Skip to content

theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Category Archives: Essere a Pezzi

Non è che l’estate alle porte rosicchi via lo stress. Anzi. Ma niente può effettivamente. La vita è fatta di questo. Lo stress è il sale della vita e la mia è saporitissima.

Dunque, come tentare di mantenere la calma evitando di uccidere ancora, e ancora, e ancora? Cucinando.

Era un tardo pomeriggio post ufficio, nel quale entri alla Sma pensando di comprare due fragole e un uovo e esci con 40 euro di spesa. D’altronde io a quella spigola non ci volevo rinunciare. Così nasce la mia nuova ricetta antistress: bar thérapeutique.

image

Ingredienti: spigola, pachini, asparagi, cipolla. Stress.

Aprire il mobiletto cigolante dove sono disordinatamente accatastate padelle e pentole e cercare la teglia d’acciaio, quella che non hai mai riportato a casa a tua mamma che ancora la sta reclamando. Ricoprire il fondo della suddetta teglia con l’olio del 2013, l’annata buona, quella senza la mosca, quella che pensavi ancora che ce la potevi fare. Estrarre poi dal vano surgelatore del frigo nuovo, che il proprietario ha comprato sottocosto e sottomarca e già mezzo rotto e traballante, una cipolla di tropea e dilaniarne le carni con il coltellaccio da panettiere fino a che esanimi i suoi resti mortali non giacciano inermi sul tagliere dell’Ikea. Guardarli con soddisfazione immaginando di aver riservato questo trattamento a chiunque si senta di odiare in quel momento. Aprire il vano frigo della monnezza acquistata dal tirchio proprietario di casa probabilmente dai rom ed estrarne gli ultimi pachini di Sicilia sopravvissuti ad un’incursione di qualcuno che non sei te e gli asparagi della Terra di Mezzo ancora freschi di Sma. Lavare gli ortaggi con attenzione, perché non siamo animaletti. Tagliare i pachini a metà e gli asparagi a piacere, a seconda della violenza che si cova. Gettare alla buona il tutto nella teglia, perché mica si può essere sempre perfetti. Quindi sciacquettare la spigola e posizionarla tra lo scempio di ortaggi defunti nella teglia. Perfezionare con sale e olio qb.

Mentre la bestia cuoce al forno, fare una doccia, che i capelli sporchi non vanno bene neanche su un assassino e a me piace uccidere pulita.

Il profumo che sentirete una volta usciti dal box ancora gocciolanti sarà la terapia antistress che vi serviva. Fotografate la pietanza mentre ancora è sul fuoco della sua pena meritata.

Mangiate sentendo di avere il pieno controllo sulla vostra vita.

Se alla fine del pasto l’effetto è finito, ricominciate.

Vado a prendere l’altra teglia.

Tag:, , ,

Non c’è niente da fare. La mattina mi do il buongiorno con la mia amica a Barcellona (che non aggiorna il blog da molto più tempo di me) e ci diamo la stessa, affossante notizia. Giove ci odia. E anche Saturno.

E non è che questa cosa sia stata stabilità così, senza un’attenta valutazione delle fonti, leggendo il primo oroscopo che ci passa davanti. No no. La mia amica in particolare è diventata esperta in astrologia comparata, confronta più opinioni di astrologi accreditati, che hanno passato tutta la notte precedente ad osservare le stelle, i pianeti e la direzione dei volatili, arrivando ad un’unica conclusione. Giove ci odia. E anche Saturno.

Non ci stanno cazzi. E’ l’orrido verdetto. Ti puoi sbattere, puoi lottare o puoi far finta di niente, ti puoi dimenare e puoi anche piangere, eventualmente in modo scomposto, ma questo non cambierà nulla. Giove ci odia. E anche Saturno.

Ma, c’è una notizia positiva. Non ci odieranno per sempre. Le autorevoli fonti a nostra disposizione ci informano che si tratta di una situazione momentanea, che più o meno tra agosto e settembre cambierà, per lasciar posto a felicità totale, soldi a palate, amore selvaggio e fama mondiale.

Ok. Ma nel frattempo?

Nel frattempo Giove ci odia. E anche Saturno. Che fare? Come superare questi mesi che ci separano dalla gloria senza buttarsi nel Tevere io e dal Montjuic lei? Non è facile. Non basta tenere duro, non basta strigne le chiappe. Ci vuole qualcosa in più. Quel qualcosa va identificato, secondo noi, in un costante esercizio al piacere, alla ridolina indifferenza, alla studiata allegria, allo sfrontato lassismo. In una sola espressione, ci vuole frivola forza di volontà, non già orientata all’obbiettivo ma concentrata sul tratto di percorso minimo. Non mi spacco per resistere, mi incoraggio a lasciare andare quello su cui non ho un cazzo di potere, orientandomi sulla gioia effimera della frazione.

Una birra, un caffè, un paio di scarpe nuove, un po’ di ozio, una sveglia rimandata due volte anziché una, le favette di Terracina, cercare di non vestirsi troppo male…insomma i piaceri, costantemente i piaceri, per forza i piaceri, quando pensi no vabbè non lo faccio, ti devi esercitare a dire sì sì lo faccio.

