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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Un secondo di raccoglimento. Fate una faccia triste. Seguite queste istruzioni:

…ecco… così… mettete le estremità destre e sinistre delle labbra all’ingiù. Ora guardate il vuoto, un incrocio delle mattonelle del pavimento. Sedetevi e toccatevi le ginocchia.

Esatto, sono a dieta. Noooo, non è che sono grassa. Ma mi rendo conto che sono sregolatissima. In diversi ambiti della mia vita, ma soprattutto nel mangiare e nel bere. Mangio e bevo quello che voglio, nella quantità che voglio, quando voglio e dove voglio, e anche come voglio. Mi piace così. Senza farsi problemi.

Ma.. ma..ecco..sono moscia. Mi sto veramente ammosciando. Dipenderà anche dal fatto che negli ultimi 3 anni circa l’attività sportiva più impegnativa che ho fatto è stata andare sull’otto volante. Devo correre ai ripari.

Detto fatto. Sono al terzo giorno della mia dieta personale, che costruisco a modo mio di volta in volta. Consiste nell’evitare pasta, pane, dolci, fritti, alcolici, soda, fast food, burrosità, big size menù…così. Ah, e poi…sto cercando di fare un po’ di moto. Sono scesa in garage e ho scastrato da sotto una montagna di ammennicoli la mia vecchia bici, quella che usavo quando vivevo a Firenze, quella che la mia coinquilina calabrese voleva usare per spacciare la droga e che non le ho mai prestato.

Andiamo al sodo. La ricetta di oggi si chiama: j’aime le citron verte.

lime cat

Ingredienti: riso paraboiled marca a piacere, quella che tiene mamma in casa; olio extravergine d’oliva; sale; pepe; gamberetti sgusciati surgelati; cipollina fresca; lime.

In una padella con fondo in ceramica, lasciar soffriggere a fuoco basso anellini di cipollina fresca e triangolini di lime. Smuovere il soffrittino una volta con la mano destra e una volta con la sinistra, per assicurare un esercizio equilibrato. Quindi aprire il surgelatore con entrambe le mani, scoprire che quella bustina di gamberetti o la usi oggi o la butti via, aprirla e versarne l’intero contenuto nella padella. Fare due o tre piegamenti sulla gambe per buttare la bustina vuota. Aggiungere sale e pepe, spremendoci dentro anche un po’ di succo di lime, che così eserciti la presa.

Parallelamente, far bollire il riso per circa 13 minuti. Quindi privarlo dell’acqua di ebollizione e farlo confluire nella padella. Mescolare con cura, annusando contestualmente l’aromino della cipollina e del lime che si corteggiano davanti al gamberetto guardone, terzo incomodo. Quando l’aroma del lime raggiungerà le tue narici, avrai per un nanosecondo l’impressione di stare per affondare la lingua nel collo di una bottiglia di corona gelata, che ti lascia all’ingresso quel cerchietto aspro e piacevole di agrume esotico prima di bagnare tutto con un’ondata di luppolo che sa di spuma di mare e tramonto sabbioso, con versione acustica di Any Winehouse.

Basta!

Risvegliati. E’ solo un risottino…

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