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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Tag Archives: europa

Dunque, si parla tanto di quella cosa che viene dall’Europa, che io pensavo si potesse già fare, e cioè quella cosa che uno può anche prendere il cognome della madre.

Ci ho pensato un po’ e le chiacchiere che sono nate intorno a questa cosa non mi interessano minimamente dal punto di vista…come dire…ideologico. Mi interessa molto di più capire come questo potrebbe influire, o avrebbe potuto influire, sulla mia vita.

Direi che ormai è un tantino tardi per cambiare cognome. Mi conoscono tutti con il cognome di mio padre! Perciò ho deciso di evitare per motivi pratici.

Ma potrei esaminare cosa sarebbe accaduto se i miei avessero deciso di darmi il cognome della mia mamma. Sarebbero diverse molte cose.

Innanzitutto questo blog non si chiamerebbe più The Selbmann ma The Paccosi. Un duro colpo per tutto il web. Su Twitter mi chiamerei conseguentemente @ThePaccosi, altro duro colpo.

Poi nessuno mi avrebbe mai chiamato con versioni fantasiose del mio cognome, come ho avuto già modo di spiegare proprio su queste pagine.

Ma non vorrei con questo lasciar passare l’idea che Paccosi sia un cognome esente da storpiature. Sovente mia madre ha dovuto subire storpiature non da poco: Taccosi, Pacossi, Pacosi e via discorrendo.

Essendo io incline al riso, la versione che più mi sta a cuore è sicuramente Pallosi. È la storpiatura che preferisco e indubitabilmente la più adatta al personaggio di mia madre, che quasi tutti i miei tre o quattro amici chiamano semplicemente Lapaccosi.

Voi capite che non posso correre il rischio che ci cofondano…mi tengo il cognome che ho.

Continuate pure a chiamarmi The Selbmann.

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L’odore non è esattamente un profumo, perché è forte, ti punge ma ti attira. Se poi apri uno dei cilindri pieni, sale su tutto insieme.

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E’ esattamente lo stesso che sentivo da piccola, quando portavamo le olive direttamente noi a molare, che mio nonno era ancora vivo e forte e vedevo anche quando usciva il fiotto verde della spremitura. Sì, perché l’olio è verde, non giallo. L’olio vero, buono e naturale, è verde. E picca un po’ sulla punta della lingua, e lascia un sapore carnale nelle guance e nella gola.

olio

E’ fatica, quella che difficilmente puoi fare da te se non sei organizzato con una bella squadra. Così, oggi che nonno non c’è più, deleghiamo a qualcun altro l’onere di fare l’olio, e a noi rimane solo il piacere di gustarlo. Un piacere che non viene gratis, ovviamente, ma che vale la pena.

La terra è costosa e faticosa. Ma è necessaria e imprescindibile. Dalla terra parte tutto e se la terra è merda tutto è merda. La mozzarella di bufala viene merda, il pomodoro viene merda, l’olio viene merda. I cinesi riescono a copiare le Loius Vuitton perché non si mangiano. Ma non riescono a copiare l’olio extravergine d’oliva della Tuscia, perché quando uno lo assaggia lo riconosce, lo distingue.

Tempo fa dicevamo con mio fratello che le donne dovrebbero darla ai contadini. E’ vero. E io ho paura che nessuno voglia più fare il contadino, perché si fatica tanto e si guadagna poco, perché il contributo europeo per le coltivazioni biologiche fa ridere i polli (anche quelli OGM), perché ogni impresa viene ammazzata dalle tasse e quelle agricole non fanno eccezione, perché il tuo lavoro non viene considerato come quello di un chirurgo plastico. Ci hanno insegnato a diventare tutti coltissimi disoccupati, di quelli che non hanno mai visto una gallina dal vivo e i loro figli la scuola li porta nelle fattorie a vedere animali che una volta stavano sotto casa. Ci hanno insegnato che è male non arrivare alla laurea, che dopo non c’è democrazia e pari opportunità. Balle. Balle spaziali.

