi. Che ne so, un Al Bano, un Gianni Morandi, una Iva Zanicchi….un Ron! Niente di tutto questo. La media d’età è anche piuttosto bassa, tutto sommato. Quest’anno abbiamo addirittura i Marta sui Tubi, dei quali è passata la canzone più brutta e loro ci sono pure rimasti male secondo me.

Resta un grande classico del Sanremo di tutti i tempi: la coppia maschio femmina, solitamente mai sentiti nominare. Perché dai, coraggio, adesso ditemi che esistono in Italia dei grandi  fan di Simona Molinari e Peter Cincotti! 

Per consolarmi dell’eliminazione della canzone più carina dei Marta sui Tubi, mi ascolto una loro vecchia canzone, bella. E ve la propongo:

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