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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

La notte dormo poco perché sono fissata con le serie americane, o sono fissata con le serie americane perché la notte dormo poco.

Non lo so. Fatto sta che sto valutando l’emigrazione oltreoceano. Ogni volta abbandono l’idea e poi mi fai vedere un suv, una birra, un hamburger e mi mostri quegli uffici al piano terra con tutto vetro intorno, dove giovani entusiasti preparano la campagna elettorale del candidato di turno con un blocco in mano e sanno sempre la risposta alle domande di tutti… e mi sento determinata  a fare la traversata in canotto, come una clandestina qualsiasi.

Sì, sto guardando Homeland, e mi sento pronta ad entrare nella Cia. E comunque mi fanno incazzare tutti perché la povera Carrie ha ragione, anche se effettivamente è bipolare. E poi la Danes è brava e penso che non potessero fare a meno di darle l’Emmy. E se penso che ha quasi la mia età e io non ho mai vinto un Emmy mi sento un po’ una merda.

Ad ogni modo, Homeland è una figata, e arrivo tardi a dirlo perché ormai lo hanno già detto tutti. Quindi mi limiterò a dire che una delle cose più fighe è il quartiere dove vive quel coso del sergente Brody. Adorerei vivere in una di quelle case americane con i vialetti alberati e l’erba curata. Proprio come quel quartiere adiacente alla casetta dove stavo durante i mesi che ho passato in Texas, tanti anni fa ormai. C’era una temperatura folle, mi sentivo un ramarro ogni volta che uscivo di casa e avevo la sensazione di essermi vestita troppo, ma non era vero, ero vestita normale, era la temperatura a non essere normale. E se non tenevi l’aria condizionata accesa marciva tutto tanto era caldo e umido. E non era infrequente trovare las cucarachas in casa, che non morivano mai perché tu le schiacciavi ma avendo la moquette sotto c’era il morbido.  Una volta ho deciso di andare a correre e sono andata in quel quartiere adiacente. E ad un certo punto ho sentito una specie di campanello, mi sono voltata e sì, era lui, l’omino dei gelati esiste davvero e i bambini escono dalle case e gli corrono incontro. Pazzesco…

Ecco questa è la foto satellitare del quartiere dove correvo quel giorno. E io abitavo attaccata ma nelle case di quelli più poveri, e nonostante questo avevamo la piscina  e il barbecue condominiale. Così tornavi da lavoro e ti buttavi in acqua. AAAAAh Fanculo.

houston

Vedi quei tetti? Quei tetti quasi piatti e scuri? Ecco, anche in Homeland ci stanno quei tetti e tu ti ci puoi sedere sopra. Come fa in quella famosa canzone dei Bloc Party il tipo che vuole sparare a tutti. Ma io non mi siederei mica per sparare, semmai per sbevazzare.

Comunque Homeland non è ambientato in Texas, ma le case sono più o meno quelle. I personaggi vivono in Virginia. Io non ci sono mai stata in Virginia e ho una voglia pazzesca di andarci. Girare per gli Stati Uniti con la macchina è bellissimo. Passi per posti assurdi, dove sembra che non viva nessuno. E trovi esattamente quei ristoranti nei quali la gente si ferma nei film quando viaggia, quelli che ti servono anelli di cipolla fritti da sballo e hamburger libidinosi.

Io amo l’America. Me piace na cifra. Non posso non appassionami a Homeland, che racconta il casino del terrorismo in modo non banale, senza davvero parteggiare qua o là, infilandoti la pulce nell’orecchio per farti ragionare e per metterti davanti ad un punto interrogativo. Non osate dirmi nulla sulla seconda stagione. Sono vendicativa come Abu Nazir.

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