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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

In Cina hanno un programma di recupero per rieducare gli omosessuali ad una sana eterosessualità. E qualcuno pensa che sarebbe una cosa utile, in generale, non solo in Cina.

Poi esistono persone che pensano che sia meglio cancellare la Giornata della Memoria.

E ancora, ci sono suore che malmenano bambini e ci sono preti pedofili. Ma quelli non vanno rieducati ad una sana sessualità. Non so perché.

Ci sono persone che coprono le atrocità altrui per convenienza personale o per paura.

Tutte queste cose e cose ancora peggiori le racconta American Horror Story – Asylum, che poi sarebbe la seconda stagione della fortunata serie americana che parla di cose orrende e schifose, inquietanti e  paurosissime. La prima stagione si svolgeva in una casa maledetta, la famosa casa maledetta. Questa seconda ha luogo negli ani 60, in un manicomio gestito da una suora raggelante, insieme a un dottore ex nazista sessualmente ipodotato.

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Questa stagione la sto guardando di corsissima, perché la terza è già uscita e mi dicono che sia fantasmagorica e nettamente superiore alle prime due. Quello che mi piace da morire di questa serie è la capacità sapientissima di riassumere tutto ciò che l’uomo teme da sempre, dalla notte dei tempi, ma con un occhio contemporaneo e rendendo omaggio alle grandi storie horror di tutti i tempi e soprattutto al cinema horror cult. La serie riassume tutto. Tutti i collegamenti malati che la nostra mente produce, tutto quello che non osiamo dire e non osiamo ammettere. Questo è l’horror in generale, solo che c’è modo e modo di farlo, l’horror. E queste horror stories sono fatte particolarmente bene, probabilmente perché sono americane. Gli americani fanno bene tutto, dagli hamburger alla birra alle storie horror.

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Attenzione perché qui faccio spoiler. Poi non vi lamentate.

In genere amo aspettare per vedere come finirà una serie, anche perché il finale della prima stagione mi ha sorpreso tantissimo, ma ho avuto bisogno di leggermi un brevissimo spoiler per sapere almeno che l’eroina, Lana, giornalista lesbica internata nel manicomio per venire rieducata, un po’ come in Cina oggi, alla fine si salva. Non potevo sopportare di non saperlo, era troppo brutto. Meno male, cazzo. Daje, Lana!

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