Prima non era così. Prima lavoravi e mantenevi una famiglia anche senza essere economista o giurista. Come ha fatto anche mio nonno e suo papà prima di lui. Mi ricordo che mio nonno, che poi è il marito della Contessa, diceva sempre quanno moro, seppelliteme all’ombra sotto ‘n ulivo. Così sarebbe diventato un po’ un ulivo anche lui.

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Era qualche anno che dovevo farlo. Vergognosamente, dal momento che la mia amica Nocciolina vive lì da un po’. Così alla fine sono andata. E questo mi permette di raccontarvi alcune cose che ho imparato dell’Olanda.

La cosa peggiore dell’Olanda la incontri prima di arrivare in Olanda. La incontri sull’aereo, sulle navette aeroportuali, in fila al check in. La cosa peggiore dell’Olanda sono gli italiani che vanno in Olanda. A drappelli dai tre ai cinque maschi, età compresa tra i 17 e i 40 anni. Al paesello sono l’emblema dello scacciafiga, ma appena si dirigono verso l’Olanda si sentono improvvisamente degli amatori incalliti e inguaribili. Si scambiano incoraggiamenti galvanizzanti su quanto scoperanno selvaggiamente, sul fatto che quello che succede ad Amsterdam rimane ad Amsterdam, manco fosse Tijuana. Il problema è che con tutto quello che si sparano in droga…alla fine dubito che trombino davvero. Si sfasciano ignominosamente e finiscono a letto da soli, a spalla di quello rimasto più sano. La mattina dopo si svegliano nel primo pomeriggio. Di Amsterdam non vedono una mazza, ma diranno che se so spaccati de brutto.

In realtà ad Amsterdam ci sono stata solo dalla sera al pomeriggio del giorno dopo. Un giorno intero, diciamo. Il resto del tempo sono stata a Rotterdam.

Andiamo con ordine e passiamo in rassegna le cose che ho imparato in Olanda.

Cosa 1: le piste ciclabili di Rotterdam sono frequentate anche da motorini. Ma non da tutti, pare. Solo quelli che non vanno più veloci di un tot. Almeno a quanto ho capito. Le piste ciclabili sono una buona cosa.

pista ciclabile Rotterdam

pista ciclabile Rotterdam

Cosa 2: di sera a Rotterdam compaiono improvvisamente dei cessi per strada. Cessi che poi scompaiono. Ma sono solo per i maschi. Non è previsto che le femmine piscino. Almeno non da sedute. I cessi a scomparsa mi fanno schifo.

cessi a scomparsa

cessi a scomparsa

Cosa 3: Rotterdam ama il suo Erasmo, e gli ha intitolato un ponte, dal quale si vedono le chiatte che solcano le acque del fiume. Guardando le chiatte scopri anche per quale motivo una persona bassa e grassa è chiamata chiatta. Berlusconi quando ha esordito in politica citava Erasmo da Rotterdam. Non so perché ci ho pensato…

Erasmus Bridge

Erasmus Bridge

Cosa 4: in certi punti l’Olanda può sembrare un posto caldo e quasi estivo. Ma questo è falso. E’ un’illusione che dura una settimana all’anno. Quella nella quale The Selbmann goes to Holland.  Con il sole è bello anche un cesso a scomparsa.

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angoletto fico Rotterdam

Cosa 5: in queste costruzioni a forma di cubo storto c’è della roba. Ci si va in mezzo e anche dentro. C’è anche un museo, ho imparato. Ma non ho imparato come entrarci e per questo Nocciolina si è molto arrabbiata con me. Le avrei fatte di un colore diverso.

cose a cubo storto

cose a cubo storto

Cosa 6: agli olandesi piace l’acqua. Anche casa di Nocciolina, ovvero una di queste, è sull’acqua. E ci stanno anche le paperelle. Non sono abituati a tenere bene i balconi, non li usano mai. Per questo ho cercato di rendere vivibile il balcone di Nocciolina e alla fine un po’ ci sono riuscita. I balconi sono una cosa bellissima.

acqua acqua acqua

acqua acqua acqua

Cosa 7: il mio posto preferito della Erasmus University è il ristorante in cima. Mi piace mangiare con un bel panorama.

