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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Tag Archives: Obama

Andiamo, siamo sinceri, per una volta. Non sapevamo più che dire del Colosseo. Ci avevamo girato film, ci avevamo messo dentro i gladiatori, perché quale luogo migliore del Colosseo per un colossal? Avevamo mandato i giornalisti a scovare il famigerato losco giro dei centurioni che si fanno pagare per fare le foto con i turisti. Avevamo fatto ammirare questa bellezza diroccata a presidenti di variegate nazionalità. Ci avevamo pure messo la gay street attaccata. Poi avevamo lanciato l’allarme che potesse crollare sotto i colpi delle sospensioni delle auto, dei bus, del tremolio della metro, che è più diroccata di lui.

Eravamo decisamente a corto di idee.

Poi arriva Obama, gli dà un’occhiata e …di grazia…cosa avremmo voluto sentirgli dire? Che è meraviglioso? Che il nostro è un grande paese con una grande cultura? Che negli Usa non hanno resti dell’antica Roma e beati noi che invece ce li abbiamo?

Obama si è guardato intorno e ha detto: è più grande di un campo da baseball.

Apriti cielo! Agli italiani bigotti toccagli la tradizione e sei il nemico numero uno. Ma mr. Obama ci ha reso una cortesia insperata, amici. Ha preso le macerie usurate della nostra pomposità e le ha colorate con i pastelli di un gusto pop che il Colosseo non ha mai avuto.

Voi avete Roma, noi il baseball, siamo venuti dopo, ma sticazzi.

E io immagino la figata fotonica di una partita di baseball dentro il Colosseo. E improvvisamente ho voglia di andarci. Una voglia che non avevo da 20 anni.

Grazie, Obama.

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La Contessa aveva ragione, e anche gli sciamani peruviani. Si dirà di tutto su queste elezioni, ma la verità è che è sempre difficile battere il presidente uscente. Anche se sei figo. E la Contessa non pensava che Romney fosse un gran figo.

Eppure stavolta il risultato non era scontatissimo, il che significa che alla gente non è che Obama abbia fatto impazzire. Ma significa anche che alla fine, nonostante la disoccupazione, il debito pubblico, la crisi economica e la Bengasi di turno, la gente ha comunque pensato che Obama era meglio di Romney. E badate, non è che Obama abbia poi vinto di pochissmissimo eh! Ha vinto, e basta. E ha vinto non male. NON come il 2008 ma non male.

Quindi niente hanno potuto neanche i molti scontenti della riforma sanitaria, i cristiani, i cosiddetti pro-life, gli studenti che non trovano lavoro dopo essersi indebitati per pagarsi il college, ecc.

Quindi evidentemente all’America va bene così. Evidentemente la direzione è un’altra. E bisogna che il GOP ne prenda atto. E’ impossibile determinare (almeno adesso) cosa abbia pesato di più. Dicono i giovani, dicono gli immigrati, dicono le donne. E se dicono così vuol dire che tutto sommato il voto è stato determinato dalla posizione della gente sui temi che sente più vicini, dalle cose che pesano davvero nella vita delle persone, nel privato. Perchè, parliamoci chiaro, quello che Romney diceva sull’economia  … era giusto cavolo! E…quindi?

Quindi il GOP deve iniziare a capire che se vuole essere il partito del primato dell’individuo, all’individuo non deve rompere i coglioni. Non deve fargli la morale sull’aborto, sulle nozze gay, su quanta marijuana fumi, su quante volte vai a messa (se ci vai). Si deve sciogliere, deve rendersi più moderno, più competitivo. Alla gente puoi snocciolare dati sulla disoccupazione, sul debito pubblico, sull’economia, ma alla fine dirai una cazzata che ti fotterà. E tu non devi metterti nelle condizioni di farti fottere. Devi stare al passo con i tempi.

Altri tre stati (Maryland, Maine, Washington) hanno detto, tramite referendum, che alla gente non disturba affatto se uno di sposa con una persona dello stesso sesso. Anzi, faccia pure. In Florida hanno detto che tutto sommato se una vuole abortire, va bene. In Colorado hanno detto che se ti vuoi fare una canna ad una festa, non sarò io ad impedirtelo. In Massachusets hanno detto che magari farti una cannetta ti può aiutare come terapia anti dolore se hai un malaccio e vuoi soffrire di meno. A Los Angeles si interrogano sul fatto che le porno star debbano o no usare preservativi durante le riprese di capolavori erotici. In Wisconsin è stata eletta la prima senatrice dichiaratamente omosessuale.

