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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Monthly Archives: gennaio 2014

career

Di norma un test mi piace solo quando dà un risultato soddisfacente, cioè quando mi dice quello che già so o che desidero mi dica.

Ad esempio, oggi ho fatto un test sulla carriera, una cosa che io personalmente non ho. La domanda del test era: quale carriera dovresti avere? Il che implica che tu non ne abbia una o ne stia percorrendo una sbagliata, di qui il senso del verbo al condizionale. Non avevo certo bisogno di un test per scoprire la cosa che mi piace fare. Scrivo questo post perché anche voi possiate trarne il beneficio onanistico che ne ho tratto io, che mi ha fatto stare bene per quei 3/4 minuti successivi al risultato del test.

FAI IL TEST!

Non so che lavoro facciate, o quale sia l’attività che vi piace, al di là di quello che fate, ma ditemi se questo test è rivelatore! Per me lo è stato.

p.s. il mio risultato è questo:

writer

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L’avevo scampata a Natale, quindi la aspettavo al varco, rassegnata ma non abbattuta. L’avrei sconfitta comunque. E alla fine eccola, l’influenza di stagione è arrivata.

Ci sono cose che quando uno ha l’influenza accadono sempre. Io ne ho individuate 10 ma vi prego di sentirvi liberi di aggiungerne altre per arricchire la lista.

1. La tossetta inspiegabile. Quel cof cof che non sai come mai sta lì e non va via. Si tende a dare la colpa all’aria condizionata, ai termosifoni, all’ambiente chiuso, al fatto che ti sei probabilmente vestito troppo leggero, ad un fantomatico polline invernale. Ma no, è l’inizio…ma non lo sai ancora;

2. Esagerato/a! Ti rendi conto che non stai molto bene. E te lo diranno. Qualcuno ti dirà che stai esagerando i sintomi, che in realtà non stai male, sei solo una mammoletta che non regge una leggera tossetta o una vaga alterazione della temperatura corporea. Questo avviene all’inizio dell’influenza in modo particolare, quando ripeti a te stesso che hai solo preso una freddata e un buon latte e miele metterà tutte le cose a posto;

3. Lo sforzo titanico. Sì, ti senti male, ma sei solo all’inizio quindi pensi ancora che forse è solo debolezza. Non sai che quello che senti è il famigerato senso di spossatezza, preludio di ogni male. Vai eroicamente a lavoro ugualmente. Dopo due ore, te ne vai a casa tossendo i polmoni, cacciato dai colleghi;

4. L’allettamento. Ti rifugi nel letto mezzo vestito, dopo aver preso medicine a caso e dormi per un numero impressionante di ore. Ti svegli e hai la febbre. Fai la cernita dei medicinali che hai in casa e chiami il dottore che ti fa una diagnosi a distanza e ti avvisa di prendere l’antibiotico se superi il 38;

5. Superi il 38. Vedere il termometro sopra il 38 ti getta nel panico, come se dovessi arrivare al 40 di lì a poco se non fai subito qualcosa. Prendi l’antibiotico e preghi di morire velocemente;

6. Il calzino. Trucco vecchio. Arriva il momento del calzino. Prendi un calzino e lo bagni con acqua fresca. Umido, te lo metti sulla fronte, tipo appestato del 1600, e ti addormenti con il calzino sulla fronte. I tuoi coinquilini rideranno di te;

7. La leggera ripresa. Particolarmente insidiosa. Inizi a sentirti di nuovo un essere umano e scopri di puzzare e di avere dei capelli orrendi. Ti fai una doccia e cammini per casa facendo piccole faccende: una tazza da lavare, una lavatrice da stendere. Dici a te stesso che domani tornerai in ufficio, che ormai stai bene.

8. La ricaduta. Non poteva durare a lungo. Stai di nuovo una merda. Ti infili a letto e odi tutti. Ma almeno sei pulito.

9. La difesa. Inizi a trangugiare fermenti lattici e varie difese immunitarie per proteggerti dall’antibiotico, che nel frattempo sta facendo scempio del tuo corpo.

10. La rinascita. Consiste nel fatto che ti senti meglio e anche se il dottore ti ha detto di riposare e stare fermo inizi a lavorare da casa.

Di seguito, una diapositiva dell’influenza:

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Dicono che Google+ farà il botto, che se non ce l’hai non c’hai capito un cazzo. Così va bene, io lo tengo lì da un po’. Sebbene sia graficamente triste, dispersivo, desolato e vagamente confuso.

Ad ogni modo, tanto per farla breve, se avete Google+ e via piacciono le serie tv, unitevi a questa community:

serie tv fanshttps://plus.google.com/communities/112684524697544856195

Se qualcuno di voi scrive di serie tv nel suo blog, o conosce qualcuno che lo fa, mi piacerebbe che buttasse lì quello che scrive. Oppure metteteci quello che vi pare basta che parli di serie tv.

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In Cina hanno un programma di recupero per rieducare gli omosessuali ad una sana eterosessualità. E qualcuno pensa che sarebbe una cosa utile, in generale, non solo in Cina.

Poi esistono persone che pensano che sia meglio cancellare la Giornata della Memoria.

E ancora, ci sono suore che malmenano bambini e ci sono preti pedofili. Ma quelli non vanno rieducati ad una sana sessualità. Non so perché.

