Skip to content

theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Tag Archives: feste

Il Natale ha le sue tradizioni ed ha anche le sue persone tradizionali. Tipi umani che fanno assolutamente parte della tradizione del Natale.

Tra queste, ci sono persone molto brutte. Tra queste ci sono quelli che escono a comprare i regali di sabato 21 dicembre e si lamentano della confusione. Che è come prenotare un tour nel deserto e lamentarsi della sabbia, come andare a Oslo a dicembre e lamentarsi delle rigide temperature. Queste persone orribili ti fanno sentire come se tu stessi disturbando la loro tranquilla e serafica passeggiata alla ricerca dei 76 regali che ancora mancano all’appello. C’è quello che sbuffa e si allenta la sciarpa; poi c’è quella con il bambino in mano che ti si para dietro dicendo all’infante silenzioso, eh no amore non si passa neanche qui, non si passa da nessuna parte, come se il pargolo stesse soffrendo le pene dell’inferno; oppure c’è quello che vuole esaminare lo stesso articolo che stai valutando te, e ti alita addosso per infastidirti.

Fanno parte della tradizione natalizia anche quelli che, in fila alla Feltrinelli, si fanno ad alta voce battute culturali, in modo che tutti sentano in che modo intelligente sanno ridere loro e con quali cose dotte sanno fare ironia. Altra tradizione natalizia tutta Feltrinelli è la tremenda usanza di non darti una cazzo di coccardina da appiccicare sul regalo che stai acquistando. Non ti danno un cazzo, solo quelle bustine di cartone di merda. Il motivo è molto semplice: la Feltrinelli deve sempre fa quella che butta un occhio al sociale, al bene comune. Devi dunque recarti al banco dei pacchetti, dove un’associazione ti impacchetterà i doni, se darai un’offerta. Ovviamente questo comporta che te devi fa ‘n’altra fila. E io non ci penso nemmeno.

Parte della tradizione è poi l’esercito di commessi e commesse della Rinascente. A volte sono anche sui pattini. Appena entri ti fanno subito assaggiare un profumo, e io ti sfido ad avere il fegato di dire che non ti è piaciuto e che forse puzza anche un po’. Scampata la pattinatrice con in mano l’ultima fragranza di Boss, vorresti andare subito verso l’uscita dall’altra parte del negozio ma per farlo devi passare davanti ad almeno 12 altri commessi. Il trucco è vestirsi male, così pensano che sei poverissimo e non comprerai mai nel loro negozio elegante. Altro trucco, da usare se non sei vestito di merda, è abbassare lo sguardo o fingere di telefonare.

Ma nessun trucco ti salverà mai dalle temibili commesse di Lush, che vogliono trovare il sapone perfetto per la tua personalità. Giusto per curiosare, entro. Subito mi placca una signorina pettinata molto meglio di me. Mi chiede: se so come funziona il negozio, cosa cerco, in quale quantità lo cerco, se vedo tutti insieme i destinatari dei regali o li vedo separatamente (questa poi non mi era mai capitata..). La verità è che io col cazzo che compro una saponetta da Lush, non ci penso proprio. Ero solo curiosa, ma la curiosità me l’ha fatta passare sta stronza. E che palle, basta! Addio.

Continuo dunque il mio giretto e penso che sarebbe molto carino entrare nel Disney Store. L’enorme bodyguard nero all’ingresso dirige minacciosamente il traffico umano, ma alcune signore scaltre fanno comunque finta di non capire che si entra un po’ per volta e cercano di intrufolarsi con studiata disinvoltura. Il bodyguard le secca con uno sguardo. Non gliela fai, al bodyguard del Disney Store.

Tipologia umana figlia della recessione, è poi la grande quantità di gente alla quale senti dire: e meno male che c’è la crisi!

Ho certamente tralasciato qualche personaggio, in questa breve rassegna. Magari la aggiornerò, o la completerete voi che passate di qui!

Buon Natale 2013, orribili zozzoni!

Di seguito, un’immagine delle orripilanti luminarie arcobaleno, che il sindaco di Roma, un uomo molto brutto, ha deciso di sostituire a quelle tricolore, che invece erano molto più belle ed esteticamente eleganti. Sono assolutamente pro-LGBT, ma ste luminarie fanno cacare:

luninarie

Annunci

Tag:, , , , , , , , , ,

La mia amica a Barcellona mi segnala un simpatico post che parla dei peggio regali di Natale e ne segnala 10. Il post è questo QUI.

Sì sì sì, ci sta tutta. Candele, libri, intimo, cofanetto DVD, pacco di pasta a forma di cazzo, parannanza con busto del David, maglia della Juventus, regalo allusivo, regalo equo e solidale e regalo gastronomico. Tutte cose che ho fatto o che ho pensato di fare. O che ho ricevuto.

