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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Una volta ero vicino Londra e guardavo la tv.

Era un film che non mi ricordo come si chiama, ma la storia la ricordo benissimo. Era la storia di un uomo che faceva il diavolo a quattro per scovare i ragazzi che avevano ammazzato di botte il figlio fuori da un pub. Nessuno nel quartiere voleva parlare perché tutti avevano paura che il gruppo di assassini si potesse vendicare. Alla fine riesce a farli processare.

Quel film mi ha lasciato addosso una sensazione orribile di ingiustizia e di angoscia che a distanza di anni ricordo ancora vividamente.

La stessa angoscia la provo ogni volta che rivedo le facce di Cucchi, di Aldrovandi, di Shepard e purtroppo di molti altri. Facce di giovani uccisi perché in gruppo ci si sente più forti, perché il branco ti protegge, ti definisce, quando la tua identità è debole e da solo non vali nulla. Sia che tu sia poliziotto, razzista, omofobo, o semplicemente che tu sia un idiota qualunque.
Anche la faccia di Joele mi rimarrà impressa.

Però c’è anche altro da dire. Qualcuno parla, anche se ha paura, proprio come nel film. E qualcun altro non dimentica le facce dei ragazzi che sono morti, spaventati e soli contro la furia di tanti. Quindi per ogni uomo cattivo ce ne sono molti altri che sono buoni, e questo è consolante.

Almeno un po’.

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