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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Non è ricordato per la sua travolgente allegria, intendiamoci. Eppure fu proprio lui che disse una cosa molto bella, e cioè che finché sei in grado di vedere la bellezza, non invecchierai mai. Ora non è che io sappia le esatte parole ma più o meno il senso della frase era quello. E poi io ho diritto a citare Kafka perché sono anni che faccio colazione in questa tazza:

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Perciò Kafka mi è familiare. Ho letto Kafka quando ero adolescente. Ricordo vividamente soprattutto uno dei suoi racconti, Nella Colonia Penale. Lo ricordo perché è tremendo, è una di quelle cose che non dimentichi facilmente. Ricordo che lo stavo leggendo sotto il sole, in spiaggia, dove uno dovrebbe leggere riviste scandalistiche (si chiamano ancora così?) per passare il tempo, e oroscoponi che prevedono se la tua estate sarà caliente o di merda. Io leggevo questa cosa qui. E ricordo la sensazione di fastidio, addosso proprio. Ricordo ancora le descrizioni terribili di quello che accadeva in questa colonia penale. Ed è incredibile che un uomo così bravo a raccontare il dolore possa poi dirti una cosa così bella sul tempo che passa, sul fatto che puoi non accorgertene, che puoi restare giovane, basta che tu sia capace di vedere la bellezza.

Più tardi ripensai a Kafka guardando un film basato su un romanzo di Irvine Welsh. Perché col tempo ho imparato che per la cultura vale un po’ la legge di Lavoisier, la legge della conservazione della massa, nulla si crea e nulla si distrugge. Tutto si trasforma. Così Gregor di La Metamorfosi si reincarna in Boab in The Acid House. Tutti e due trasformati in insetti. Tutti e due morti, liberando le loro famiglie dal peso che rappresentano. Bella botta, eh? Sì, è una bella botta.

Google oggi dedica il suo Doodle al 130esimo compleanno di Franz Kafka. Un Doodle leggermente burtoniano, quasi allegro, se non fosse per i toni autunnali, che stonano un po’ con quello che vedete fuori dalla finestra il 3 luglio 2013.
Ma cosa fa Gregor in questo Doodle? Entra in una stanza o esce da una stanza? Mi piace pensare che il Gregor di Google esca dalla sua camera, dove nella storia originale trova la sua fine. Mi piace pensarlo così, mentre esce dalla sua stanza e continua a vivere, da insetto antropomorfo che è riuscito a trovare la sua bellezza e che, perciò, non invecchierà mai. Proprio come diceva Kafka.

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