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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Monthly Archives: settembre 2013

Storia numero uno.

Una volta mio zio è andato a Berlino. Viaggia spesso. Fuori da un ristorante di Berlino ha trovato un cartello con su scritto che non erano graditi all’interno quelli che avevano votato Berlusconi. A Berlino, il che è abbastanza particolare.

Embè? Sono scelte di marketing!

Storia numero due:

Embè? Sono scelte di marketing!

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Vorrei raccontare una storia.

La storia è quella di una giovane donna, una mamma single. La vita di una mamma single non è facilissima, ci sono un sacco di cose che devi fare da sola. Ma lei riesce a sorridere, perché prende in prestito una vecchia canzone di Aretha Franklin, che si chiama One Room Paradise, e la canzone dice che per essere felice non ha bisogno di altro che del suo piccolo paradiso a una stanza e dell’uomo che ama. La storia è quindi molto semplice. La giovane donna vive in una piccola casina con suo figlio, che è l’uomo che ama, e grazie ai mobili dell’Ikea riescono a trovare spazio per tutto, anche per un cagnolino, e riescono ad essere felici. Lei si prende cura del figlio in modo totale e amorevole, e quando si concede uno strappo alla regola è l’ometto di casa a preparare la colazione e portargliela a letto, e ad asciugare le sue lacrime quando un film fa commuovere tanto. Anche questa è una famiglia tradizionale, perché l’amore è la cosa più tradizionale che esista.

Fine della storia.

Vi è piaciuta?

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Sarà capitato anche a voi, dando una rapida occhiata alla bacheca, di apprendere che un vostro amico di Facebook ha stretto amicizia con Svetlana Pompilova o una delle sue allegre comari. I social sono pieni di questa gente. Anche a me capita a volte, specialmente su Twitter, che qualche account equivoco mi inviti a cliccare su un link che porta direttamente a un sito per soli feticisti o che immortala immagini artistiche di professioniste. Diciamo che è un po’ normale che accada. Basta sapersi difendere.

Tuttavia, a chi lo fa di proposito, cioè, a chi accetta consapevolmente l’amicizia di Svetlana Pompilova o una delle sue allegre comari, o mette un mi piace sulla pagina di tuttetettepuntocom, vorrei dire che nessuno si scandalizza, per carità, siamo gente di mondo. Solo che ci fate un po’ la figura dei pipparoli e ce fate morì da ride!

Riporto di seguito una conversazione avvenuta ieri con mio fratello:

IO: que te la devo dì, mi appare in bacheca facebook “A (anonimo) piace Foto Imbarazzanti +18” hahahahahahahha

PINO: ahahahahahaha si l’ho visto adesso, io ho tre amici a cui piace

IO: hahahahahaha

PINO: ma sarà una cosa innocente

IO: questo sì che è imbarazzante

PINO: ci sono delle foto agghiaccianti

IO: non voglio neanche vedere che ho paura che mi appare in bacheca

PINO: ahahahahahah

IO: che figura di merda

PINO: tra l’altro ho scoperto ieri che una che ho su fb, che in effetti non mi pareva di conoscere ma mi sembrava brutto, che magari mi sbaglio, ho ragione di credere che sia una mignotta e tra gli amici ha roba tipo scopamica vogliosa chiara e megan travest

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Oggi mi sento molto pigra.

Ad esempio, vorrei stilare un piccolo progetto, una exit strategy, per accompagnare la mia migrazione e andare a lavorare all’estero, in quei paesi dove tutto funziona, o così dicono, in quei paesi dove magari non devo dispensare fette di culo a gogò e once di pazienza, o così dicono. Ma mi sento pigra.

