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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Tag Archives: caffè

CONTESSA: Ao la Luisa s’è ccomprata ‘n vestitaccio bbrutto 9 euro.

IO: Eh, mbè..? Me ll’ho dda comprà pure io ‘n vestitaccio bbrutto 9 euro?

CONTESSA: Beh ma c’è dde artri colori…

IO: Eh ho ccapito ma sempre ‘n vestitaccio bbrutto rimane! De che ccolore era?

CONTESSA: Questo era colore m…. caffellatte!

IO: Stavi a ddi mmerda t’ho ccapito sa?

CONTESSA: hahahahaha

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CONTESSA: Beh ma non magni ppiù?

IO: Non so se fanno ppiù schifo sti biscottacci o sto caffettaccio….

CONTESSA:

IO:

CONTESSA: te do ‘m po’ de mortadella?

IO: …la mortadella?!?! e cche mme magno la mortadella cor caffè???

CONTESSA:

IO:

CONTESSA: …boh, sarà cche io ho fatto la guerra….

IO:

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Credo che rimarrò qui. Approfitterò di questo paio di giorni per girarmi di nuovo l’isola e pensare …ehm…a come trasformarla… Mi è venuta voglia di chiacchierare di numismatica con il vecchio Kyriakos (che ragiona solo in dracme, lire e pesetas… no, in marchi no, sarà un caso?) … o di rievocare il mio passato di ricercatore d’oro con Basiliskus il cercatore di pesci… Magari imparerò da sua moglie Kalliopi ricette tramandate da generazioni… E, se mi ricapiterà di rivedere Zotikos, gli confiderò il mio affetto sincero per ogni moneta guadagnata … sicuro che ci capiremo, anche se parliamo lingue diverse, perchè anche lui ama e conosce personalmente ciascuna delle sue pecore. Insomma, la verità è che, in cuor mio, so già che non cambierò una virgola di quest’isola… Ne farò la mia remota oasi segreta di pace e tranquillità…Qui ho riscoperto piaceri ed emozioni dimenticate che da giovane coltivavo … e che la frenesia affaristica, crescendo, mi ha portato via! Qui potrò sempre rifugiarmi per ritrovare il papero che ero… imparando a godere del panorama … del nulla … del silenzio … in pacifica attesa che si depositi il caffè. Efharistò.

No, Paperone non costruirà mega hotel lussuosi sull’isola di Skyphos. Dopo aver tentato per un’intera settimana, e con ogni mezzo possibile immaginabile, di abbandonarla per raggiungere la turistica e frequentatissima Skyanthos, decide di comprarsela e di non alterarla.

Su Skyphos l’uomo d’affari impazzisce. Niente risponde alla sua logica. Le leggi di mercato non esistono. I suoi dollari non possono comprare proprio nulla, perchè la gente del luogo dei soldi non se ne fa niente. I soldi non si mangiano, pertanto non possono comprare la barca con la quale si va a pesca. I soldi finiscono ma il pesce no. Qualsiasi lauta mancia non può competere con il dolce far niente, perchè la paciosa serenità non si vende, non ha prezzo.

Ecco perchè il racconto delle peripezie di Paperon de’ Paperoni e di quella frana di Paperoga in Grecia si intitola Zio paperone e l’isola senza prezzo. Peccato che quell’idea di stile di vita slow food sia già stata svenduta tempo fa e ora non ne rimanga più molto. Forse la nostra indole non è quella che crediamo possa essere. Forse tutti i popoli sono diversi a seconda della loro eredità ancestrale, scritta nel codice genetico.

Io sono geneticamente fatta per commuovermi se leggo della vecchia Grecia dell’isola di Skyphos, perchè ci vedo la vecchia Italia, la vecchia Spagna, il vecchio Portogallo. E improvvisamente sono colta da una certa repulsione e insofferenza per tutto quello che è borsa, finanza, spread, titoli di stato. Ma lasciatemi in pace ad aspettare che si depositi il caffè!

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La Germania produce questo caffè. Questo caffè è buono e costa poco.

La Germania mi dà una mano.

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Bella cagata! Pensavo tutte le volte che vedevo quell’antipatico marito di quell’antipatica Bellucci che pubblicizzava un’automobile che grazie a lui non comprerò mai.

Ebbene, c’ho ripensato. Come i cornuti.

C’ho ripensato ma attenzione, con una piccola variazione. Non direi che IL lusso è un diritto, però penso sinceramente che Un piccolo lusso  è un diritto sacrosanto di ogni essere umano. Ma ricordate bene questa regola: il lusso va ben programmato.

Leggevo qualche settimana fa un breve articolo sulla percezione della ricchezza. Mi ha colpito. Mi ha colpito perchè raccontava un episodio al quale l’autore aveva assistito anni prima: raccontava di due signore che facevano la fila per depositare in banca la loro paga e fantasticavano sullo stipendio mensile di Agnelli buon’anima, immaginando che magari lui prendeva 3 milioni al mese, e ridimensionando la loro fantasia, pensando che effettivamente 3 milioni al mese erano una cifra troppo esagerata. Mi ha fatto tenerezza, e anche un po’ incazzare.

In fondo anche la percezione di ciò che è lusso è piuttosto soggettiva. Io credo di saper distinguere abbastanza bene cosa è lusso e cosa non lo è. Ad esempio so che possedere una Ferrari, oltre che una cosa inutile, è un lusso. Ma andando più terra terra, conosco gente che il sabato sera in discoteca spende centinaia di euro per tavolo e consumazioni. Anche questo, oltre che una cosa inutile, è un lusso. Sono quasi addivenuta alla conclusione che il lusso sia del tutto inutile, proprio perchè innecessario per definizione.

Però no. Sbaglio. Non è vero che il lusso è innecessario. Il lusso è necessario. Cioè, UN piccolo lusso è necessario. E il lusso di cui hai bisogno sarà tanto piccolo quanto piccolo è il tuo benessere ordinario. Ad esempio, io credo sia un lusso andare a lavoro in macchina tutti i giorni,  e penso che se potessi prendere la macchina e arrivare a lavoro in massimo 20 minuti,  mi sentirei una figa pazzesca. Oppure, penso che comprare solo e sempre il crudo San Daniele o il cotto Ferrarini sia un piccolo lusso. E’ un lusso andare in un hotel a 5 stelle anzichè in uno da 2 o 3 stelle. Il solo pensare che questo sia nelle mie possibilità, mi sentire molto più figa.

Ed eccoci al punto. Mi migliora la vita. Un piccolo lusso mi migliora la qualità della vita. Per questo motivo, quando io e mio fratello abbiamo ricevuto in eredità Alicia De Longhi con timer, che ti sveglia con il profumo del caffè e ti tiene caldo il caffè per mezz’ora, pensavamo di aver vinto la lotteria. Venire svegliati con il caffè a letto è un lusso che puoi permetterti solo quando vivi a casa con la mamma. E noi l’avevamo ottenuto! Basta fare la conta per decidere chi si deve alzare e fare la caffettiera! Basta procrastinare il momento della sveglia fino all’ultimo secondo utile per non fare tremendo ritardo a lavoro! Abbiamo Alicia, l’amica migliore.

Certo, non avevamo previsto che ci avrebbe svegliato alle 5 del mattino…perchè un piccolo lusso è un diritto sacrosanto, ma va ben programmato.

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