A parte la maglia della Juventus.

Certo, all’appello manca qualcosa, e mi sento di doverlo segnalare. All’impeccabile lista, aggiungerei 5 regali che secondo me dovrebbero entrare a pieno titolo nei regali di Natale peggio.

1. La cornice. E ci metterei in mezzo anche la variante cornice digitale, versione smart del regalo più puzzoso che si possa fare e ricevere. Era puzzoso quando ancora le foto si sviluppavano, adesso riacquista senso come oggetto vintage. La versione digitale è talmente scacciafiga che ve la potrebbe regalare solo uno che gira con il marsupio.

2 Il docciaschiuma particolare. Non potendoti regalare un Palmolive o un Dove, ripiegano sulle versioni più sofisticate, con aromi derivati dalle cose più strane possibile, dal cioccolato dell’Uruguay alle arance di Sicilia, fino alle bacche selvatiche del’Amazzonia. Un regalo considerato sempreverde, perché si presume che tutti si lavino, almeno una volta l’anno. Spesso all’orrido regalo si accompagna una spugnetta di quelle mezze abrasive, che fanno anche male fisico.

3 Il Gadget da cucina. La fantasia dei designer si sbizzarrisce, con mestoli a forma di pagaia da canoa, padelle a racchetta da tennis, posate con l’impugnatura bizzarra o tazzine da caffè colorate che sembrano bicchierini di plastica stropicciati.

4 Il libro di ricette. L’ondata agghiacciante di programmi televisivi e reality sulla cucina ha prodotto come devastante conseguenza un proliferare di pubblicazioni mangerecce e ricettari vari, che nessuno di noi avrà mai il tempo di sperimentare o anche solo consultare, abituati a consumare piatti semifreddi e semilavorati, precedentemente riposti in frigo incelofanati.

5 La Smartbox. Una cosa che ti fa sentire in dovere di utilizzarla, anche se non ti va, non ce voi annà, non te piace il posto e non te piace il tipo di attività che qualcun altro ha scelto per te. Sì, perché capita pure che ti regalino la Smartbox avventura, tipo parapendio mortale, surf con gli squali, sul trapezio del circo Togni, per farti evadere dalla tua monotona vita di merda.

Ecco, io ho ritenuto doveroso fare queste aggiunte, ma lascio a voi la possibilità di descrivere quello che voi considerate un vero regalo di Natale di merda.

A voi la parola!

E Buone Feste!

A conclusione, metto una bella foto che ho rubato ad un twittero che seguo con passione, Alessandro Tapparini, che ha postato una bellissima immagine dall’Università di Yale.

christmas tree

Tag:, , , , , , , ,

Vorrei tranquillizzare il web nonché il mondo intero. La maledizione non ha mancato di avverarsi anche durante queste feste natalizie 2012/2013.

Era difficile quest’anno. Ed il fatto che sia successo ugualmente è quindi la prova che la maledizione esiste, c’è, ed è una vera stronza.

Perché io sono stata attentissima. Mi sono coperta, mi sono riguardata, non ho mangiato neanche il pesce crudo, non ho bevuto, non ho frequentato persone con l’influenza, le ho anche schifate sui social network, tante volte trasmettessero germi in bit scambiati.

Eppure… è successo: ho vomitato.

Apparentemente per nessuna, nessunissima ragione al mondo. Sì, ok, effettivamente per andare al risparmio sono stata a cena a San Silvestro in un posto veramente indegno, dove la cena era abbastanza schifida e di infimerrima qualità. Però, insomma, io pensavo di non digerire bene, di non stare al top, ma non avrei mai pensato di svegliarmi in preda al malanno delle feste! Non avrei mai pensato di vomitare tutta la cena tra atroci sofferenze! E non era neanche di pesce!

Ma non vorrei che ora il mondo si preoccupasse oltremodo. Sto bene, insomma una vomitata notturna non mi ha rovinato le feste.

E’ molto peggio il fatto di tornare il ufficio domani.

In inglese si dice post vacation blues, o post holiday blues. Ed è una merda.

post holiday blues

Tag:, , , , , , , , , ,

E’ matematico. E’ una maledizione. Arriva il Natale e io mi ammalo. E sai, può capitare a tutti un po’ di influenza, un po’ di..raffreddore…che so io, della sana tosse grassa! Ma no, tutto questo è roba da pivelli. Io a Natale mi becco quella mega, quella tosta, quella di stomaco, quella che vomiti un numero a due cifre di volte al giorno. Mi coglie all’improvviso, mentre azzanno una fetta di pandoro o mentre tento di digerire astici, aragoste, impepata di cozze, ostriche vive, tagliolini all’uovo…

Mi tiene lo stomaco sottosopra per tutte le sante feste. E nelle foto o non ci sono, o vengo pallida come una tavoletta del cesso. Niente abbigliamento dei giorni di svacco. Largo invece a pigiami caldi, coperte di lana a quadrettoni e capelli da sfollata.