Pigra a tal punto che vorrei parlare di una cosa, e cioè l’ambientalismo, ma non mi va di usare parole mie. E vorrei parlarne perché nella mia città è appena stata avviata la famigerata raccolta differenziata porta a porta e tutti sembrano battersi il petto, coscienti che la loro esistenza costituisce una grave minaccia per il Pianeta Terra. Tutti sembrano pronti a seguire fedelmente le regole, così come tutti sono pronti a farsi intercettare le telefonate, basta che si tratti di una cosa per il bene comune, così come tutti sono pronti a farsi tracciare i pagamenti, basta che si tratti di una cosa per il bene comune. E via discorrendo.

Dicevo, vorrei, ma oggi sono pigra e non ho voglia di usare parole mie e prenderò in prestito quelle di George Carlin.

Ma cribbio! Sono parole in inglese! Non vorrei rischiare che qualcuno non capisca. Ma sono talmente pigra che non ho voglia di star qui a tradurle, così prendo in prestito una traduzione che ho trovato su un blog, che colgo l’occasione per ringraziare.

Pigra sì, ma ladra no!

Traduzione:

Ne avete di gente così intorno a voi? Il paese ne è pieno! Persone che girano intorno tutto il giorno, ogni minuto del giorno preoccupati per ogni cosa! 
Preoccupati per l’aria, preoccupati per l’acqua, preoccupati per il suolo; preoccupati per insetticidi, pesticidi, additivi alimentari, agenti cancerogeni; preoccupati per il gas radon, preoccupati per l’amianto. 
Preoccupati di salvare le specie in pericolo……
Ora vi parlo delle specie in via di estinzione, d’accordo? 
Salvare le specie in pericolo è solo un altro tentativo arrogante da parte dell’uomo di controllare la natura! E’ ingerenza arrogante! 
E’ proprio quello che ci ha messo nei guai in primo luogo! 
Non c’è proprio nessuno che capisce questo? 
Interferire con la Natura! 
Oltre il 90 per cento…….. ben oltre il 90 per cento di tutte le specie che abbiano MAI VISSUTO su questo pianeta se ne sono andate!
Whissshht! ….. Si sono estinti. Non li abbiamo ucciso tutti noi!Sono solo … sparite! Questo è ciò che la natura fa! 
In questi giorni scompaiono al ritmo di 25 specie al giorno, e voglio dire ….. a prescindere dal nostro comportamento. Indipendentemente da come agiamo su questo pianeta, 25 specie che esistono qui oggi, se ne saranno andate domani! 
Lasciateli andare … con grazia! 
Lasciate stare la natura! Non abbiamo già fatto abbastanza? Siamo così pieni di noi stessi. Così pieni di noi stessi. Adesso chiunque sta andando a salvare qualcosa: 
“salvate gli alberi ……
salvate le api …..
salvate le balene…. 
salvate quelle lumache….” E la più grande arroganza di tutte è: salvate il pianeta! 
Cosa? 
Questo ca**o di persone mi stanno prendendo in giro?
Salvare il pianeta? … Ma se non sappiamo ancora prenderci cura di noi stessi!
Non abbiamo nemmeno imparato a prenderci cura l’uno dell’altro, e vorremmo andare a salvare il ca**o di pianeta? Mi sto stancando di questa m____. Stanco di questa m____. 
E sono stanco di quel ca**o di “giornata del pianeta”, sono stanco di questi ambientalisti ipocriti, questi bianchi, liberali borghesi che pensano che l’unica cosa sbagliata in questo paese sia che non ci sono abbastanza piste ciclabili. 
Persone che cercano di rendere il mondo più sicuro per le loro Volvo. 
D’altra parte, agli ambientalisti non frega un ca**o del pianeta. Essi non si preoccupano del pianeta. Non lo fanno nella sua essenza fondamentale.
Sapete in che cosa sono interessati? Un posto pulito dove vivere. Il loro habitat. 
Sono preoccupati che un giorno, in futuro, potrebbero subire personalmente degli inconvenienti. L’interesse personale ottuso e non illuminato non mi piace. 
D’altra parte il pianeta non ha nulla che non va. Nulla che non va con il pianeta. Il pianeta è a posto. E’ la gente che è fottuta. C’è differenza!