Insomma, non so se è chiaro, ma la destra deve imparare a capire la direzione nella quale la società si muove ed evolve. Perchè la società non sta ferma, non è mai stata ferma, non vedo perchè dovrebbe iniziare adesso che tutto si muove più velocemente di sempre. Deve imparare a parlare la lingua del presente, e deve imparare a farlo con un linguaggio di destra, oppure non farlo per niente.

E questo, sia chiaro, non vale certo solo per gli Stati Uniti.

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Come praticamente tutti voi saprete, ci siamo: negli Stati Uniti si vota per il nuovo presidente. E come forse molti di voi ricorderanno, la Contessa aveva fatto il suo pronostico. L’ho chiamata stamattina per avere ulteriore conferma. Mi ha detto che a lei in fondo non cambia niente, ma che però vincerà Obama. A differenza del 90% del pianeta, la Contessa preferirebbe che perdesse. Ma purtroppo secondo lei vincerà.

Adesso scappa fuori che c’è chi la copi, e con parecchio ritardo.

Ad esempio, Gramellini. Mi preme sottolineare che le motivazioni che la Contessa adduce sono notevolmente più credibili.

E poi lggo con stupore che anche alcuni sciamani peruviani hanno predetto la vittoria di Obama.

Tutti copioni, che non sanno portare argomentazioni altrettanto forti ma che vogliono per forza dire la loro.

Non possiamo sapere come andrà a finire. Possiamo solo dire che la Contessa ha fatto prima di Gramellini e degli sciamani peruviani. Poi, se avrà avuto ragione, lo sapremo presto.

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L’unica voce autorevole per sapere cosa pensa davvero la gente delle primarie del Pdl, è la Contessa.

Andiamo per ordine. Innanzitutto pare che la Contessa abbia apprezzato che Berlusconi abbia deciso di non ripresentarsi.

Oggi Stefania Craxi ha detto che si voleva candidare pure lei. La Contessa non la voterebbe. Anzi, ha accolto la notizia con una certa ilarità.

Su Oscar Giannino, la Contessa commenta: per carità, Giannino no!

Per inciso, la Contessa apprezza il fatto che non mandino più la Gelmini a chiacchierare in tv.

Riguardo a Daniela Santanchè, la Contessa è piuttosto critica, e non ha usato termini delicati, ma apprezza il fatto che sia litighina e che non l’azzitti.

In sostanza, la Contessa voterebbe Alfano, ma solo nel caso in cui non si presentasse Giorgia Meloni, riguardo alla quale pensa che se deve fa vvedè ddi ppiù, sennò la ggente no la conosce.

Ah, all’inizio credeva che Obama non potesse rivincere. Poi ha visto che lo sfidante era Romney, e adesso non è più tanto sicura.

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Ovviamente non ho seguito il dibattito in diretta. Ma posso dire che in differita ne ho seguito i punti chiave: tasse, sistema sanitario, sicurezza. Dicono che il dibattito tra i vice, per forza di cose, sia meno indicativo, meno importante per i sondaggi, meno incisivo sull’opinione pubblica. Personalmente, non la penso così. Anzi, proprio il fatto che avvenga tra due figure minori lo rende senza esclusione di colpi, e per questo mi ha interessato più che quello tra i big.

I due, Biden e Ryan, si sopportano poco.  Nessuno dei due mi sembra un’aquila. Nessuno dei due mi è particolarmente simpatico. Uno ride forse un po’ eccessivamente, come se gli stessero solleticano una chiappa da dietro la sedia; l’altro ha sempre sti occhi sgranati, come se gli avessi appena detto che hai 5 coglioni, di cui uno ovale come una palla da rugby.

Li trovo buffi, tutti e due. Non saprei dire chi mi sembra più credibile.

Ma una cosa mi ha colpito, e mi colpisce in generale, tutte le volte che mi fermo a riflettere. E mi ha colpito anche ascoltando i due tipi dibattere tutti impegnati.

Non riesco a capire come si possa conciliare l’idea di uno stato leggero e non intrusivo, che personalmente mi trova assolutamente favorevole, con l’idea che io non possa decidere chi sposare o se abortire, perché quello stesso stato, che si auto definisce leggero e non intrusivo, lo decide al posto mio.

Se prendo una decisione che riguarda la mia vita, il mio futuro, il mio corpo e il mio benessere, lo stato non può che accettarla, perché non è superiore a me. Sono io, individuo, che vengo prima di lui. E una decisione del genere spetta a me, e a me soltanto.

