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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Monthly Archives: aprile 2014

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È proprio difficile parlare di un film famoso che ormai ne hanno parlato tutti. È difficile e basta, cioè…che altro devi dire? Però devo farlo. Per forza.

Avevo una certa paura a guardarlo, perché temevo che mi avrebbe deluso, temevo che fosse un polpettone francese e che avesse vinto Cannes solo perché parlava di due ragazze lesbiche ed era particolarmente esplicito. E poi dai, un film che dura tre ore non può non annoiarti. Ma ad un certo punto Adele dice che a volte ha iniziato libri brevissimi e li ha abbandonati dopo poche pagine, e magari ha divorato libri lunghissimi. Ecco. Esattamente.

Così ho visto due ore di film. Poi mi sono vestita,  sono uscita, ho parlato molto e bevuto troppo. Ed era tardi quando sono tornata ma fino a quasi le 4 del mattino ho dovuto sapere che cosa sarebbe successo.

E io non so spiegare perché quando mancava mezz’ora alla fine pensavo: no cazzo, manca solo mezz’ora…è impossibile che in mezz’ora io sappia cosa ne sarà davvero della vita di Adele. Perché si chiama La Vita di Adele ma in realtà cos’è? Che cos’è veramente la vita di Adele? Il suo carattere, i suoi errori, il suo grande amore con i capelli strani, il suo lavoro con i bambini, oppure sarà quel ragazzo moro che sicuramente le correrà dietro, anche se noi non lo vediamo, ma sarà così perché io lo so. E mi fa paura perché mi sa tanto che non è quello che vuole lei.

Quello che non so è se lei avrà la forza di ricominciare la strada difficile o penserà che, ora che ha perso ciò che desiderava, una cosa vale l’altra. Io questo non lo so. Ma avrei voluto saperlo, sarei stata disposta a vedere la seconda vita di Adele pur di scoprirlo. Ma non è andata così.

Perciò Adele avrà per sempre quella faccia senza rughe, i capelli disordinati, un appetito vorace e si allontanerà per sempre,  da sola, col peso di una cazzata sulle spalle, una sola cazzata che le è costata tutto, o forse le è costata meno di quanto non sembri ora, che pare tutto una merda, come sembra una merda sempre quando perdiamo l’amore. E che poi alla fine più che una cazzata è una conseguenza, ma è complicato.

Adele si allontanerà da sola ogni volta che mi verrà in mente la sua faccia, senza farmi sapere nient’altro di lei.

E a me dispiace parecchio…
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Una volta che stavo in Inghilterra avevo necessità di mangiare. Ero in un paese del cazzo e non ero mai stata così lontana da casa da sola. A mia disposizione nell’arco di non so quanti isolati di un posto straniero, solo un ristorante italiano. E non avevo la minima idea che fosse la festa della mamma in Inghilterra! Immaginate l’unico tavolo con una persona sola a mangiare, e non c’erano neanche gli smartphone per fingere di fare qualcosa o cazzeggiare su Facebook, dicendo a tutti che stare soli al ristorante è una cosa ipermegastrana. Quello è stato un battesimo di fuoco. Poi non ho trovato più così strano fare le cose per conto mio.

Ci sono gesti che uno lo sa che contano qualche cosa, però ci deve riflettere un attimo su.

Ad esempio, no? Oggi volevo starmene per i fatti miei, e non c’è posto migliore di un posto affollato per starsene per i fatti propri.

Non avere un orario, non dover avvisare, poter mangiare quello che vuoi, comprare persino qualcosa, se ti va. Queste sono cose che da piccolo non puoi fare, perché non puoi fare da solo. E da grande fare le cose da soli è considerata una cosa da strani. E di solito le cose da strani sono quelle che sono considerate da strani perché fanno paura.

Saper stare da soli non è facile, e forse solo chi ama la compagnia lo può capire. Così come può far ridere per davvero solo chi capisce profondamente il dolore.

In realtà, fare le cose per conto proprio e nel momento che decidi te un po’ significa pure essere grandi.

Fare le cose quando non è ora di farle, sedere a mangiare da soli, andare al cinema da soli, andare ad un concerto da soli, e poi stare in un posto affollato perché te ne vuoi stare per conto tuo, comodamente seduto davanti ad un negozio dove comprano le cose i fighi che fanno snowboard, mangiando il gelato all’ora di cena, perché oggi faccio come mi pare.

E forse sono pure grande.