Niente sano alcolismo delle ferie. Camomilla, teuccio, orzetto, riso in bianco, patatina lessa e, al posto del caffettino, un’ottima enterogermina per risanare la flora intestinale.

Ho avuto tre influenze durante gli scorsi due mesi circa. Gola rovente, naso liquido a profusione, febbre da ronzino, malori improvvisi, svenimenti incontrollati, cefalee assassine e altre simpatiche risate. Però… niente vomito!

Questo mi rende assolutamente vulnerabile a qualsiasi virus che preveda questa odiosa forma di malanno.

Che dire, avrete mie notizie…

vomito

Tag:, , , , , , , , ,

Le luci cinesi sono colorate e da interni.

Le luci cinesi costano poco.

Le luci cinesi le attacchi all’interruttore ma si illuminano senza bisogno di accendere l’interruttore. E questo è strano.

Le luci cinesi si illuminano molto di più una volta che tu accendi l’interruttore.

Ma è comunque inquietante che si illuminino a interruttore spento.

Le luci cinesi mi mettono un po’ d’ansia.

Se casa mia andrà a fuoco, sappiate che è colpa delle luci cinesi.

IMG01070-20121214-1035

Tag:, , , , , , , ,

Su, ok che c’è la crisi, ma fare i regali di Natale è una cosa bellissima e molto piacevole. Vorrei fornire poche, semplici regole per quel quarto d’ora che vi siete concessi nel quale farete tutti i regali per tutti.

La strategia che propongo per il Natale 2012 si chiama: strategia a cazzo di cane, ma non troppo. Si sviluppa in 10 semplici ma preziose regole.

Regola numero 1: CAOS

Come avrete intuito, non si parte da un piano prestabilito. Si mette il piede fuori casa solo con una vaga idea del numero, dell’età e del sesso delle persone che sono nella nostra smilza lista regali. Assolutamente vietato stilare lista cartacea accoppiando ad ogni nome il regalo che si intende comprare ad ognuno. Tabula rasa.

Regola numero 2: PIEDANIA

Si esce rigorosamente a piedi, niente macchina, niente traffico, niente parcheggio. Lo stress è una brutta bestia e mina notevolmente la nostra capacità di scelta e la tranquillità di un meritato quarto d’ora di shopping. Lasciamo a casa la macchina. Va da sè che stiamo escludendo logicamente ogni acquisto fatto in centri commerciali, ai quali si arriva per lo più con la macchina.

Regola numero 3: RANDOM

Fermarsi a 4/5 negozi che ci fanno gola, senza pensare esattamente a cosa vogliamo trovare. Guardiamoci intorno e scegliamo oggetti di medio prezzo, piccoli presenti che ci attraggono per qualche motivo in particolare. Vale qualsiasi tipo di negozio: abbigliamento, sport, farmacia, libreria, accessori, intimo…

Regola numero 4: PRICE RANGE

La spesa media per ogni regalo parte dai 3 euro e non deve assolutamente superare i 20 euro. Il prezzo ottimale si aggira intorno ai 10/14 euro. Per le persone particolarmente speciali può raggiungere i 50 ma mai superarli.

Regola numero 5: VERDONI

Pagare solo in contanti. Per avere davvero la percezione del fatto che effettivamente stiamo spendendo dei soldi bisogna compiere il gesto di tirarli fuori. La carta frega un botto.

Regola numero 6: MARCA

Bandite le bancarelle. Potete trovare merce non troppo costosa anche lì, dove abita la marca, per fare la vostra porca figura anche spendendo il giusto.

Regola numero 7: GHEPENSIMI’

I regali si fanno in autonomia, in solitudine. Non dobbiamo ascoltare il suggerimento dell’amica, del cugino, del conoscente incontrato per caso. Siamo perfettamente in grado di distinguere una ciofeca da un regalo carino. E da soli siamo anche molto più espeditivi.

Regola numero 8: L’INNECESSARIO

Fate uno o due regali a persone alle quali non pensavate assolutamente di fare nulla. Il prezzo in questo caso non può assolutamente superare i 5 euro.

Regola numero 9: NO-CHOOSY

Nessuno è perfetto, neanche un regalo. Il regalo perfetto non esiste. Non siate troppo choosy. L’importante è scartare.

Regola numero 10: SMILE

Non sorridere mentre si fanno i regali di Natale è una merda. Vi verranno tutti malissimo e saranno orridi e inutili. SMILE!

Tag:, , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: