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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

smut

Facciamo una prova. Mettetevi su Google Images e digitate la parola Smut.

Esatto, un trionfo di tette e culi.

Ed è esattamente questo il tema. Alan Bennett è uno dei miei scrittori preferiti e ha una fantasia geniale e raffinata. Scrive spesso, e in realtà quasi sempre, del lato più intimamente sconcio delle persone. Non lo fa con morbosità, meno ancora con la voglia di giudicare o di porre dei limiti a ciò che è consentito. Racconta questo lato sconcio con aria sicuramente divertita, perché guai a noi se non ridiamo delle nostre cose, ma anche con l’intento di dire che…dai, tutto sommato sto lato ce l’abbiamo tutti, tanto vale accettarlo.

Non solo, trovi anche sempre qualcuno che questo tuo lato lo accetta serenamente, nella consapevolezza di averne uno a sua volta. E quando si arriva a questa mutua accettazione si vive meglio, si è più felici e ci si fanno meno seghe mentali.

Per dire questa semplice cosa, Bennett si inventa di tutto. Mette a confronto due storie diverse che hanno in comune proprio uno strano, inimmaginabile lieto fine.

La prima storia è quella di una vedova non più giovane che arrotonda la magra pensione facendo piccole dimostrazioni per la facoltà di medicina e affittando una camera a studenti. Tutto cambia quando gli studenti le propongono di pagare l’affitto lasciandola assistere alle loro performance in camera da letto. La voce si sparge e, invece di significare la rovina della sua reputazione, questa sua sconcia abitudine diventa la carta vincente, tanto che il dottore che era segretamente innamorato di lei prende coraggio e decide finalmente di confessarsi. D’altra parte… la signora è abituata a ben altro che una piccola confessione d’amore!

La seconda storia è quella di Graham, giovane scapolo con un buon lavoro e un aspetto decisamente attraente. E uno così, ancora non sposato, è senz’altro gay. E infatti è così. Ma decide di sposare un’attempata bruttina dai molti soldi e tutto sommato trova la cosa abbastanza soddisfacente. Se non fosse per quel suo sconcio vizietto, che gli porta un po’ di casini, andrebbe quasi tutto liscio. Nel frattempo l’attempata bruttina si consola con il suocero e un avvenente poliziotto ricatta Graham, minacciando di rivelare a tutti il suo segreto. Che, diciamolo, come spesso accade in questi casi, è il segreto di Pulcinella.

E quindi leggete Smut, il cui sottotitolo in italiano è Due Storie Sporche. Oppure, almeno, sentitevi Alan Bennett leggerne qualche brano:

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