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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Hai presente l’odore del libro delle vacanze? Non saprei descriverlo in nessun modo ma ho una memoria olfattiva molto, molto evocativa dell’odore di un libro delle vacanze che ho avuto alle elementari. Io ero proprio brava alle elementari. Per essere bravi alle elementari non serve studiare, basta essere svegli. I guai vengono dopo, che anche se sei un minimo sveglio se non studi so cazzi amari.

Beh io ho risentito quell’odore. Non perché ci fosse davvero nella stanza, ma perché la casa al paese vicino al mare mi ha richiamato alla memoria quell’odore. Mi è tornato alla mente quando ci passavo tutto il tempo che separava l’ultimo giorno di scuola dal primo giorno a settembre. Quando divertirsi e stare bene era facile. E poi col tempo è diventato più difficile e sentivi che in certe ore c’era il vuoto e di riempirlo giocando a pallone non ti andava più. E non potevi più riempirlo neanche collezionando i tappetti dei succhi di frutta con le bandierine delle nazioni, che alla fine li bevevi mica perché ti piacevano. Solo per i tappetti. Quelli sì che ti piacevano. Bere quei succhi era un dovere che accettavi con compostezza, unico mezzo per ottenere i tappetti, necessario e ineludibile. Ma poi potevi giocare con la sicurezza di chi se li è meritati.

Ad un certo punto al posto del libro delle vacanze avevo il romanzo delle vacanze, Il Gattopardo credo. Riordinavo in ordine di uscita i cd che mi portavo dietro perché non avevo ancora qualcosa da lasciarmi alle spalle. Poi ho avuto le fotocopie di antropologia culturale e a studiare sotto lo stabilimento con gli ombrelloni blu mi rompevo le palle da morire. E a volte vorrei anche tornare ad avere 20 anni, avevo un culo migliore a 20 anni, meno pancia, più muscoli. Ma come puoi scambiare con i vent’anni la sensazione di poterti muovere più o meno come e quando ti pare, almeno per due giorni a settimana? Come puoi rinunciare a stare con chi ti pare e a non dover pensare più magari potessi ancora desiderare i tappi dei succhi? Come puoi voler tornare indietro proprio quando puoi non tornare per pranzo e neanche per cena, e non devi necessariamente informare i tuoi?

Tutto quel tempo passato a cercare un degno sostituto per i tappetti, in effetti, non è propriamente un’attesa o una ricerca. E’ più una reincarnazione, una reincarnazione continua, che costa fatica e a volte ti fa pure piangere e incazzare e odi tutti.

Quando risenti nelle narici l’odore del libro delle vacanze è come se i conti tornassero tutti. Dopo qualche necessario e ineludibile succo, a 30 anni puoi tornare a giocare con la sicurezza di chi se lo è meritato.

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