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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

I soldati romani che ho incontrato, non erano romani. Di questo sono sicuro. Erano…tipo…pakistani. Simpatici comunque. Ma non erano romani.

Se n’è accorto pure Billy Corgan. Dovremmo tenere un po’ di più all’autenticità dei figuranti legionari che si fanno le foto coi turisti. Rischia di essere fuorviante.

Quando ho iniziato il liceo, avevo 13 anni, perché ho fatto la primina. Per lunghi anni gli Smashing Pumpkins mi hanno fatto compagnia. Era una musica che ascoltavo da sola. Un po’ perché non conoscevo miei coetanei che la ascoltavano, un po’ perché me lo dettava quel restrogusto privato, intimo e malinconico che ho sempre avvertito in quella musica. Quando è uscito Oceania avevo 29 anni, ma per ascoltare i pezzi mi sono comunque servite cuffie e privacy.

Le prime due volte che li ho ascoltati dal vivo non ero sola. Si parla di tanto, tanto tempo fa. Suonarono alla scalinata dell’Eur, sotto quello che si conosce come palazzo coi buchi. Lo venni a sapere guardando Andrea Pezzi su Mtv, quando Mtv stava ancora per Music Television. Poi da qualche parte della storia è successo che è diventato un canale di reality. Qualche anno dopo suonarono all’ex palaghiaccio. Era più o meno 10 anni fa. Io ero molto triste in quel periodo e ricordo pochissimo. Ricordo distintamente solo Billy con una tunica bianca cantare Disarm con l’acustica. E ricordo i cani antidroga.

Sono passati 17 anni dalla prima volta che ho ascoltato una canzone degli Smashing Pumpkins. Billy Corgan allora aveva l’età che ho io adesso e il nostro cerchio magico si è chiuso armoniosamente. Ormai sono diversi anni che certe canzoni neanche le ascolto più. Eppure riconosco i pezzi dai primi due secondi di attacco, ricordo le parole a memoria. Trovo ancora che le sue pose mezze impacciate siano fighissime. Il che significa che, gira che ti rigira, sono sempre quella di prima e un po’ pure lui. Mi scordo le chiavi di casa come se avessi 13 anni e sveglio tutti quando torno. E mi scordo gli occhiali da vista come se avessi 13 anni e sarei destinata a non vedere una mazza. Ma ormai ho 30 anni, al concerto ci vado da sola, e me lo guardo tutto con gli occhiali da sole graduati, come farebbe una che a 30 anni ormai si sente in imbarazzo davvero per poche cose. Mi sparo un panino con la salsiccia e guadagno con disinvoltura la postazione avanzata sugli spalti.

Posso fare quello che a 13 anni non ho mai fatto perché sennò mi si sentiva per tutto il palazzo.

Posso finalmente urlare a squarciagola:

AND IN THE EYES OF A JACKAL I SAY KAAAAAAAAAAAAAAAA…

…BOOOOOOM!!!!!!

p.s. cover arrapantissima:

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