C’è differenza: il pianeta è a posto, rispetto alle persone il pianeta sta andando benissimo. E’ qui da quattro miliardi e mezzo di anni, avete mai pensato all’aritmetica? Il pianeta è stato qui per quattro miliardi e mezzo di anni, noi invece da quanto ci siamo: centomila? Forse duecentomila? E siamo solo stati impegnati nell’industria pesante per poco più di duecento anni. Duecento anni contro quattro miliardi e mezzo. E noi abbiamo la presunzione di pensare che in qualche modo noi siamo una minaccia? O che in qualche modo faremo mettere a repentaglio questa bella pallina verde-azzurro che è solo fluttuante intorno al sole? Il pianeta ha passato molto di peggio. Ha passato tutti i generi di cose peggiori di noi. E’ passato attraverso i terremoti, i vulcani, la tettonica a zolle, la deriva dei continenti, eruzioni solari, macchie solari, tempeste magnetiche, l’inversione dei poli magnetici … centinaia di migliaia di anni di bombardamento da comete ed asteroidi e meteoriti, allagamenti globali, maremoti, incendi in tutto il mondo, erosione, i raggi cosmici, ricorrenti periodi di glaciazione … E noi pensiamo che alcuni sacchetti di plastica e alcune lattine di alluminio riusciranno a fare la differenza? 
Il pianeta non sta andando da nessuna parte. Noi lo facciamo! 
Stiamo andando via! Preparate la vostra roba gente! Stiamo andando via!
E non lasceremo nemmeno granchè di tracce. Grazie a Dio per questo!
Forse un po’ di polistirolo. Forse. Un po’ di polistirolo. Il pianeta sarà qui, e noi saremo ormai andati da tempo. 
Solo un’altra mutazione non riuscita. Solo un altro errore biologico senza sbocchi. Un cul-de-sac evolutivo. Il pianeta ci scrollerà via come un brutto caso di pulci. 
Una fastidio di superficie. Lo volete sapere come sta andando il pianeta? Chiedetelo a quelle persone di Pompei, che la cenere vulcanica ha congelate nella posizione. Chiedetelo a loro come sta andando il pianeta. Volete sapere se il pianeta sta bene? Chiedete a quelle persone a Città del Messico o dell’Armenia o cento altri luoghi sepolti sotto migliaia di tonnellate di macerie dal terremoto…. Chiedetegli se si sentono di essere una minaccia per il pianeta, questa settimana. 
Oppure, cosa ne pensate di quelle persone di Kilauea, alle Hawaii, che hanno costruito le loro case vicino a un vulcano attivo, e poi si domandano perché hanno la lava in salotto! Il pianeta sarà qui per molto, molto, MOLTO tempo dopo che noi ce ne saremo andati, e saprà guarire se stesso, purificherà se stesso, perche questo è ciò che normalmente fa. Si tratta di un sistema di auto-correzione. L’aria e l’acqua si riprenderanno, la terra sarà rinnovata e, se è vero che la plastica non è biodegradabile, beh, il pianeta saprà semplicemente integrare la plastica in un nuovo paradigma: la terra più la plastica. 
La terra non condivide i nostri pregiudizi verso la plastica! La plastica è venuto fuori dalla terra. La terra probabilmente vede nella plastica solo un’altro dei suoi figli…. Potrebbe proprio essere l’unica ragione per la quale la terra ci ha consentito di essere generati da essa in primo luogo. Lei voleva la plastica per se stessa. Non sapeva come farla. Le servivamo noi! 
Potrebbe essere la risposta alla nostra domanda filosofica secolare: “Perché siamo qui?” …… Plastica … stronzi! Quindi, la plastica ora c’è, il nostro lavoro è finito, ora possiamo essere eliminati!
E penso che ciò sia già cominciato, non lo pensate anche voi? 
Per essere onesto, penso che il pianeta ci veda effettivamente come una lieve minaccia. Qualcosa di cui occuparsi. 
E sono certo che il pianeta si difenderà, nella maniera di un grande organismo, come potrebbe fare un alveare o una colonia di formiche, e saprà padroneggiare una difesa. 
Sono sicuro che il pianeta escogiterà qualcosa. Cosa fareste voi se foste il pianeta, cercando di difendervi da questa specie fastidiosa e molesta? Vediamo: … virus! 
I virus potrebbero andare bene. Essi sembrano vulnerabili ai virus. E, uh … i virus sono complicati, sempre mutevoli, e capaci di formare nuovi ceppi ogni volta che un vaccino è stato sviluppato…. Forse, questo primo virus potrebbe essere un tipo che compromette il sistema immunitario di queste creature. Forse un virus di immunodeficienza umana, rendendoli vulnerabili ad ogni sorta di altre malattie e infezioni che potrebbero venire avanti. E forse potrebbe essere diffuso sessualmente, così da renderli un pò riluttanti ad impegnarsi in atti di riproduzione. Beh, questa è una nota poetica, ma è un inizio. E posso sognare, non è vero? Non posso preoccuparmi delle piccole cose: le api, gli alberi, le balene, lumache. Penso che siamo parte di una saggezza più grande di quanto noi potremo mai capire. Un ordine superiore. Chiamatelo come volete. Sapete come lo chiamo io? Il Grande Elettrone. 
Il Grande Elettrone … Whoooa. Whoooa. Whoooa. 
Egli non punisce, non ricompensa, e non dà nemmeno giudizi. 
Esiste solamente, e così siamo anche noi. 
Per un pochino.