Erasmus University

Erasmus University

Cosa 8: i re di Amsterdam sono quelli che hanno sta catena Bulldog. Possiedono bar, pub, hotel, coffee shop…insomma tutto. Hanno tutto a marchio loro lungo Via della Prostituzione. Verso metà mattinata ospitano un po’ di persone che fanno colazione con un paio di birre. Stranamente niente Pan di Stelle. Quelli che bevono birra la mattina mi mettono tristezza.

i re di Amsterdam

i re di Amsterdam

Cosa 9: se con la birra a colazione vuoi mangiare i Pan di Stelle li trovi di sicuro. Certo è una vetrina strana questa per Amsterdam.

biutiful icialia

biutiful icialia

Cosa 10: una delle cose più interessanti di Rotterdam è il cesso dell’hotel New York. Peccato che non ci si mangia.

NY

NY

Cosa 11: Un’altra delle cose più interessanti di Rotterdam è sempre all’hotel New York, ed è che è possibile leggersi The New Yorker mentre prendi il caffè. Chi legge The New Yorker ha un sacco di tempo a disposizione.

NY2

NY2

Cosa 12: nella stradina gay di Amsterdam c’è un posto che fa una torta di mele che è la fine del mondo. Te la servono calda con il gelato alla crema e la panna montata. Nella stradina gay sono tutti gentili.

mela

mela

E dopo aver parlato per qualche minuto con una cinese girata di spalle, che ero certa fosse Nocciolina, ho anche comprato un buon libro e sulla bustina ho letto che ci sono cose che le parole non possono descrivere. A volte sono d’accordo. Altre volte no. Anzi forse non sono d’accordo.

piaceri

piaceri

Ad esempio è difficile descrivere tutte le sensazioni di mentre cucino il pollo al limone, la porta finestra è aperta sul balcone, sono gli unici giorni d’estate a Rotterdam e io ascolto Instant Crush. E’ difficile perché ci sono storie dietro. Ma sono sicura che avrei le parole.

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bambina_con_cellulareOra, si sa che i cellulari fanno male alla salute. O meglio, si dice da tempo e, francamente, io ci credo pure. Però nonostante questo non posso più farne a meno. Vivo con il telefonino attaccato al culo e non sarà una minaccia di morte a separarmene, un po’ come la minaccia del cancro ai polmoni non ferma il fumatore incallito. So che gli scarichi delle automobili fanno male ma guido. So che le patatine fanno male ma le mangio. Anche la birra fa male, e il vino, la plastica, le incazzature, lavorare troppo, lo stress, le cose troppo grasse, la povertà, i vestiti troppo aderenti, fare tardi la notte, non fare una buona prima colazione, condurre una vita sedentaria….ci sono milioni di cose che fanno male.

Ebbene, sembra che in Belgio abbiano avuto un’idea geniale: bisogna che i bambini usino meno cellulari giocattolo. Leggere per credere.

Insomma uno parte con il cellulare giocattolo e arriva a volere lo smartphone a 5 anni. In questo modo, invece, preveniamo il rischio di tumore al cervello.

Io non so, sono basita…è come invitare a non giocare con le Lego per prevenire la speculazione edilizia. Come ritirare dal mercato i soldatini perché sennò uno vuole fare la guerra, o i fucili giocattolo perché non sai le stragi che combini poi da grande! Come non poter togliere i vestiti alle Barbie sennò poi diventi un molestatore. O magari mettere nelle cucine giocattolo solo cibi biologici, così speri che i bambini vogliano zucchine lesse al posto di un’altra ottima merendina cioccolatosa.

Nessun supereroe va a fare il supereroe con i mezzi pubblici per contribuire a sanare il pianeta e salvarlo dall’inquinamento atmosferico. Nessun guerriero evita di uccidere il drago cattivo perché è contro la vivisezione. Nessun re evita di sbattere nelle segrete il nemico catturato perché vota amnistia giustizia e libertà.

Insomma, in poche parole, questa proposta è ‘na stronzata.