Oppure non ha senso.

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Voglio aprirla così questa storia. Che è una storia anche se non c’è una trama, ma per una storia non c’è bisogno che ci sia. Il punto è che ho scoperto un account. Non so chi ci sia dietro, forse non mi interessa per niente. Anzi, effettivamente proprio non mi interessa. Tanto chiunque ci sia per me sono sempre loro, I Fratelli Pheega.
fratelli pheega Ce ne stanno migliaia di account farlocchi ma questo…questo non è farlocco. Questo ha una missione e non è quella che credete. Sì, certo, la figa è al centro delle attenzioni e degli interessi, ma in realtà c’è molto di più dietro. I Fratelli Pheega sono non conformisti estremamente tradizionalisti, sessuomani fedeli, castigatori ma non castigati, politicamente scorretti, uomini veri che vogliono solo donne vere. A quanto risulta dalla loro timeline, il primo tweet lanciato è il seguente:

In pochi mesi, le loro pillole hanno arricchito la vita e l’autostima dei follower. Senza fare sconti, senza perbenismi inutili e senza pudori fuori luogo, l’argomento è in realtà l’amore passionale, quello carnale che unisce due amanti. Non quelli finti, che inventano scuse o mettono al primo posto la partita di calcetto o il Grande Fratello. Quelli che mettono al primo posto il proprio uomo o la propria donna, unica ragione per la quale vale la pena profondere il massimo delle energie.

E tutti i problemi del mondo, le insicurezze, le pippe mentali…nonono i Fratelli Pheega non le concepiscono.

Sono femministi d’avanguardia

Consulenti matrimoniali

Amatori rinascimentali

Insomma io ho deciso che li amo, e che sono d’accordo con la totalità delle loro affermazioni sull’amore, sul sesso, sulla vita. Credo che la ricetta per una storia d’amore felice e duratura stia tutta nei consigli dei Fratelli Pheega, che vi consiglio di seguire, far seguire e ubbidire sempre alla lettera. Non sbagliano mai. Sono praticamente infallibili. E vi raccontano che il 90% dei problemi che solitamente si vivono in una relazione sono falsi problemi, pippe immani, cagate. E che la felicità di coppia esiste, è possibile, ed è bellissima.

E se quello che leggerete vi sembrerà volgare, siete persone tristi e infelici, e non capite che per i Fratelli Pheega una storia d’amore è una favola meravigliosa:

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Non ho potuto fare a meno di notarlo anche io che oggi piove. Un po’ lo sentivo da ancora sotto le coperte, un po’ me ne hanno convinto gli status su Facebook, nei quali era evidente che non ero stata l’unica a notare la pioggia. Che ormai siamo diventati come gli inglesi, il tempo è uno dei nostri argomenti preferiti. Non solo! Ci lascia stupiti! Ogni volta che c’è un fenomeno meteorologico sembra la prima volta che vediamo il sole, la pioggia, la neve. In fondo bene così.

Tutti siamo più malinconici con la pioggia, ci sentiamo addosso questo senso della condizione umana e diventiamo tutti filosofi. Ovviamente anch’io. Tranne al mattino.

La pioggia al mattino, alle sette, alle otto, mi porta direttamente alle elementari. Non lo so bene perché. Forse perché essere accompagnati a scuola alle otto che fuori dalla macchina piove e i finestrini sono bagnati e ci sono i lampioni accesi perché è ancora quasi buio per quanto grigio è là fuori, sapeva e sa di profondamente ingiusto. Avrebbero potuto essere le sette di sera, era ora di tornare a casa, non di andare a scuola. E poi a scuola c’erano le luci accese, che ti dava quel senso strano di essere a scuola di pomeriggio, quando la cosa giusta sarebbe stare a casa a giocare, sempre che uno prima abbia finito i compiti. Oppure a fare merenda. Invece devi stare a scuola e tutta la giornata sembra un’eterna sera e stare sul banco è ancora più una schifezza.

Ecco a me la pioggia al mattino fa sentire che ho circa 7 o 8 anni e devo andare a scuola di sera, mi sento lo zaino sulle spalle e forse il cerchietto.

Invece poi scendo a spostare la macchina, accendo il pc per mettermi al lavoro, mangio un pezzo di crostata, metto Spotify e scrivo un post sul fatto che quando piove al mattino io ho 7 o 8 anni.

E quindi basta un po’ di pioggia che uno diventa filosofo. Ma pensa te…

piove

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