Giove ci odia. E anche Saturno. Ma noi ce ne freghiamo. O almeno ci proviamo.

Di seguito, un’immagine dei nostri nemici:

giove-e-saturno

Tag:, ,

Ammettilo. Anche tu una volta sei stato lì, con una birra in mano e un altro disperato di fianco. Uno di voi ha alzato la testa, forse proprio te, e come colto da idea geniale ha detto, oh ma se ss’aprimo un locale! Aprire un locale, una cosa generica, un posto dove bere mangiare, sedere. Soprattutto pagare. E’ quello che stavi pensando quando hai alzato la testa. Hai visualizzato il gesto del cliente che ti allunga la carta, o che mette insieme le quote di quelli che sono stati lì, al locale. I soldi. E a te i soldi ti servono tantissimo. Li vuoi.

La gente fa giri, vede cose, conosce persone, studia roba, prova lavori, dà esami e poi alla fine… apre il locale. Finiscono tutti lì. Tutti, li sto contando uno ad uno. Ne mancano pochi ormai, e alla fine, tra non molto, tutti quelli che conosco avranno aperto un locale.

Tanto che ormai mi sento in minoranza. Voglio anche io aprire un locale! Ma sarà troppo tardi. Quando deciderò di aprire un locale saranno finiti tutti i cibi a km zero, e se non servi cibo a km zero… che cazzo di nuovo locale sei?

Tag:

Torno dopo qualche tempo a parlare di scuola, ma da un altro punto di vista, dato che il mio ricorso è stato rimandato a novembre. Ancora pazienza, dunque, in fondo ho iniziato la procedura concorsuale solo due anni fa, che vuoi che sia? Chi si fosse perso le puntate precedenti e avesse una curiosità devastante, può recuperare cliccando QUI.

Questa mattina mi sono data alla compilazione della domanda per iscrivermi alla III fascia, quella di chi non c’ha un cazzo, al massimo una laureaccia schifosa e inutilissima. Ebbene, non sto ad entrare nei dettagli ma ci sono cose che ti fanno avere più punteggio, tipo se hai insegnato per un certo periodo, se hai preso un master e via discorrendo.

E sapete, tutti dicono che gli insegnanti devono essere più sganauei e anche un po’ auanasgheps, più tecnologici e fighettoni, più hipster e emoteaching, ultramodern, think pink, girl power, Peppa Pig ecc. Perciò cosa ha pensato il magnifico Ministero? Cosa hanno pensato gli illuminati giovani al governo? Ma molto semplice. Famolo a presa per il culo. Famolo in modo che è una mega presa per il culo.

Vi spiego io cosa si sono inventati. Tra le cose che possono aumentare il tuo punteggio in graduatoria, figurano anche conoscenze di didattica….diciamo moderna. Ad esempio, ti danno punti in più se hai l’ECDL e più ce l’hai figo più punti ti danno. E ci sta, ok.

Poi scorri sotto, un po’ più sotto, e leggi che puoi ottenere punti se hai fatto un corso per usare la LIM e, attenzione per favore perché questa fa ancora più ridere, un corso per usare il TABLET a scopo didattico.

E chissà come mai, in queste ultime settimane si moltiplicano fantomatici centri studi e associazioni che, previo pagamento, offrono corsi lampo nelle suddette, complicatissime materie, proprio in tempo per aggiungere il prezioso diplomino alla domanda di inserimento in graduatoria e aumentare facilmente il tuo punteggio. Basta pagare, mon amour, ti sembra strano? E’ il governo del fare, sì, come no? Fare il comodo loro e dei loro amici, che avevano giusto da sfruttare un paio di skills con il TABLET e con la temibilissima LIM per venderti l’indulgenza di quel paio di punti che ti mancavano.

Che zozzoni…che zozzoni immondi.

Dove sono finiti i corsi di aggiornamento?

Ma soprattutto, dove sta la magnifica e specifica formazione che ricevono i rampanti aspiranti docenti nei TFA (sempre a pagamento, ovviamente, che te lo dico a fare)?

Ci vogliono poveri, poveri e disperati. Ci vogliono impauriti e sconfitti, così da indurci a riporre tutte le nostre speranze e i nostri progetti nelle mani di uno stato ladro che ci tratta come mezzadri e favorisce la solita clientela. Ci vogliono ignoranti, bisognosi, apatici. Ci vogliono male, semplicemente male.

Inutile dirvi che sono molto abbattuta e anche piuttosto schifata. Non riesco a smettere di schifarmi e di pensare che quando sarò re, tutto questo avrà una fine. Ve lo prometto. Lo prometto solennemente. Devo solo essere re.

the penguins of madagascar

Tag:, , , , , , ,

No che non mi va ma so che mi farà bene.