Questi sono alcuni minuti tratti dalla parte del dibattito che ha riguardato l’aborto. Un argomento mooolto spinoso, che ti porta a dire delle banalità sconcertanti e per lo più dettate dalla tua sensibilità e dalla tua esperienza. E non potrebbe essere altrimenti:

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Ryan ha detto questa frase, che mi ha colpito parecchio: I dont see how a person can separate their private life from their public life or their faith. […]

Ah, interessante. Prima cosa, non capisco cosa c’entrano la vita pubblica e quella privata con la questione dell’aborto. E a proposito di questo, credo invece che le due cose debbano restare necessariamente ben separate. Ma come? Tutta la pippa sulla privacy, e poi la mia vita pubblica e quella privata coincidono? Non credo di poterlo accettare. Così come non mi frega niente di sapere con chi se la fa un politico o finanche il mio capo. Non voglio giudicare una persona per le sue scelte, per quello che ha deciso di fare per rendersi felice. Ognuno viene a patti con se stesso e con la propria coscienza. A me basta che un politico o il mio capo facciamo bene il loro mestiere, e pretendo che chiunque abbia lo stesso atteggiamento con me.

Capisco di più invece il collegamento tra vita privata e fede. Riesco a concepirlo. Conosco persone che pur di non abortire hanno tenuto un figlio con problemi gravissimi, hanno partorito a 16 anni o sono rimaste mamme single. Conosco queste persone e le ammiro. Ma non è detto che tutti abbiano la stessa forza, non è detto che tutti abbiano la stessa fede, e non è neanche detto che tutti abbiano una fede. E questo al di là del fatto che abortire sia una cosa brutta, una cosa che non si fa come si starnutisce o come ci si toglie una caccola. Questo sembra che Ryan non riesca a capirlo.

Afferma poi:  The policy of a Romney administration is to oppose abortion with exceptions for rape, incest and life of the mother. 

Mi interessa soprattutto la questione della vita della madre. C’è una differenza tra sopravvivere e vivere, mi pare talmente ovvio da essere ridondante. Tu, che difendi la vita, come puoi decidere quale delle due vite valga la pena salvare? Mh? Quale vale di più? Quella di una madre, che magari è anche moglie, e che a sua volta è una figlia, sorella, amica, e che magari potrà provare ad avere altri figli in futuro (visto che evidentemente questa gravidanza non è andata a buon fine), o che magari deciderebbe di adottare un bimbo in difficoltà qualora non riuscisse ad averne di propri; o quella di un bambino che, per quanto preziosa, appartiene ad un essere umano che non è ancora cosciente di esistere? Capisco che non è facile rispondere…lo capisco. Pro life, d’accordo. Ma la life di chi? E quindi perche’ chiamarsi pro life? Boh…e’ strano.

E sì, sono d’accordo con Biden, che dice: I accept my Church’s position on abortion as a de fide doctrine. Life begins at conception. I accept that position in my personal life. But I refuse to impose it on equally devout Christians, and Muslims and and Jews…I just refuse to do that, unlike my friend here, the Congressman. I do not believe that we have a right to tell other people, women that they cannot control their body.

Ecco. Ha ragione lui.

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In un momento in cui il suo job approval non è decisamente alle stelle, Obama ha deciso di giocare la carta della tolleranza, anzi, della supertolleranza.

Sono solo parole, ovviamente, ma hanno un peso. Decide di giocarsela. Va alla Abc, e non è certo una tv a caso. È la stessa che ospita lo spassosissimo The Ellene Degeneres Show, nel quale la moglie Michelle si era esibita in una serie di flessioni non più tardi del febbraio scorso, assieme alla simpatica conduttrice dichiaratamente omosessuale che dà il nome al programma stesso, felicemente coniugata con l’attrice Portia de Rossi. Una celebrità negli Stati Uniti, molto amata dal pubblico e sostenitrice del partito democratico.

Va alla Abc, dicevamo, e si dichiara favorevole ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Che c’entra la Marvel in tutto questo? C’entra, perché è degli ultimi giorni la notizia che, nel prossimo numero di X-Men, il numero 51, che uscirà nelle edicole statunitensi a giugno, il supereroe Northstar dirà addio alla vita da scapolo, sposando Kyle, il suo fidanzato…

…CONTINUA A LEGGERE SU NOTAPOLITICA.IT

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