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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Tag Archives: fumetti

Charlie Brown deve essere quello che soffre, perché è la caricatura dell’uomo medio. La maggior parte di noi ha molta più familiarità con la sconfitta che con la vittoria. Vincere è meraviglioso, ma non fa ridere.

Charles Schulz, 2 ottobre 1975

cb

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Ogni tanto anche gli scrittori muoiono. Un po’ come tutti noi, disgraziatamente. Capita.

Molto più raro, quasi impossibile a dire il vero, è che muoiano le storie che hanno raccontato, le immagini che hanno colorato, i mondi che hanno inventato o i personaggi che hanno lasciato vivere. Certe parole, certi nomi …a volte basta un cenno per aprire la porta a mondi di fantasia che tornano vividi alla memoria. Così io non ho potuto fare a  meno di sentire un brivido, un’emozione forte, quando ho visto questa vignetta:

ismael

Call me Ishmael. E’ la prima cosa che leggi quando apri Moby Dick. Moby Dick è stato scritto più di 150 anni fa. E’ tanto tempo. E’ tradizione che la Walt Disney si occupi delle riscritture dei grandi classici della letteratura, o di momenti cardine della storia mondiale, o di personaggi che hanno lasciato un segno nel nostro tempo. Ricordo che all’Università avevo un professore di storia particolarmente divertente e bravo che a lezione ci fece vedere un cartone animato di Walt Disney che raccontava la Rivoluzione Americana. Credo fosse parte di La Storia Universale Disney.

Dal numero 3003 del Topo è possibile tuffarsi nelle acque solcate dalla baleniera comandata dal capitano Quackab. Non perdetevi questa chicca, perché è davvero impressionante. La cosa più bella secondo me? La dignità che il Topo ha dato alla storia drammatica della caccia alla balena bianca. Perché la storia di Moby Dick è drammatica, a tratti onirica, simbolica. E leggere questo fumetto a puntate è davvero come trattenere il fiato e guardare tutto da sott’acqua, con gli occhi aperti e che pizzicano. E’ un racconto macchiato del blu delle acque salate, che filtra i dialoghi dei paperi navigatori come un velo steso disordinatamente su una memoria a metà tra sogno e incubo. Questo velo, i ghigni alterati dei cattivi, le figure insolite dei nostri eroi piumati, riescono fare in modo che anche un bambino sappia cogliere la tensione drammatica della narrazione di Melville.

E’ anche così che funzionano le riscritture postmoderne.

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Ci siamo, manca pochissimo e uscirà il numero 3000 di Topolino. Mi ricordo perfettamente quando uscì il numero 2000. Ero piccola, il Topo lo compravamo solo di domenica perché era la giornata in cui mi veniva concesso di spendere dal giornalaio. Era la giornata delle figurine, a volte delle orribili buste giochi…

Insomma, Topolino 3000. Ho ricominciato a leggere il Topo dopo anni che lo avevo messo da parte. L’ho ripreso e ci ho trovato un mondo, un mondo che mi interessa ora più di quando ero piccola.

Ci ho trovato spunti di riflessione sull’imprenditoria, sulla disobbedienza fiscale e civile, sulla crisi economica europea. Ultimamente ci ho trovato anche spunti sull’ambientalismo, come questo sketch:

ambientalismo

Se Charlie Brown è la mia scuola filosofica, Topolino è il mio settimanale di libera informazione.

Perciò aspetto con un certo entusiasmo il numero 3000. Spero solo che prima o poi si smuova la situazione tra Topolino e Minnie, che ormai giocano ai fidanzatini pudichi da veramente troppo tempo:

topolino e minnie

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Schulz diceva di non essere Charlie Brown. Anche se poi aveva il suo stesso nome, aveva un cane, e suo papà era un barbiere. Proprio come  Charlie Brown.

Anche se sono piccoli parlano come i grandi. Per capire di cosa è fatto l’essere umano puoi leggere di psicologia, puoi leggere la grande letteratura di ogni secolo, ma niente riuscirà a spiegartela meglio dei Peanuts.

Al contrario di ciò che il  mio avatar potrebbe far pensare, i miei personaggi preferiti sono sempre stati Charlie Brown e sua sorella, Sally. Lui è quello saggio e posato, insicuro e riflessivo, che non riesce a dichiarare il suo amore alla ragazzina dai capelli rossi. Sente una grande responsabilità verso la sorellina più piccola quindi cerca sempre di rendersi d’aiuto e di insegnarle le cose che ritiene di aver imparato.

Lei è quella indipendente, anche se in realtà chiede sempre consiglio al fratello, per qualsiasi cosa, salvo poi interpretare di testa sua i consigli semplici e diretti del bambino con la testa rotonda, che quindi finisce per starsene lì rassegnato, limitandosi ad assistere alle sue idee bislacche.

Non si vergogna di niente. Sally…Sally è il dottor Kelso. Come lui, ha quel modo spassoso e inattaccabile di essere irriverente e non politicamente corretta. Inattaccabile per il semplice fatto che è sincera all’eccesso. Si presenta per quello che è e non si pone neanche il problema di piacere a tutti i costi.

