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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

In tempi di crisi anche andare a cena fuori può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Specialmente quando il prezzo non è particolarmente alto. Ma fortunatamente puoi individuare le cene che vale la pena consumare low cost.

Mi spiace quindi che non abbiate preso parte con me alla Sagra della Porcata. A dispetto del suo nome…diciamo popolare, la Sagra della Porcata è un’alternativa geniale alle cene di classe, o anche semplicemente alle cene buone.

Le parole possono ingannare. Perciò propongo una galleria fotografica delle rinomate, sofisticate e sfiziose pietanze offertemi.

Iniziamo con entrée modeste. Questo antipasto ricalca la tradizione plebea del mangiar semplice e sano. Ingredienti: pain e un bel bicchiere di eau en bouteille.

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A seguire plat frivole, composto di pasta a la italienne malade, con uno spruzzo di pomodoro sciapo, per non affaticare i reni e la pressione, e frit frit frit a volonté!

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Il tutto innaffiato con vin gitan e boisson américaine.

Potrebbe bastare. Ormai sareste pieni e satolli. Coraggio, fatevi coraggio. C’è ancora l’ottima viande tendre avec du sauce inconnu.

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Tranqui, vista la crisi non c’è il dolce. Potresti volerti rifare la bocca baciando un gatto randagio alla francese, ma forse è meglio un caffettino al baretto della piazza e un citrato triplo.

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