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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Chi segue questo blog da tanto tempo (poraccio/a), sa che una delle mie serie tv preferite è senza dubbio Parenthood. In Italia non se la fila nessuno, ma io sì. Siamo ormai alla sesta stagione e io la seguo religiosamente, sebbene con un ritardo di circa 24 ore rispetto all’uscita delle puntate. La seguo grazie al crimine, Dio lo benedica. Ora, vorrei sottoporre alla vostra attenzione uno dei più bei dialoghi della serie, dall’ultimissima puntata. Max, uno dei miei personaggi preferiti, ha la sindrome di Asperger e nessun filtro. Ecco come gestisce la prima volta che gli piace una ragazza, in modo che io invidio da morire. Allego anche una velocissima traduzione sperando di riuscire a farvi cogliere il senso del dialogo:

DYLAN: Hey ciao Asperger.

MAX: Ciao Dylan, dobbiamo parlare.

DYLAN: Oook…di cosa?

MAX: Di quanto ti piaccio.

DYLAN: Non ti seguo, devi fare un passetto indietro…più di un passetto.

MAX: Capito. Sono venuto a sapere che c’è una scala di base riguardo all’affettività lungo la quale si muovono tutte le relazioni tra le persone. E quando un ragazzo e una ragazza fanno amicizia è importante capire in quale grado della scala si collocano i rispettivi sentimenti. 

DYLAN: Ah, mi sono po’ persa questa parte della conversazione ma posso arrivarci. Che opzioni ho?

MAX: La scala va da 1 a 5, dove 5 è il picco massimo di affetto e 1 segna decisamente la friendzone. Nel nostro caso mi piaci un 5. Ora, ho bisogno di sapere l’esatto punteggio dei tuoi sentimenti per me.

DYLAN: Ehm…che ne diresti di un 2?

MAX: …posso partire da un 2.

DYLAN: Sì?

MAX: Sì. 2 era più o meno il numero di mia madre per mio padre quando si sono incontrati, ma è cambiato nel tempo.

DYLAN: …capisco.

MAX: Sì. Ad ogni modo questa scala è fluida. Immagino di avere una decina di anni, o forse più, per farti cambiare idea. Ora devo andare a lezione. A più tardi, Dylan. 

DYLAN: …Hey Asperger…Forse 2 e mezzo. 

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Continua la mia avventura da fashion blogger, per arricchire la sezione Essere Fighi. Inizialmente avevo immaginato che la cosa si sarebbe conclusa lì, ma sento forte in me un’esigenza messianica dalla quale non posso sottrarmi, una crociata di stile che sento di voler portare avanti. Quale sacerdotessa autoproclamata del normcore, mi appresto dunque ad aggiungere un altro tassello alla mia Bibbia modaiola ed a descrivere a tutti i senza-identità-fashion del web la mia mise odierna.

Come ho recentemente notato, la temperatura nella Capitale è passata da grancallo a freddobbecco nel giro di uno starnuto. Manco il tempo de mette via i calzoncini. Stanno ancora lì, sulla sedia, che mi guardano speranzosi di essere utilizzati ancora una volta prima di salutarmi e rivedermi a giugno.

Mio grosso malgrado, ho dovuto adattare l’abbigliamento alla nuova situazione climatica. Come ho fatto? Semplice. Al buio pesto e in punta di piedi, per non svegliare la mia compagna di stanza, ho infilato un braccio nel buco nero che è la mia parte di armadio. Ne ho estratto qualcosa. Poi ho trovato a tastoni la sedia, ho toccato un tessuto che mi pareva jeans, e l’ho carpito. In seguito, sono uscita dalla stanza e ho preso un paio di calzini dallo stendino. Infine, sono entrata in bagno per cambiarmi e ho trovato alcune paia di scarpe di mia proprietà, ne ho preso un paio e l’ho infilato. Non paga, sono rientrata al buio di camera da letto, ho riaperto l’armadio e con la luce del cellulare ho scovato la giacca che volevo. Vado ad illustrare il risultato:

Jeans blu con i filetti trapuntati che stanno per dirmi addio per sempre – Zara

Converse nero gessato alte alla caviglia – un anonimo outlet di San Antonio in Texas

Maglino nero che posso mettere ora che non ho più la panza – Zara

Giacchino mezzo fico rosso, azzardo di quando avevo un po’ più di soldi  – Benetton

normcore

Happy Normcore fashion dalla vostra nuova fashion blogger, The Selbmann.

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VERONIKA: Selbmaaaaaann! Come si prende questa bustina?

IO: …con l’acqua…

VERONIKA: …?

IO: …come la volevi prendere scusa?

VERONIKA: …?

IO: Te la volevi infilare nel culo?

MARY: …che problema hai con il culo Selbmann?

VERONIKA: …quanta acqua?

IO: mezzo bicchiere. Non una goccia di più, non una goccia di meno.

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