Detto ciò, anche se sono pigra, mi avvio a lavare tutti i contenitori di plastica dei prodotti che ho comprato. Prodotti che ho pagato e sui quali ho anche pagato l’Iva. Iva che aumenterà a breve, così li pagherò ancora di più. Prodotti che per essere smaltiti ci vuole un servizio che pago, e che pagherò ancora di più, visto che c’è la raccolta porta a porta. E il servizio lo pago ovviamente con altre tasse, che si sommano all’Iva, che aumenterà presto.. e via discorrendo.

Tutto chiaro?

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Se foste programmati per campare quattro anni e doveste passare la vita da schiavi su un altro pianeta, probabilmente sareste un po’ incazzati anche voi. E vorrei vedere. Certo, una macchina non se ne accorge nemmeno. Ma un androide di nuova generazione, più simile ad un essere umano rispetto alle precedenti generazioni di androidi, se ne accorge eccome. Cosa fareste voi se riusciste a liberarvi della schiavitù e raggiungere il pianeta Terra?

C’è una cosa sorprendente di questa storia. Uno si aspetta che un drappello di androidi schiavi che riesce a raggiungere la Terra si vendichi di tutto, si voglia prendere il potere, si voglia imporre su chi si è imposto su di loro prima. Ti aspetti che conducano una battaglia serrata. Poi vedi che sono diventati attaccati a quella breve vita, e scappano indifesi davanti a chi è incaricato di eliminarli, nonostante la loro forza superiore. Vedi che hanno paura di essere stati programmati stupidi. Vedi che il biondo androide più avanzato sperimenta per la prima volta qualcosa che somiglia al dolore quando iniziano a fare fuori i suoi compagni di fuga.

E alla fine il biondo androide, il più geniale, il più umano e forte, riesce a raggiungere il suo Creatore. Un dio, un padre. Voi che fareste davanti a Dio? Lui non ha dubbi, gli chiede di vivere di più, più vita, più ore, più giorni. E se scoprissi che non è possibile? Non ti incazzeresti un po’ anche tu? Infatti il biondo di incazza.

