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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Questa è la storia di Guerrino, e non solo. Ma soprattutto è la storia di Guerrino, che è rimasto vedovo e vive a Bergamo, ed è il 1981 e io non ero ancora nata.

La storia di Guerrino inizia da prima che inizi questa storia, quando era sposato, felice, con un’azienda che andava bene. Poi qualcosa è andato a puttane ed è tutto cambiato, perché non hai mai la sicurezza che le cose non vadano a puttane da un momento all’altro e questo fa tanta paura, specialmente quando sei felice. E quando inizia questa storia Guerrino già non è più felice. Mia moglie era la fine del mondo, dice mentre torna a casa, mentre l’azienda va a rotoli e il vino che vende sa di aceto, mentre la piscina si sporca e divide il letto con la suocera in un concubinato inquietante e malato, e la servitù viene mandata via e nel sidecar ci va da solo.

Ma una notte Guerrino esce di casa e incrocia lo sguardo di una donna bellissima e irraggiungibile. E pur di stare un po’ più a lungo nello stesso posto dove sta lei, segue la sua auto fino all’hotel dove alloggia, si ubriaca come una merda e non riesce a tornare a casa. Così deve affittare una camera per riprendersi.

E qui inizia la storia di Chantal, perché questa storia non è solo la storia di Guerrino, ve lo avevo detto. E anche la storia di Chantal inizia da prima che inizi questa storia, ma è avvolta dal mistero, e noi la vediamo soltanto incrociare lo sguardo di Guerrino e non accorgersi di essere seguita fino all’hotel. La vediamo piangere, ubriaca, entrare nella stanza sbagliata, e aver voglia di suicidarsi.

Ma la stanza sbagliata è quella di Guerrino, che si accorge di lei solo quando si stende a letto dopo aver bevuto il bicchiere di veleno che lei aveva preparato per sé. No, no, non muore. Anzi, vive. E prima di correre in ospedale c’è giusto il tempo di innamorarsi e non voler morire più.

Così Guerrino lascia l’ospedale e corre a cercare Chantal, quella donna bellissima che gli ha rapito il cuore. La rincorre fino ad Amsterdam e le chiede immediatamente di sposarlo, non vuole sapere niente di lei, la ama e basta. La sposa e la porta con sé a Bergamo, dove finalmente l’azienda inizia ad andare di nuovo bene, il vino è buonissimo, la piscina è pulita e la servitù è tornata. Guerrino e Chantal si amano follemente, pazzamente, e tutto è bellissimo.

Vi ricordate di quando dicevamo che non sai mai quando le cose vanno a puttane? Ecco. Esattamente. Un giorno arriva un baule. Un baule per Chantal. Guerrino apre il baule e ci trova quello che non sapeva di Chantal, quello che non aveva voluto sapere, perché non aveva alcuna importanza.

nessuno è perfetto

E a casa iniziano ad arrivare telefonate di scherno, lettere anonime. Vissiosi! C’è scritto su una. Porci schifosi! Su un’altra. E la gente non parla d’altro. Guerrino non vuole più uscire né toccare Chantal. D’altronde chi avrebbe mai potuto immaginare una cosa così. E tutto diventa terribilmente complicato, brutto, e Chantal alla fine preferisce fuggire via piuttosto che vivere un vita da prigioniera in casa sua.

C’è una cosa che accade molto spesso, e cioè che si rinunci alla propria felicità. Ed è una cosa molto stupida, sebbene estremamente comune. Anche a Guerrino succede. Ma per fortuna si sveglia in tempo e capisce che l’unico ostacolo alla propria felicità è soltanto lui stesso. Poco importa chi fosse prima Chantal, perché adesso è la donna che ama ed è tutto quello che conta.

Ecco perché corre a riprendersela.

Ed ecco perché, in queste strane serate di fine agosto, io vi consiglio questa storia:

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