Esco di casa senza niente, neanche i documenti,  così se stramazzo in un angolo nessuno potrà identificare il corpo di una fiacca che stava facendo una corsetta. Sono una schiappa, pochi balzi e sono già senza fiato,  mi sento alla fine della Stramilano. Mi dirigo verso Villa Torlonia in cerca di un posto dove allenarmi alla fatica e scoprire quanto sono pippa.

Mentre provi a fare qualcosa c’è sempre l’intoppo e cose che succedono nel frattempo.

Cittadini comuni che non sanno che non sono abbastanza agile da aggirarli indugiano sul mio rettilineo incerto. Due indiani mi vedono arrivare e so che si stanno dicendo nella loro lingua difficile che sono una sega immonda, che Kalì correrebbe sicuramente meglio e non avrebbe pietà di me. Poi l’asfalto irregolare, cartacce scivolose, merde di cani, i capelli che si slegano lentamente ma inesorabilmente e la mia ombra sembra quella della Maria Pelosa. Dall’altra parte della strada c’è quella che però trotta vestita da arlecchino, e ha anche un marsupio. Sembra della Leopard. Cazzo erano 20 anni che non pensavo alla Leopard. Tutto sommato non sto messa così male in confronto a quella. Certo, in confronto a questo che tira certe falcate che a me sarebbe già partito un legamento e mantiene un respiro regolare come un soldato, io sono una monnezza. E poi ecco il cazzo di pedone che cammina verso di me. Non mi posso fermare,  sarebbe un disonore,  sputo un polmone e tiro dritto. E poi la saliva si appesantisce da morire e l’ultimo sputo finisce sempre troppo vicino.

Mentre mi streccio le poche fibre muscolari che il mio corpo precario ha conservato sotto la polvere sottile di Roma penso che una volta avevo persino gli addominali, e che devo fare la dichiarazione dei redditi. Penso che a fine giugno lascio casa. Penso che forse. Penso che boh. Penso che è un casino.

Tiro una ventina di falcate grandi nell’ultimo tratto di ritorno verso casa, davanti al kebabbaro che mi ha nutrito la sera prima, che ero di ritorno da un viaggio ed ero triste e senza l’amore.

Tutto il tempo ho in testa una sola canzone. Una e basta.
C’è un motivo.
Il trucco è continuare a respirare.
Respirare.
Respira.

Tag:, , , , , ,

giovane precario

Lotto. Fondamentalmente perché ho bisogno di credere che un giorno avrò persino dei soldi messi da parte, che è una cosa che ti dà quel minimo di sicurezza, non come Paris Hilton ma insomma…una piccola sicurezza.

Mi dispiace parecchio per la mia generazione. Tutti dicono che siamo stati viziati, che abbiamo avuto il motorino e il cellulare e l’Erasmus e quindi mo basta, troppo. Se così fosse, se veramente ci avessero cresciuto nella bambagia, vi assicuro che la stamo a scontà tutta. Con gli interessi. Tolti quelli che ce la fanno, che non è che siano proprio tanti, mediamente stamo nela mmerda. Pure chi lavora, che non sta a casa a guardasse Uomini e Donne. Sta me la mmerda pure lui.

La cosa fondamentale che un nato negli anni 80 deve ricordare è che il denaro è una cosa volgare. Il denaro è da cafoni. E’ molto meglio formarsi, imparare, fare esperienza, mettersi alla prova, farsi le ossa. A 50 anni avremo delle ossa bellissime e parleremo 32 lingue, avremo cambiato 64 lavori e avremo grande esperienza. E li pippi? No, li pippi no. Avremmo dovuto a suo tempo andare dai grandi potenti e chiedere: scusa ma i pippi?

Lo dovrebbero chiedere tutti.

Il praticante dello studio legale, il dottorando senza borsa, il tirocinante senza rimborso spese né buoni pasto, il collaboratore a prestazione occasionale che va occasionalmente tutti i giorni in ufficio, l’aspirante psicologo che va quotidianamente in clinica a lavorare, il wannabe architetto, l’apprendista stregone, il vice ultima ruota del carro quasi impiegato.

Proporrei l’istituzione della Giornata dei Pippi, quella in cui tutti quelli che lavorano senza prendere manco un buono pasto si recano dal capo e dicono: #scusamaipippi?

Tag:, , , , , , ,

career

Di norma un test mi piace solo quando dà un risultato soddisfacente, cioè quando mi dice quello che già so o che desidero mi dica.

Ad esempio, oggi ho fatto un test sulla carriera, una cosa che io personalmente non ho. La domanda del test era: quale carriera dovresti avere? Il che implica che tu non ne abbia una o ne stia percorrendo una sbagliata, di qui il senso del verbo al condizionale. Non avevo certo bisogno di un test per scoprire la cosa che mi piace fare. Scrivo questo post perché anche voi possiate trarne il beneficio onanistico che ne ho tratto io, che mi ha fatto stare bene per quei 3/4 minuti successivi al risultato del test.

FAI IL TEST!

Non so che lavoro facciate, o quale sia l’attività che vi piace, al di là di quello che fate, ma ditemi se questo test è rivelatore! Per me lo è stato.

p.s. il mio risultato è questo:

writer

Tag:, , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: