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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Tag Archives: auguri

CONTESSA: Oh lo zzio ha mandato gli auguri a tutti li parenti in tutto il mondo, Brasile, Irlanda… ha detto che je so arivate decine de auguri!

IO: Ammazza, non c’ha niente da fa eh?

CONTESSA: Ah io j’ho detto de non dà l’indirizzo mio. Sia mai che te li ritrovi tutti qqui!

IO: Aoh io sto a ccucinà pure pel culo tuo eh!

CONTESSA: E che io magno col culo?

IO: Era pe ddì! Culo pe ddì pposto!

CONTESSA: Che tte serve na mano?

IO: Per carità! E cche vojo morì??

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Il Natale ha le sue tradizioni ed ha anche le sue persone tradizionali. Tipi umani che fanno assolutamente parte della tradizione del Natale.

Tra queste, ci sono persone molto brutte. Tra queste ci sono quelli che escono a comprare i regali di sabato 21 dicembre e si lamentano della confusione. Che è come prenotare un tour nel deserto e lamentarsi della sabbia, come andare a Oslo a dicembre e lamentarsi delle rigide temperature. Queste persone orribili ti fanno sentire come se tu stessi disturbando la loro tranquilla e serafica passeggiata alla ricerca dei 76 regali che ancora mancano all’appello. C’è quello che sbuffa e si allenta la sciarpa; poi c’è quella con il bambino in mano che ti si para dietro dicendo all’infante silenzioso, eh no amore non si passa neanche qui, non si passa da nessuna parte, come se il pargolo stesse soffrendo le pene dell’inferno; oppure c’è quello che vuole esaminare lo stesso articolo che stai valutando te, e ti alita addosso per infastidirti.

Fanno parte della tradizione natalizia anche quelli che, in fila alla Feltrinelli, si fanno ad alta voce battute culturali, in modo che tutti sentano in che modo intelligente sanno ridere loro e con quali cose dotte sanno fare ironia. Altra tradizione natalizia tutta Feltrinelli è la tremenda usanza di non darti una cazzo di coccardina da appiccicare sul regalo che stai acquistando. Non ti danno un cazzo, solo quelle bustine di cartone di merda. Il motivo è molto semplice: la Feltrinelli deve sempre fa quella che butta un occhio al sociale, al bene comune. Devi dunque recarti al banco dei pacchetti, dove un’associazione ti impacchetterà i doni, se darai un’offerta. Ovviamente questo comporta che te devi fa ‘n’altra fila. E io non ci penso nemmeno.

Parte della tradizione è poi l’esercito di commessi e commesse della Rinascente. A volte sono anche sui pattini. Appena entri ti fanno subito assaggiare un profumo, e io ti sfido ad avere il fegato di dire che non ti è piaciuto e che forse puzza anche un po’. Scampata la pattinatrice con in mano l’ultima fragranza di Boss, vorresti andare subito verso l’uscita dall’altra parte del negozio ma per farlo devi passare davanti ad almeno 12 altri commessi. Il trucco è vestirsi male, così pensano che sei poverissimo e non comprerai mai nel loro negozio elegante. Altro trucco, da usare se non sei vestito di merda, è abbassare lo sguardo o fingere di telefonare.

Ma nessun trucco ti salverà mai dalle temibili commesse di Lush, che vogliono trovare il sapone perfetto per la tua personalità. Giusto per curiosare, entro. Subito mi placca una signorina pettinata molto meglio di me. Mi chiede: se so come funziona il negozio, cosa cerco, in quale quantità lo cerco, se vedo tutti insieme i destinatari dei regali o li vedo separatamente (questa poi non mi era mai capitata..). La verità è che io col cazzo che compro una saponetta da Lush, non ci penso proprio. Ero solo curiosa, ma la curiosità me l’ha fatta passare sta stronza. E che palle, basta! Addio.

Continuo dunque il mio giretto e penso che sarebbe molto carino entrare nel Disney Store. L’enorme bodyguard nero all’ingresso dirige minacciosamente il traffico umano, ma alcune signore scaltre fanno comunque finta di non capire che si entra un po’ per volta e cercano di intrufolarsi con studiata disinvoltura. Il bodyguard le secca con uno sguardo. Non gliela fai, al bodyguard del Disney Store.

Tipologia umana figlia della recessione, è poi la grande quantità di gente alla quale senti dire: e meno male che c’è la crisi!

Ho certamente tralasciato qualche personaggio, in questa breve rassegna. Magari la aggiornerò, o la completerete voi che passate di qui!

Buon Natale 2013, orribili zozzoni!

Di seguito, un’immagine delle orripilanti luminarie arcobaleno, che il sindaco di Roma, un uomo molto brutto, ha deciso di sostituire a quelle tricolore, che invece erano molto più belle ed esteticamente eleganti. Sono assolutamente pro-LGBT, ma ste luminarie fanno cacare:

luninarie

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La mia amica a Barcellona mi segnala un simpatico post che parla dei peggio regali di Natale e ne segnala 10. Il post è questo QUI.

Sì sì sì, ci sta tutta. Candele, libri, intimo, cofanetto DVD, pacco di pasta a forma di cazzo, parannanza con busto del David, maglia della Juventus, regalo allusivo, regalo equo e solidale e regalo gastronomico. Tutte cose che ho fatto o che ho pensato di fare. O che ho ricevuto.

A parte la maglia della Juventus.

Certo, all’appello manca qualcosa, e mi sento di doverlo segnalare. All’impeccabile lista, aggiungerei 5 regali che secondo me dovrebbero entrare a pieno titolo nei regali di Natale peggio.

