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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Vagavo tra le dignitose maglie a prezzo giusto di Jennyfer, nota catena di abbigliamento che tendenzialmente veste ragazzette un po’ sotto la mia età. Ma io, nonostante i miei 30 anni, ancora jaammollo, come si dice dalle mie parti, perciò ho tutto il diritto di studiarne le proposte. E, come spesso accade, la musica che trasmettono nei negozio mi distrae dagli affari d’oro tra gli stand. Così mi sono innamorata di una canzone degli Arcade Fire. Gli Arcade Fire sono queste facce qui sotto e ormai sono molto famosi.

Arcade-Fire B & W

Penso che siano persone molto fortunate, perché vengono dal Canada, che è una bella terra. Molti di voi forse non sanno che la sigla di Otto e mezzo è effettivamente una bella canzone degli Arcade Fire. Bisognerebbe chiedere agli Arcade Fire se sono felici di precedere ogni sera la faccia della Gruber. Spero che non ne siano venuti a conoscenza.

La canzone della quale mi sono innamorata, però, non è quella del programma della Gruber. Si tratta invece di quel tipo di canzone che fa ballicchiare senza accorgersene, anche se uno sa che alla fine è un po’ triste. Ne conosco diverse di canzoni di questo tipo, che hanno dentro una malinconia in qualche modo rassicurante. Questa in particolare dice che quando uno ha ricevuto tanto amore quell’amore non se ne va mai, neanche quando sembra che se ne sia effettivamente andato. Continua ad accarezzarti la testa e non ti lascia solo. E poi, è già un miracolo averlo conosciuto l’amore, perciò lagnarsi è davvero improponibile.

Quindi, se uno un giorno dovesse chiedersi dove va a finire l’amore, diciamo che non va da nessuna parte. Diciamo che resta. Quindi uno può anche ballarci un po’ su.

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