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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Se foste programmati per campare quattro anni e doveste passare la vita da schiavi su un altro pianeta, probabilmente sareste un po’ incazzati anche voi. E vorrei vedere. Certo, una macchina non se ne accorge nemmeno. Ma un androide di nuova generazione, più simile ad un essere umano rispetto alle precedenti generazioni di androidi, se ne accorge eccome. Cosa fareste voi se riusciste a liberarvi della schiavitù e raggiungere il pianeta Terra?

C’è una cosa sorprendente di questa storia. Uno si aspetta che un drappello di androidi schiavi che riesce a raggiungere la Terra si vendichi di tutto, si voglia prendere il potere, si voglia imporre su chi si è imposto su di loro prima. Ti aspetti che conducano una battaglia serrata. Poi vedi che sono diventati attaccati a quella breve vita, e scappano indifesi davanti a chi è incaricato di eliminarli, nonostante la loro forza superiore. Vedi che hanno paura di essere stati programmati stupidi. Vedi che il biondo androide più avanzato sperimenta per la prima volta qualcosa che somiglia al dolore quando iniziano a fare fuori i suoi compagni di fuga.

E alla fine il biondo androide, il più geniale, il più umano e forte, riesce a raggiungere il suo Creatore. Un dio, un padre. Voi che fareste davanti a Dio? Lui non ha dubbi, gli chiede di vivere di più, più vita, più ore, più giorni. E se scoprissi che non è possibile? Non ti incazzeresti un po’ anche tu? Infatti il biondo di incazza.

Ma a che serve incazzarsi? Nessuno ha più vita di quella che gli è stata concessa. Neanche un umano. E che la vita duri cento anni o quattro, ti dispiace lo stesso quando la devi lasciare. Anche Oriana Fallaci, che sapeva bene di non avere speranza, diceva che a lei non faceva paura la morte, ma le dispiaceva un sacco doversene andare, perché la vita le piaceva da matti e morire non era un cazzo giusto.

Cento anni o quattro, dicevamo, non fa proprio differenza. Il biondo avrebbe anche la possibilità di uccidere il suo cacciatore, ma perché? In fondo se ne sta appeso ad un palazzo cercando di non cadere, attaccato alla vita proprio come lui, che sente che quei quattro anni stanno scadendo e non c’è niente che possa fare per impedirlo. Non vuole uccidere il suo cacciatore. Vuole solo arrivare alla fine dei quattro anni, fino all’ultimo secondo. Nessuno può portargli via gli ultimi secondi della sua vita, è sacra anche se artificiale. Ci ha provato ad allungarla ma non c’è verso, e a testa bassa non resta che accettarlo, con una solennità sconosciuta ai suoi compagni, perché lui è un androide quasi umano e quello che significa vivere l’ha capito molto bene:

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