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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Credo di aver incontrato una reincarnazione di Cecco, il nipote del fornaio Antonello. Lavora nel mini market non lontano dal mio ufficio. Volevo solo un etto di prosciutto di Parma. Ero moderatamente sicura di non chiedere niente di strano.

Ma…fatalità! Stacco il numerino e mi tocca il 69.

Ma porc..! Lo sapevo lo sapevo!

Chi c’è di prima mattina al banco dei salumi, oltre a me e a Cecco? Un altro uomo, ovviamente!

Cecco chiama il numero 70. E ti pareva! Sono costretta a dire che io in realtà ho il 69. Sai, con quella voce timida, un po’ pudica, come quando Jessica di Viaggi di Nozze mangia la banana coprendosi con la bocca con la mano.

Apriti cielo! Subito l’avventore al bancone chiede a Cecco se per caso non gli piace il 69, visto che è saltato subito al 70! Cecco si affretta a confermare il suo apprezzamento per il suddetto numero, nella maniera raffinata che vi lascio immaginare. Ovviamente ammiccano rivolti alla sottoscritta pensando di trovarsi davanti ad una persona fine.

In realtà una delle mie migliori amiche ritiene che io sia affetta dalla sindrome di Tourette, e la maggior parte dei miei amici mi ritiene volgarissima e mi apprezza per questo.

Incalzata dagli ammiccamenti dei due ebeti, a quel punto ho due possibilità. Fare la ragazzetta dabbene, che si finge scandalizzata, o essere lo scaricatore di porto che sono e dimostrare a Cecco che se voglio so essere più Cecco di lui.

Nessuna delle due possibilità mi sembra saggia.

Scelgo la terza via.

A regazzì, famo poco i spiritosi che se state ne ste condizzioni ggià dde prima mattina annamo bbene! Me dia ‘n etto de prosciutto va!

Di seguito, un omaggio a tutti i Cecco di qualsiasi bancone!

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