Per lei non esistono mostri sacri. Segue il suo filo logico nei ragionamenti e ritiene che le sue conclusioni siano perfettamente accettabili:

La mia vignetta del cuore riguarda una giornata in particolare, nella quale Sally è preoccupatissima per la recita scolastica. In realtà il suo ruolo è assolutamente secondario, quasi accessorio. Una sola è la frase che deve imparare. Anzi, una sola parola: ASCOLTATE! Si aggira per casa ripetendo tutta seria: ASCOLTATE! Ma ha il terrore di dimenticarlo. Così chiede consiglio al fratello, che la rassicura dicendo che la cosa fondamentale è che non se ne stia lì sul palco in silenzio e che, eventualmente, dica una cosa qualsiasi, tanto per non fare scena muta.
Al momento di entrare in scena, ovviamente Sally dimentica la battuta. Nel panico, segue il consiglio del fratello e dice la prima cosa che le viene in mente: Bastone da Hockey! E poi se la prende con lui per la figura di merda.

Ma probabilmente la sua parte allo spettacolo non intendeva ricordarsela davvero, perchè Sally odia la fatica. Complottista, egoista, sbrigativa, odia i doveri, odia i compiti a casa ed è convinta di essere molto furba e di trovare un modo geniale per aggirare gli ostacoli che non intende saltare. Suo fratello la mette sempre davanti alla realtà delle cose, ma Sally odia qualsiasi realtà che le sia scomoda. Il suo scopo è sempre trovare un modo per non fare quello che non ha voglia di fare.

Tutti abbiamo pensato una volta nella vita che non avevamo alcuna voglia di aprire il libro e iniziare a studiare, o che la filosofia è più noiosa della televisione (anche se non lo diremmo mai davanti ad un radical chic), o che studiare idrografia è una cosa inutile.

Solo che lei lo dice ad alta voce.

E visto che, anche se lui, Schulz, non c’è più,  oggi sarebbe il suo compleanno, auguri:

[…] se poesia vuol dire capacità di portare tenerezza, pietà, cattiveria a momenti di estrema trasparenza, come se vi passasse attraverso una luce e non si sapesse più di che pasta sian fatte le cose, allora Schulz è un poeta“.
Umbeto Eco

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C’è questa specie di pozzo che in realtà è una prigione, ma non è chiaro il motivo per cui ci dovresti essere sbattuto dentro. Ne esci? No. O meglio, puoi uscirne solo se ti fai una mega arrampicata. Nessuno ce la fa, ma non perché non sono abbastanza forti, ma perché non c’hanno… come ti posso dire… non c’hanno abbastanza anima! E questa prigione sta nel mezzo di una territorio brullo, apparentemente non lontano da un resort sul Mar Rosso, comunque in location vagamente arabeggiante.

Ad ogni modo, in questa prigione non è chiaro come vengono smaltiti i rifiuti, o come arriva l’acqua, o come ci sta gente che ci lavora, tipo… Non è chiaro neanche che tipo di collegamento abbia con Gotham City, che alla fine a rigor di logica si dovrebbe trovare parecchio lontano, qualcosa come 15 ore di aereo, più o meno, senza contare il tempo che perdi con gli scali. Ma tu e il tuo nemico ci mettete un attimo, come se foste scesi un secondo a comprare le sigarette. Puf! Forse c’è un Italo superveloce tra Gotham City e il pozzo. Queste sì che sono infrastrutture degne di questo nome…

Pare tra l’altro che nel pozzo ci sia un eccellente fisiatra, o pranoterapeuta, e anche un cieco che ne sa un monte e può dirti un botto di verità alle quali non saresti potuto arrivare da solo. Ah, nel pozzo parlano tutti americano e c’è un ottimo collegamento a internet, infatti puoi vedere in streaming tutto quello che succede a Gotham City.

Poi c’è una setta di gente molto cattiva, che ha qualcosa a che fare con il pozzo, o prigione, che dir si voglia. E insomma lo scopo fondamentale dei cattivi è gettare Gotham City in una deriva stalinista di giustizia sommaria contro il capitalismo, per farla poi esplodere subito dopo. Per giunta nevica. Mondo boia…

Meno male che alla fine ti sei ripreso e hai rimesso più o meno tutto al suo posto. Hai pure trovato l’aiutante, nonché la ragazza, che tra l’altro picchia forse meglio di te e nel caso ti può pure tornare utile.

Alla fin fine, dobbiamo rassegnarci al fatto che continueremo a pagare un sacco di soldi per il petrolio, perché non siamo pronti per l’energia pulita.

E comunque Batman somiglia sempre di più a Berlusconi. Cavaliere, non più giovanissimo, imprenditore, ricco, pieno di figa (e non tutta affidabile…) e ci ha salvato dal comunismo. E non rassegna mai le dimissioni. Chissà se alla fine si deciderà a lasciare il testimone a Alfano…o al limite a Robin!

Vabè comunque è divertente eh… so io che sto a diventà vecchia.

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