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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Da quando ero piccola, ci sono un sacco di canali in più. Ad esempio, ci sono canali tipo Rai4. Da quando ci sono così tanti canali a disposizione, sono sensibilmente aumentate le possibilità di trovare filmacci orridi a qualsiasi ora del giorno e della notte. E questo è interessante, perché sono convinta che nell’orrido risiede molto. Ma veramente molto.

Ad esempio, ieri sera su Rai4 passavano uno dei film più brutti che io abbia mai visto: Street Fighter.

Se cerchi Street Fighter su Wikipedia, scopri che esiste una tipologia di videogiochi classificata come picchiaduro. E questo è buffo.

Io giocavo a Street Fighter qualche volta quando ero piccola. Infilavo la monetina, vincevo qualche incontro e alla fine perdevo sempre. Spingevo i pulsanti totalmente a cazzo di cane. Stavo in un campeggio in Calabria. Era l’anno che la mia squadra della caccia al tesoro vinse la caccia al tesoro ma io non potevo considerarmi vincitrice perché a metà caccia al tesoro ero andata via con i miei. A dire il vero c’ero rimasta un po’ male perché avevo dato il mio contributo e sarebbe stato giusto che anche io fossi tra i premiati. Quell’anno non ho vinto niente. Io e mio fratello arrivammo secondi anche al torneo di biliardino. Ma tornata a casa, quando parlavo con gli altri bambini, dicevo che, visto che i microscopici partecipanti venivano da tutta Italia (perché in vacanza in Calabria ci vanno da tutta Italia) ero evidentemente arrivata seconda ad un torneo nazionale.

Erano anni difficili, ammettiamolo. Erano anni in cui non ti salva nessuno. Anni in cui pensi che sia una buona idea iscriversi a pallavolo o fare gli scout. In cui credi che una maglietta dell’Adidas oversize possa in qualche modo darti un tono. Poi magari un pischelletto te la buca per errore con la sigaretta mentre pomicia con una, e non ti senti la forza di creparlo con uno sputo. Ma sì, erano anni di merda.

Il campeggio dove stavo in Calabria era pieno di lucertole e non potevi neanche stare tranquillo a leggere all’ombra perché c’erano tutte queste cazzo di lucertole che smuovevano le foglie e ti facevano prendere un colpo. E ricordo che ce n’era una schiacciata sul vialetto che portava ai bungalow, e sotto il sole tremendo cambiava colore ogni giorno e un giorno era blu, giuro che era blu. Ci passavo vicino ogni tanto. Era brutta ma volevo vedere come finiva.

Così io in campeggio non ci voglio più andare. E non voglio più andare neanche in Calabria. Non voglio gli animatori, non voglio le cacce al tesoro, e non voglio neanche i videogiochi con la monetina.

Street Fighter l’ho visto fino alla fine. Era brutto ma volevo vedere come finiva.

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