Ma a che serve incazzarsi? Nessuno ha più vita di quella che gli è stata concessa. Neanche un umano. E che la vita duri cento anni o quattro, ti dispiace lo stesso quando la devi lasciare. Anche Oriana Fallaci, che sapeva bene di non avere speranza, diceva che a lei non faceva paura la morte, ma le dispiaceva un sacco doversene andare, perché la vita le piaceva da matti e morire non era un cazzo giusto.

Cento anni o quattro, dicevamo, non fa proprio differenza. Il biondo avrebbe anche la possibilità di uccidere il suo cacciatore, ma perché? In fondo se ne sta appeso ad un palazzo cercando di non cadere, attaccato alla vita proprio come lui, che sente che quei quattro anni stanno scadendo e non c’è niente che possa fare per impedirlo. Non vuole uccidere il suo cacciatore. Vuole solo arrivare alla fine dei quattro anni, fino all’ultimo secondo. Nessuno può portargli via gli ultimi secondi della sua vita, è sacra anche se artificiale. Ci ha provato ad allungarla ma non c’è verso, e a testa bassa non resta che accettarlo, con una solennità sconosciuta ai suoi compagni, perché lui è un androide quasi umano e quello che significa vivere l’ha capito molto bene:

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Regoli il volume al massimo e infili il cellulare nello zainetto, così manderà tutta la playlist che hai scaricato illegalmente. La verità è che fare sport con le cuffie è una merda, mi cadono sempre, forse ho le orecchie piccole. Inforchi la bici vecchia e malfunzionante e vai.

A seconda della canzone che esce puoi immaginare di essere uno dei bambini di E.T. o un atleta consumato in testa al gruppo, in fuga verso la vittoria. Puoi anche essere uno scaltro e moderno lavoratore che attraversa il ponte di Brooklyn pedalando verso i soldi. Alternativamente, puoi pedalare per raggiungere il tuo amore, o per consegnare un messaggio di importanza cruciale prima che avvenga qualcosa di irreparabile. Puoi essere la star colta in un informale momento in bici e immortalata sul settimanale scandalistico più in voga. Puoi essere un amante della natura o un poliziotto di Pacific Blue. Puoi essere Jessica Fletcher che va a comprare le verdure o il pesce al porto di Cabot Cove.

Poi armeggi con i bulloni per regolare il sellino e puoi essere qualcuno che ha grande dimestichezza con gli attrezzi e con le mani riesce e mettere a posto tutto.

Perché alla fine fare sport è un po’ come leggere. Solo che leggere è un po’ meno faticoso.

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MARY: sento la voce di BABBINI TOUR OPERATOR. 

IO: vado a nascondermi nel cesso, dì che sono uscita.

Il silenzio mi accoglie all’uscita del cesso. Sento solo il rimbalzare di qualcosa sul letto.

VERONIKA:

MARY:

LUKA:

BABBINI TOUR OPERATOR: Ciao, comodo il mio vecchio letto.

IO: che puttana. scendi subito dal mio letto. e voi??? non l’avete fermata. volgarissime prostitute…

MARY: temeva il tuo ritorno, Babbini.

IO: certo che lo temo.

BABBINI TOUR OPERATOR: stanotte dormo qui nel tuo letto. non te l’hanno detto?

IO: scordatelo. anzi sì vieni, farò scoreggie e sventolerò le lenzuola. oppure le teniamo a tenuta stagna che ci riscaldano.

BABBINI TOUR OPERATOR: che schifo. una cosa schifosa. Veronika si sta sentendo male, guardala… comunque sono tornata per riprendermi il mio comodino.

IO: manco per il cazzo. ormai è mio. per usucapione.

BABBINI TOUR OPERATOR: stanotte ti russerò nel letto.

IO: nel cuore della notte mi sveglierò e ti ci farò trovare il padrone di casa al posto mio domattina. e vi faccio portare il caffè a letto dalla moglie.

BABBINI TOUR OPERATOR: nooooooooooooooo! 

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