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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Dai che la voce è arrivata sicuramente pure a voi: è arrivato Telegram, ovvero praticamente Whatsapp, solo che aumentato. Perché puoi mandarci molte più cose, perché dicono che ti ci puoi scambiare qualsiasi tipo di file ecc. Ma soprattutto, Telegram ha a cuore la tua privacy.

Telegram

Con Telegram ti riprendi il tuo diritto alla privacy. Che è un po’ come dire che Whatsapp sa tutte le cose che ci siamo detti fino ad ora per poche decine di centesimi l’anno e non ha intenzione di distruggerle. Anzi, le ha vendute a Facebook, che pure lui ha la memoria di un elefante.

Ma non solo, Telegram garantisce il diritto all’oblio, ad essere dimenticati, a distruggere quella foto del tuo culo che hai mandato in chat agli amici quando eri ubriaco. E questo non è poco.

Perché obbiettivamente, sai che me ne frega a me di mandare l’Ulisse di Joyce in chat a qualcuno, a me interessa che la mia privacy venga rispettata. A tutti interessa solo quello. Anche perché metti che un giorno diventi famoso? Whatsapp ti distrugge nel giro di 3 minuti, ritirando fuori quella conversazione piccante con il simpatico transessuale che hai conosciuto a quel party, o il tuo nome di battaglia sotto le coperte.

Così, in milioni, speranzosi, stiamo migrando verso Telegram. E la mia domanda è una: in che modo fa i soldi Telegram? Boh… Ma soprattutto, Telegram mi dice che delle mie cose private non gliene frega niente, che vai sereno, posso spedire le mie più intime informazioni a chi voglio, tanto resteranno tra me e chi voglio. Ma…chi me lo garantisce? Io non lo conosco il signor Telegram.

Allora, in poche parole, non resta che evitare di diventare famosi, così non ti si fila nessuno.

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