1. La cornice. E ci metterei in mezzo anche la variante cornice digitale, versione smart del regalo più puzzoso che si possa fare e ricevere. Era puzzoso quando ancora le foto si sviluppavano, adesso riacquista senso come oggetto vintage. La versione digitale è talmente scacciafiga che ve la potrebbe regalare solo uno che gira con il marsupio.

2 Il docciaschiuma particolare. Non potendoti regalare un Palmolive o un Dove, ripiegano sulle versioni più sofisticate, con aromi derivati dalle cose più strane possibile, dal cioccolato dell’Uruguay alle arance di Sicilia, fino alle bacche selvatiche del’Amazzonia. Un regalo considerato sempreverde, perché si presume che tutti si lavino, almeno una volta l’anno. Spesso all’orrido regalo si accompagna una spugnetta di quelle mezze abrasive, che fanno anche male fisico.

3 Il Gadget da cucina. La fantasia dei designer si sbizzarrisce, con mestoli a forma di pagaia da canoa, padelle a racchetta da tennis, posate con l’impugnatura bizzarra o tazzine da caffè colorate che sembrano bicchierini di plastica stropicciati.

4 Il libro di ricette. L’ondata agghiacciante di programmi televisivi e reality sulla cucina ha prodotto come devastante conseguenza un proliferare di pubblicazioni mangerecce e ricettari vari, che nessuno di noi avrà mai il tempo di sperimentare o anche solo consultare, abituati a consumare piatti semifreddi e semilavorati, precedentemente riposti in frigo incelofanati.

5 La Smartbox. Una cosa che ti fa sentire in dovere di utilizzarla, anche se non ti va, non ce voi annà, non te piace il posto e non te piace il tipo di attività che qualcun altro ha scelto per te. Sì, perché capita pure che ti regalino la Smartbox avventura, tipo parapendio mortale, surf con gli squali, sul trapezio del circo Togni, per farti evadere dalla tua monotona vita di merda.

Ecco, io ho ritenuto doveroso fare queste aggiunte, ma lascio a voi la possibilità di descrivere quello che voi considerate un vero regalo di Natale di merda.

A voi la parola!

E Buone Feste!

A conclusione, metto una bella foto che ho rubato ad un twittero che seguo con passione, Alessandro Tapparini, che ha postato una bellissima immagine dall’Università di Yale.

christmas tree

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Le Milf hanno una sezione dedicata in tutti i siti zeppi di materiale pornografico.

La serie tv made in USA chiamata Weeds ha per protagonista una Milf alla quale viene persino intitolata una nuova formula di erba da sballo.

Anche la serie tv made in USA chiamata Cougar Town ha per protagonista una Milf.

Insomma, lolite di merda, non è più il vostro tempo. Questa è l’era della vera donna, è l’era Une Mère Que J’aimerais Baiser. 

Da oggi, mio 30esimo compleanno, potete chiamarmi

THE SELBMILF

E, esattamente come fanno gli anziani, non mi vergogno più di niente. Perciò, per la prima volta, darò un volto a questo blog. Eccomi, in tenuta da ufficio:

IMG1314

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Tanto per dire, ieri abbiamo festeggiato il compleanno di Babbini Tour Operator, apparsa per la prima volta in questo blog in un post dialogato. Babbini è una di quelle donne che si toglie anni di età anche a 18 anni. Perciò ieri continuava imperterrita a dire che ne aveva compiuti 23, forse per rendersi più appetibile alle mire di Berlusconi. In realtà ne ha 25, e Berlusconi non se la caga di striscio. Ma noi le vogliamo bene.

Ma oggi…oggi è un giorno speciale! Oggi è il compleanno della Contessa! Anche lei si cala gli anni, ma nel suo caso è giustificato perché è vecchia. La Contessa sostiene: io so vvintage, come dice la Vladimir Luxuria. Sì, la Contessa cita Vladimir Luxuria.

Io la Contessa la prendo sempre in giro, ma la verità è che è la mia seconda mamma e che mme fa mmorì dale risate. E visto che credo che quei due o tre lettori assidui si siano in un certo modo affezionati a lei, volevo renderli partecipi di questo lieto evento.

IO: Oh telefonamo subbito ala contessa sennò questa sa quante ne dice!

PINO: HUUUU PER CARITà! NUn ce lascia più gniente!

Telefonata alla Contessa la mattina del suo compleanno:

CONTESSA: Pronto?

IO E PINO: tanti auguri a teeeeeeeeeeeeeee tanti auguri a teeeeeeeeeeeeeeeeeeee tanti auguri ala nonna/Contessaaaaaa tanti auguri a a teeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

CONTESSA: Grazie!

PINO: Tanti Auguri! Ha detto Irene che quest’anno gnente mancetta.

CONTESSA: Ah gnente?

PINO: No, stanno a ddiventà troppi e semo stanchi de tirà fori li sordi.

CONTESSA: E vvabbè, non fa gnente va. E ll’auguri me li dovete fa ancora pe pparecchio tempo.

IRENE: Dici? C’è dde bbono che almeno questo è ll’ultimo.

CONTESSA: Hahahahaha, te pozz’arrabbiatte, che ffia de na mignotta.

IRENE: Hahaha, se vedemo dopo!

CONTESSA: Seh!

IRENE e PINO: SCIAO!

CONTESSA: SCIAO!

Per ripercorrere la storia della Contessa in questo blog: Contessa blog history.

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