15/05/2013 Nuovo Sei terribile, Muriel

Questa storia si chiama Il Matrimonio di Muriel. Ma partiamo male perchè il matrimonio di Muriel è finto. E’ tutto finto, è tutto sbagliato. Per cominciare, il suo nome è sbagliato. Non si chiama mica Mariel! Ma si fa chiamare così da quando ha deciso di non essere se stessa. Poi è sbagliato perchè al posto di sua madre c’è l’amante di suo padre, e le damigelle sono quelle zoccole che l’hanno cacciata via, e la sua amica quella vera, Rhonda… non la riconosce più.
Insomma il matrimonio è finto. Una roba inutile, come lei, come le ha sempre rimproverato di essere suo padre.
Inutile e brutta, Muriel. Ma sì, non c’è che dire, Muriel è brutta. Vive in un posto che mette un’ansia pazzesca, con una famiglia di fannulloni, un padre frustrato e una madre infelice. E sua sorella le dice sempre, sei terribile, Muriel, perchè nonostante la sua sfiga cronica ne combina di cagate sta Muriel, nel tentativo di scappare da se stessa.
Quando dice Sarò un successo pensa che significhi essere come gli altri. Bah, e pensare che per dare una svolta non mancava tanto. Quando viveva con la sua amica vera a Sydney diceva: da quando sono qui non ho ascoltato neanche una canzone degli Abba, e questo è perchè la mia vita è bella come una canzone degli Abba, è bella come Dancing Queen.
Invece inizia a pensare di poter scappare fingendo di essere diversa. E quando tutto va a puttane si rende conto che le buone occasioni non capitano due volte.
Capisce che sul lato inadeguato della vita si consumano sempre storie avvincenti. Sull’altro lato, copioni già visti, che non servono a nessuno. Almeno non a lei.
Bisogna lasciarsi raccontare la storia del matrimonio di Muriel per ricordarsi sempre di quanto è facile lasciarsi scappare l’essenza delle cose. E anche per avere elementi in più per individuare gli stronzi, tenersene alla larga e, laddove possibile, pisciarci sopra.
Spero di avervi incuriosito:
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14/05/2013 Topolino 3000
Ci siamo, manca pochissimo e uscirà il numero 3000 di Topolino. Mi ricordo perfettamente quando uscì il numero 2000. Ero piccola, il Topo lo compravamo solo di domenica perché era la giornata in cui mi veniva concesso di spendere dal giornalaio. Era la giornata delle figurine, a volte delle orribili buste giochi…
Insomma, Topolino 3000. Ho ricominciato a leggere il Topo dopo anni che lo avevo messo da parte. L’ho ripreso e ci ho trovato un mondo, un mondo che mi interessa ora più di quando ero piccola.
Ci ho trovato spunti di riflessione sull’imprenditoria, sulla disobbedienza fiscale e civile, sulla crisi economica europea. Ultimamente ci ho trovato anche spunti sull’ambientalismo, come questo sketch:

Se Charlie Brown è la mia scuola filosofica, Topolino è il mio settimanale di libera informazione.
Perciò aspetto con un certo entusiasmo il numero 3000. Spero solo che prima o poi si smuova la situazione tra Topolino e Minnie, che ormai giocano ai fidanzatini pudichi da veramente troppo tempo:

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11/05/2013 Crisis Cuisine #11
In tempi di crisi anche andare a cena fuori può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Specialmente quando il prezzo non è particolarmente alto. Ma fortunatamente puoi individuare le cene che vale la pena consumare low cost.
Mi spiace quindi che non abbiate preso parte con me alla Sagra della Porcata. A dispetto del suo nome…diciamo popolare, la Sagra della Porcata è un’alternativa geniale alle cene di classe, o anche semplicemente alle cene buone.
Le parole possono ingannare. Perciò propongo una galleria fotografica delle rinomate, sofisticate e sfiziose pietanze offertemi.
Iniziamo con entrée modeste. Questo antipasto ricalca la tradizione plebea del mangiar semplice e sano. Ingredienti: pain e un bel bicchiere di eau en bouteille.

A seguire plat frivole, composto di pasta a la italienne malade, con uno spruzzo di pomodoro sciapo, per non affaticare i reni e la pressione, e frit frit frit a volonté!

Il tutto innaffiato con vin gitan e boisson américaine.
Potrebbe bastare. Ormai sareste pieni e satolli. Coraggio, fatevi coraggio. C’è ancora l’ottima viande tendre avec du sauce inconnu.

Tranqui, vista la crisi non c’è il dolce. Potresti volerti rifare la bocca baciando un gatto randagio alla francese, ma forse è meglio un caffettino al baretto della piazza e un citrato triplo.
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04/05/2013 Amministrative 2013: Guida all’Uso del Candidato – 2
Man mano che si avvicina la data delle elezioni, la pressione sale. Eh sì perchè nella lista dei candidati del tuo partito, e di qualsiasi partito, mica vengono eletti tutti. Quindi è naturale che scattino i primi meccanismi in stile spy story. Quando incontri un altro candidato tuo collega e ti chiede Allora …come va questa campagna? il sottotitolo è Speriamo che te stia a annà demmerda…
E poi c’è una complicazione, si può dare la doppia preferenza, a patto che sia una a un maschio e l’altra a una femmina. E giù, anche qui scatta la spy story. Con chi si allea chi? E chi ti assicura che le alleanze siano solide? E’ una giungla. Nessuno ti fa domande tanto per chiacchierare.
Inizi a girare portandoti in borsa le chiavi di casa, il cellulare e un pacchetto di santini, perchè non sai mai quanti potenziali elettori puoi trovare in giro e non puoi farti trovare impreparato, no?
Mamma che ansia. Fortunatamente il collettivo autogestito Marxisti per la Selbmann non risente di queste pressioni, lavora con piacere e a pieno ritmo, incurante della concorrenza e immune ad ogni spy story.
Ecco gli ultimi manifesti che ha prodotto:


Per dire a tutti che la Selbmann si può votare convintamente e disgiuntamente….
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01/05/2013 Amministrative 2013: Guida all’Uso del Candidato
Dai …non fate i vaghi.
Ve ne siete accorti tutti, è ovvio. Magari dalle prime telefonate di chi non sentivate da 10 anni che, con la scusa di sapere come state, …ve la butta là, Oh, ma lo sai che me candido??? O magari dal primo santino elettorale che si è infiltrato timidamente nella vostra cassetta della posta, proprio accanto alla bolletta del gas. E’ probabile anche che lo abbiate trovato sul parabrezza, e lì per lì c’è scappata una bestemmia. No, non era una multa, meno male, eh? O forse ve ne siete accorti dai banchetti al centro, o dai volantini, o perchè la gente che cambia la foto del profilo su Facebook…
Sì, sono arrivate le amministrative 2013. Non so nella vostra città, ma nella mia (cioè a Viterbo) ci sono un botto, ma proprio un botto di candidati. E’ necessario fare chiarezza.
Tutti quelli che sentirete in questi giorni, fino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno disponibile per votare, si candidano al Consiglio Comunale.
Ero titubante. Non volevo dirvelo. Ma alla fine lo faccio, ve lo dico. Cari frequentatori di The Selbmann, me candido pure io. E già me pare de sentivve: eeeh! Tte pare? Cani e porci! Pure la Selbmann!
Sì sì adesso pensate che la sto buttando in caciara e che non è vero. D’altronde non sono una politica. Però voglio darvi una dimostrazione che è tutto vero:

Eccomi, appena dopo pranzo, immortalata dall’atroce, con la mia magliettina comprata all’Hard Rock Cafè.
Un po’ mi conoscete, potete immaginare che la mia è una candidatura lievemente sopra le righe.
Tanto per cominciare, gli amici che mia hanno fatto la grafica di questo bigliettino si sono dati alla pazza gioia alla notizia della mia discesa (o salita?) in campo, prendendola immediatamente molto sul serio:

Lo step successivo è stato quello di informare gli altri amici. E premetto che io ho praticamente tutti amici comunisti. Ma sai, gli amici si aiutano. E così, per rendere la mia candidatura più digeribile, hanno pensato di adattarla ai loro gusti, fondando un collettivo autogestito che si chiama Marxisti per la Selbmann. Ecco il manifesto che stanno diffondendo nel mondo:

Una mia cara amica poi, che per comodità chiameremo Renato, ha aperto una piccola agenzia stampa per informare tutti delle mie attività di campagna elettorale. Ecco la prima agenzia uscita:

Avrete compreso che la mia campagna elettorale è a dir poco insolita.
Ma devo dirlo…è divertente. Sarò la candidata che più si sarà divertita alla fine di questa strana, rocambolesca campagna elettorale.
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29/04/2013 Dialogo con la Contessa #23
IO: daje te metto dolce Mara…
CONTESSA: Ah, questa è la fia de Tognazzi. madò quanta ggente conosco…
IO: vedi Belen non ha preso mezzo chilo! E tu?
CONTESSA: Co ste panze quanto so rridicole! Pare che li sanno fa ssolo loro li fiji! Pure le gatte fanno li fiji! li cani, li topi…li fanno li fiji!
IO: Tu non eri come Belen…
CONTESSA: Tutte ste ciciate… io non l’ho fatte.
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27/04/2013 The atroce
Questa è la foto di un bersaglio mobile:

Ha la testa un po’ rossa… si è scottato recentemente. E’ una venue. Sì, sai quelle di Foursquare? Ecco, come quelle. E’ una venue umana, o quasi.
No ok, è il caso che vi spieghi meglio.
Foursquare. Brevemente, il trionfo del check in. Mal utilizzato, per lo più. Dovrebbe essere uno strumento per dare una spinta a eventi, locali, negozi, posti che hanno bisogno di notorietà per sopravvivere. Oppure per quelle cagate paurose che sono i flash mob. Luoghi che se la gente non ci va… semplicemente non campano, non esistono.
Ecco quello nella foto sopra è uno di questi posti. Sì, lo so che è una persona. Ma non diteglielo, ci rimane male. Lui si è registrato come venue su Foursquare. In particolare come bersaglio mobile. Atroce…
Se lo incontri, puoi farci check in. Non so se lo puoi anche colpire con qualcosa…la prossima volta che lo vedo, anche in lontananza, ci provo. Anche perchè Foursquare l’ho tolto, mi sapeva l’inutilità, perciò non posso farci check in. Ma posso colpire l’atroce.
Se becco l’atroce in ascensore mi coglie un atroce senso di perplessità, e lui lo immortala.

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