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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Insomma io sono perplessa, che poi in questo caso è una volta di più un eufemismo per dire che sono incazzata. Ma disgraziatamente non è una novità. Il motivo di oggi me lo ha ricordato il mio caro fratello, Pino.

Partiamo dal semplice concetto che tutti, nessuno escluso, dicono di voler aiutare i giovani, che poracci non hanno lavoro ecc., solita manfrina trita e ritrita.

Bene.

Passiamo al semplice concetto che per fare un numero considerevole di mestieri, serve appartenere ad un ordine professionale, oppure essere in qualche modo abilitati ad esercitare quel mestiere.

Passiamo poi al semplice concetto che gli ordini e le abilitazioni sono roba alla quale si accede pagando. Ma sì, non diciamo cazzate. Si accede pagando tasse di iscrizione, comprando libri costosissimi, frequentando corsi ultracostosissimi.

Viriamo sul semplice concetto che un giovane nove volte su dieci non ha un reddito suo, o comunque se ce l’ha è un reddito bassino. Chi paga queste ingenti spese? O lui stesso, facendo tanti tanti sacrifici, oppure i genitori, facendo altrettanti tanti sacrifici.

Accenniamo poi al semplice concetto che ordini professionali e abilitazioni non vogliono automaticamente dire “lavoro”, che sennò uno li considererebbe come un investimento sul futuro. E non vogliono neanche dire maggiori capacità, perché sennò non si spiegherebbe per quale motivo io, che non ho alcuna abilitazione, sono risultata idonea al concorso a cattedra e altre persone abilitate, invece, manco per il cazzo. E non si spiegherebbe per quale motivo mio fratello è già bravissimo senza bisogno di spendere molti soldi e sostiene che l’unica utilità dell’ordine degli avvocati è fare in modo che ci siano in giro meno avvocati. Un blocco che si potrebbe operare ben prima, basterebbe ad esempio bloccare i somari prima che possano pretendere di farsi chiamare dottori. Ma dopo se blocchi i somari ti accusano di essere elitarista. E quindi via, tutti i somari laureati.

Concludiamo con il semplice fatto che ordini professionali, albi e abilitazioni sono un’inutile macchina mangia soldi nonché una bella presa per il culo. Un meccanismo furbacchione per alimentare i guadagni delle solite case editrici e altri mali minori.

Nessuno si è mai sognato di toccare gli ordini professionali, anche perché al solo nominare la faccenda scoppia il putiferio. Però tutti si riempiono la bocca di meritocrazia, di politiche per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e via discorrendo.

Vabbè insomma ho finito la mia arringa. Scusate. A volte mi incazzo, ma poi mi passa. Purtroppo.

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