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Perché le sue foto ti fanno sembrare i francesi il popolo più simpatico del mondo. Improvvisamente i francesi sono belli, fotogenici, espressivi, innamorati, sexy, dinamici, pensierosi, buffi, affamati, divertiti, ironici, fumatori, ballerini e scanzonati …insomma adorabili! Improvvisamente il tuo obbiettivo nella vita è trasferirti a Parigi.

Hai l’impressione di guardare attraverso gli occhi di una persona che non ha livore dentro sé, uno che ha un sorriso dolce, benevolo e a volte ridanciano su tutto. Hai la sensazione che quello che vivi ogni giorno sia meno merdoso di quanto tu non creda normalmente, che tutto quello che appartiene alla sfera umana sia positivo, che anche le cose più brutte siano, in fondo, perdonabili.

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E a guardare la sua faccia, la faccia di Doisneau, i suoi occhi erano proprio così:

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CONTESSA: ma perche’ non stampamo più soldi?

IO: eeeh ma non me sembra ‘na grande idea… e poi l’Europa mica te lo permette.

CONTESSA: uhm… E no je lo dimo!

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Credo che rimarrò qui. Approfitterò di questo paio di giorni per girarmi di nuovo l’isola e pensare …ehm…a come trasformarla… Mi è venuta voglia di chiacchierare di numismatica con il vecchio Kyriakos (che ragiona solo in dracme, lire e pesetas… no, in marchi no, sarà un caso?) … o di rievocare il mio passato di ricercatore d’oro con Basiliskus il cercatore di pesci… Magari imparerò da sua moglie Kalliopi ricette tramandate da generazioni… E, se mi ricapiterà di rivedere Zotikos, gli confiderò il mio affetto sincero per ogni moneta guadagnata … sicuro che ci capiremo, anche se parliamo lingue diverse, perchè anche lui ama e conosce personalmente ciascuna delle sue pecore. Insomma, la verità è che, in cuor mio, so già che non cambierò una virgola di quest’isola… Ne farò la mia remota oasi segreta di pace e tranquillità…Qui ho riscoperto piaceri ed emozioni dimenticate che da giovane coltivavo … e che la frenesia affaristica, crescendo, mi ha portato via! Qui potrò sempre rifugiarmi per ritrovare il papero che ero… imparando a godere del panorama … del nulla … del silenzio … in pacifica attesa che si depositi il caffè. Efharistò.

No, Paperone non costruirà mega hotel lussuosi sull’isola di Skyphos. Dopo aver tentato per un’intera settimana, e con ogni mezzo possibile immaginabile, di abbandonarla per raggiungere la turistica e frequentatissima Skyanthos, decide di comprarsela e di non alterarla.

Su Skyphos l’uomo d’affari impazzisce. Niente risponde alla sua logica. Le leggi di mercato non esistono. I suoi dollari non possono comprare proprio nulla, perchè la gente del luogo dei soldi non se ne fa niente. I soldi non si mangiano, pertanto non possono comprare la barca con la quale si va a pesca. I soldi finiscono ma il pesce no. Qualsiasi lauta mancia non può competere con il dolce far niente, perchè la paciosa serenità non si vende, non ha prezzo.

Ecco perchè il racconto delle peripezie di Paperon de’ Paperoni e di quella frana di Paperoga in Grecia si intitola Zio paperone e l’isola senza prezzo. Peccato che quell’idea di stile di vita slow food sia già stata svenduta tempo fa e ora non ne rimanga più molto. Forse la nostra indole non è quella che crediamo possa essere. Forse tutti i popoli sono diversi a seconda della loro eredità ancestrale, scritta nel codice genetico.

Io sono geneticamente fatta per commuovermi se leggo della vecchia Grecia dell’isola di Skyphos, perchè ci vedo la vecchia Italia, la vecchia Spagna, il vecchio Portogallo. E improvvisamente sono colta da una certa repulsione e insofferenza per tutto quello che è borsa, finanza, spread, titoli di stato. Ma lasciatemi in pace ad aspettare che si depositi il caffè!

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