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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Mai e poi mai sarei andata in una località di mare romana la domenica. E la prima domenica dall’ingresso dell’estate poi… assolutamente mai.

Così ho deciso di andare. Ma a modo mio. Procrastinando.

La partenza all’alba è una tortura immeritata. Perciò sono per la colazione in tarda mattinata, restando a letto tutto il tempo che serve. Poi si pranza a Trastevere, che tanto la prima domenica d’estate trovi posto senza prenotare. Dopo si fa un giretto da Decathlon perché mi serve un caschetto per la bici, che ormai sono sportiva. Sono sportiva anche se dopo un giro del quartiere mi sento come se avessi inseguito Pantani su una tappa di montagna.

Poi, e solo poi, si può partire per Fregene. Verso le sei, quando è più fresco, quando da Fregene a Roma ci sono due file parallele e ininterrotte che occupano le corsie di percorrenza che procedono in senso contrario al tuo. Tutti in fila. Tutti fermi. E mi viene in mente Alberto Sordi quando diceva che lui non si muoveva mai da Roma, guardava la gente in fila con la macchina e pensava ma che sso mmatti!? Infatti,  matti completamente. Io arrivo a Fregene velocemente, parcheggio davanti a dove voglio parcheggiare. Affondo i piedi nella sabbia e cammino sul bagnasciuga. Anche perché a Fregene non c’è il lungomare. E questo fa schifo. Ma proprio schifo. Un mare senza il lungomare è giustificabile solo laddove non esistessero neanche gli stabilimenti balneari. Ma un mare come Fregene ce li ha gli stabilimenti, perciò senza il lungomare fa schifo e basta.

Ma il mare è bello comunque, affondi i piedi nella sabbia e dimentichi di come si cammina con le scarpe. L’acqua è ancora fredda anche se è arrivata l’estate. C’è quel vento che si alza sempre al pomeriggio sulla costa laziale e io lo conosco da quando ero piccola. Infatti fare il bagno al pomeriggio era più divertente perché si alzavano le onde. La Contessa dice che è colpa delle Bocche di Bonifacio. Non lo so se è vero ma a chi non è del Lazio spiego che c’è vento per via delle Bocche di Bonifacio. Tanto loro che ne sanno…

E poi era dal 2007 che non mi sentivo il Wisconsin in bocca e non avrei mai pensato di riassaggiarlo a Fregene. Il Wisconsin è soprannominato The Badger State. Tutti gli stati americani hanno un soprannome. Anche due o più. Ho assaggiato una birra fatta lì. Mi piaceva un sacco. In Italia si trova poco o forse sono io ad essere poco attenta. Poi ho scoperto che la Miller s’è comprata pure la Peroni. Forse si fa prima dal Wisconsin a Fregene che da Fregene a Roma nell’ora di punta. Dal Wisconsin a Fregene si scorre, come quando torni verso Roma dopo cena, con l’arietta fresca come una Miller sulla spiaggia, e senza fare la fila, perché di solito sono pochi quelli che hanno la pazienza di aspettare le cose più belle. Allora è meglio così, te le godi te in santa, santissima pace.

Nel 2007 la Miller la compravo al supermercato a Houston. Nel 2013 l’ho pagata alla cassa a Fregene e me l’ha data un ciccione. Poco prima di sedermi davanti al sole, poco prima che mettessero un disco del 1994, Space Cowboy. Quando ero adolescente a un campeggio in Calabria non parlavo quasi con nessuno e finiva che Space Cowboy la ballavo da sola, poi mi rompevo le palle. Adesso non ho più paura di parlare con la gente, di ballare da sola o di rompermi le palle.

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