Ci sono persone che coprono le atrocità altrui per convenienza personale o per paura.

Tutte queste cose e cose ancora peggiori le racconta American Horror Story – Asylum, che poi sarebbe la seconda stagione della fortunata serie americana che parla di cose orrende e schifose, inquietanti e  paurosissime. La prima stagione si svolgeva in una casa maledetta, la famosa casa maledetta. Questa seconda ha luogo negli ani 60, in un manicomio gestito da una suora raggelante, insieme a un dottore ex nazista sessualmente ipodotato.

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Questa stagione la sto guardando di corsissima, perché la terza è già uscita e mi dicono che sia fantasmagorica e nettamente superiore alle prime due. Quello che mi piace da morire di questa serie è la capacità sapientissima di riassumere tutto ciò che l’uomo teme da sempre, dalla notte dei tempi, ma con un occhio contemporaneo e rendendo omaggio alle grandi storie horror di tutti i tempi e soprattutto al cinema horror cult. La serie riassume tutto. Tutti i collegamenti malati che la nostra mente produce, tutto quello che non osiamo dire e non osiamo ammettere. Questo è l’horror in generale, solo che c’è modo e modo di farlo, l’horror. E queste horror stories sono fatte particolarmente bene, probabilmente perché sono americane. Gli americani fanno bene tutto, dagli hamburger alla birra alle storie horror.

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Attenzione perché qui faccio spoiler. Poi non vi lamentate.

In genere amo aspettare per vedere come finirà una serie, anche perché il finale della prima stagione mi ha sorpreso tantissimo, ma ho avuto bisogno di leggermi un brevissimo spoiler per sapere almeno che l’eroina, Lana, giornalista lesbica internata nel manicomio per venire rieducata, un po’ come in Cina oggi, alla fine si salva. Non potevo sopportare di non saperlo, era troppo brutto. Meno male, cazzo. Daje, Lana!

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Alla fine ci sono andata a vedere Il Capitale Umano, trascinata dalla cognata, che era di cattivo umore e non si poteva contraddire. Avevo un po’ di timore per via delle polemiche spruzzate intorno al lancio del film. Pensavo che mi sarei alzata dicendo tra me e me “ma che palle sti comunisti”…

virzì

…invece, continua a leggere su IlMaldestro

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Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte.

poe

Vi consiglio quindi la lettura di un post del mio amico Marino, che sul suo blog scrive sempre cose interessanti e oggi ce n’è una ancora più interessante, perché parla di un grande scrittore, uno dei più grandi di tutti in tempi, un genio assoluto, maestro incontrastato della short story. Va da sé che uno così non poteva essere felice. Infatti morì giovane, povero, solo e alcolizzato.

Oggi sarebbe il suo compleanno e quindi io e Marino gli facciamo gli auguri, certi che un uomo così non può che essere immortale e da qualche parte vive ancora. Nei libri che abbiamo letto, nei racconti horror e nei thriller che non finiscono di prendere ispirazione dal suo genio, nelle nostre paure e nei nostri incubi.

Leggete il post di Marino su Nel cuore del buio!

Poe non ha scritto solo cose spaventose, non tutti lo sanno. Una delle cose più belle e terribili che lui abbia mai scritto è una poesia che mi tocca sempre in un modo che non saprei spiegare e quindi la scrivo qui. Non la traduco perché a tradurre una cosa così si fa peccato, e io sulle spalle di peccati ne ho già abbastanza. Il mio pezzo preferito è l’ultimo, che mi dilania sempre vai a capire perché.

Buona lettura:

It was many and many a year ago,
In a kingdom by the sea,
That a maiden there lived whom you may know
By the name of Annabel Lee;
And this maiden she lived with no other thought
Than to love and be loved by me.

I was a child and she was a child,
In this kingdom by the sea;
But we loved with a love that was more than love-
I and my Annabel Lee;
With a love that the winged seraphs of heaven
Coveted her and me.

And this was the reason that, long ago,
In this kingdom by the sea,
A wind blew out of a cloud, chilling
My beautiful Annabel Lee;
So that her highborn kinsman came
And bore her away from me,
To shut her up in a sepulchre
In this kingdom by the sea.

The angels, not half so happy in heaven,
Went envying her and me-
Yes!- that was the reason (as all men know,
In this kingdom by the sea)
That the wind came out of the cloud by night,
Chilling and killing my Annabel Lee.

But our love it was stronger by far than the love
Of those who were older than we-
Of many far wiser than we-
And neither the angels in heaven above,
Nor the demons down under the sea,
Can ever dissever my soul from the soul
Of the beautiful Annabel Lee.

For the moon never beams without bringing me dreams
Of the beautiful Annabel Lee;
And the stars never rise but I feel the bright eyes
Of the beautiful Annabel Lee;
And so, all the night-tide, I lie down by the side
Of my darling- my darling- my life and my bride,
In the sepulchre there by the sea,
In her tomb by the sounding sea. 

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A volte penso di essere la sola a guardare le 2 TicTac che ho in mano e infilarle in bocca come fanno gli americani con i calmanti nei film.

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Ma non sono la sola…. no?

La vita è cinematografica….e siamo un branco di coglioni. Per fortuna.

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