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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Tag Archives: ikea

Vorrei raccontare una storia.

La storia è quella di una giovane donna, una mamma single. La vita di una mamma single non è facilissima, ci sono un sacco di cose che devi fare da sola. Ma lei riesce a sorridere, perché prende in prestito una vecchia canzone di Aretha Franklin, che si chiama One Room Paradise, e la canzone dice che per essere felice non ha bisogno di altro che del suo piccolo paradiso a una stanza e dell’uomo che ama. La storia è quindi molto semplice. La giovane donna vive in una piccola casina con suo figlio, che è l’uomo che ama, e grazie ai mobili dell’Ikea riescono a trovare spazio per tutto, anche per un cagnolino, e riescono ad essere felici. Lei si prende cura del figlio in modo totale e amorevole, e quando si concede uno strappo alla regola è l’ometto di casa a preparare la colazione e portargliela a letto, e ad asciugare le sue lacrime quando un film fa commuovere tanto. Anche questa è una famiglia tradizionale, perché l’amore è la cosa più tradizionale che esista.

Fine della storia.

Vi è piaciuta?

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Mi piace pensare che non dipenda solo dal prezzo. No, non è solo per quello che non compro carne rossa. In effetti non ne compro tanta perchè è difficile trovarne di buona. Quella che trovi al supermercato butta fuori un bicchiere d’acqua ogni volta che la scaldi appena appena in padella. Questo non va bene, perciò o la mangio buona o non la mangio per niente.

E poi è cara.

Ad ogni modo, i nutrizionisti stessi consigliano di sostituire la carne con i legumi. Devo ammettere, però, che non rivestono esattamente la stessa attrattiva. Per prima cosa, i legumi non si possono fare al sangue, cosa che trovo estremamente disdicevole. Non si possono neanche fare alla pietra, nè se ne può fare la fondue. La carne, invece, è roba raffinata. Ecco spiegato perchè la cucina a base di legumi viene anche detta cucina povera.

Francamente darmi alla cucina povera non mi attira proprio …mentalmente. Perciò le darò un nome diverso: da adesso in poi le conferirò un respiro internazionale, la chiamerò crisis cuisine. Io sono, d’ora in poi, una crisis chef.

Rendere interessante un fagiolo borlotto non è mai stata impresa facile. Tutto va fatto in un certo modo, altrimenti si rischia di cadere nella banalità più profonda. In questi giorni ho ripescato una ricetta di antica tradizione che alcuni hanno dimenticato e ingiustamente schifano. Io, invece, la propongo a chi avrà la pazienza di seguirne i delicati passaggi.

La ricetta che vado a proporre l’ho chiamata thon haricots.

Ingredienti: fagioli borlotti, olio, tonno, sale, pepe.

In un pentolino di dimensioni medio-piccole, antiaderente, possibilmente di nuova generazione, con fondo rivestito in ceramica, lasciar coccolare un filo d’olio a fuoco lento.
Aggiungere il contenuto di una confezione di fagioli borlotti Auchan, privandola prima del fastidioso liquido di conservazione dell’alimento.
Con un cucchiaio, mescolare delicatamente assicurandosi che i legumi sopraversati siano ben amalgamati con l’olio coccolato.
Aggiungere un pizzico di sale e pepe q.b.
Aggiungere il contenuto di una scatoletta di tonno RioMare, espellendo l’olio di conservazione in eccedenza.
Mescolare con cura, assicurandosi di utilizzare lo stesso cucchiaio di cui sopra.
Non appena caldo e fumante, adagiare il contenuto del pentolino su un piatto in ceramica dell’Ikea.
A piacere, accompagnare il piatto con del pane fresco di giornata o scongelato.

Buon appetito!

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Si possono ascoltare cose meravigliose soltanto facendo un giro in tram o in un qualsiasi autobus a Roma, usciti dall’ufficio, verso la metà del pomeriggio.

E poi in questo periodo, con le luci di Natale accese a metà (perchè fa freddo a metà e quindi è Natale a metà), sembra tutto più inverosimile del solito. Quello che gira per strada è una miniera di anomalie. E non sono solo i matti a dire cose strane e pazzesche.

Così, ti può capitare la vecchietta avvezza al turpiloquio che si interroga sulla vita sessuale del Papa e racconta sconce storie da monastero misto. Ti può capitare di vedere arrivare a grandi passi un uomo che si lamenta ad alta voce della moglie, dell’amante e dei figli con la febbre. Puoi vederti correre davanti un grosso cane e subito dietro il padrone che correndogli appresso grida: “CESAREEEEEEEEEEEEEEEEE”

Può capitarti di sentire un barbone che racconta al compare quanto rimorchiava da giovane e due signore apparentemente distinte vantarsi di essere state corteggiate da Vittorio Sgarbi, da un famoso giudice e da un idraulico che pretendeva un pagamento in natura.

E poi un pomeriggio di dicembre cammini in Piazza del Popolo. La gente si avvantaggia e compra già qualche regalo di Natale. Ti passa vicino una coppia sulla trentina e vedi lui che tenta di far ragionare lei, senza successo, e senti lei urlare:

NO!
Non ho niente contro i comodini!
Non ho un problema con i comodini!

Pazzi o sani che siano, hanno tutti a che fare con cose piccole e fondamentali. Sono i loro problemi quotidiani. Sono strani, gente stranissima. E’ ovunque. Questi qui si aspettano solo che dopo tutta la fatica di acchiappare un cane che scappa o di scegliere il comodino giusto per la casa evitando di litigare a morte, ci si possa godere qualcosa della vita, senza stare lì, sempre ad un centimetro di separazione tra il marciapiede e il tuo culo. Questi si aspettano che il governo gli migliori la vita, ma alla fine lo sanno che è meglio non sperarci troppo.

E il comodino, lo facciamo all’Ikea.

Di seguito, una rivisitazione del concetto di comodino:

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