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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Monthly Archives: aprile 2013

IO: daje te metto dolce Mara…

CONTESSA: Ah, questa è la fia de Tognazzi. madò quanta ggente conosco…

IO: vedi Belen non ha preso mezzo chilo! E tu?

CONTESSA: Co ste panze quanto so rridicole! Pare che li sanno fa ssolo loro li fiji! Pure le gatte fanno li fiji! li cani, li topi…li fanno li fiji!

IO: Tu non eri come Belen…

CONTESSA: Tutte ste ciciate… io non l’ho fatte.

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Questa è la foto di un bersaglio mobile:

atroce

Ha la testa un po’ rossa… si è scottato recentemente. E’ una venue. Sì, sai quelle di Foursquare? Ecco, come quelle. E’ una venue umana, o quasi.

No ok, è il caso che vi spieghi meglio.

Foursquare. Brevemente, il trionfo del check in. Mal utilizzato, per lo più. Dovrebbe essere uno strumento per dare una spinta a eventi, locali, negozi, posti che hanno bisogno di notorietà per sopravvivere. Oppure per quelle cagate paurose che sono i flash mob. Luoghi che se la gente non ci va… semplicemente non campano, non esistono.

Ecco quello nella foto sopra è uno di questi posti. Sì, lo so che è una persona. Ma non diteglielo, ci rimane male. Lui si è registrato come venue su Foursquare. In particolare come bersaglio mobile. Atroce…

Se lo incontri, puoi farci check in. Non so se lo puoi anche colpire con qualcosa…la prossima volta che lo vedo, anche in lontananza, ci provo. Anche perchè Foursquare l’ho tolto, mi sapeva l’inutilità, perciò non posso farci check in. Ma posso colpire l’atroce.

Se becco l’atroce  in ascensore mi coglie un atroce senso di perplessità, e lui lo immortala.

io vista dall atroce

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Ieri mattina mi aggiravo per le vie del centro della mia città natale. Come spesso accade, una scritta meravigliosa ha richiamato la mia attenzione. No aspetta, non mi piacciano le scritte sui muri eh! Per l’amor del cielo. Però devo ammettere che certe mi lasciano affascinata. In particolare, rimango sempre estasiata dalle frasi d’amore incivile imbrattato sui muri cittadini. Quell’amore così, diciamo naif! Quello che non sta lì a cercare la frase perfetta o l’aggettivo insolito, la metafora ardita…

…l’amore cialtrone! L’amore gnorante!

E come altro lo vuoi chiamare?

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La mia città natale mi offre sempre motivi per i quali non vorrei mai tornare a Roma. Un esempio è il cappuccino per deperiti. Funziona che tu pensi sia finito e invece il barista ti fa PETTAAA! E aggiunge roba.

Il risultato finale è questo:

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A me serve. Ho bisogno di vitamine, energie, zuccheri.

Esci dal bar carico come un maratoneta, fai due passi e sotto una scuola vedi la scritta:

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Se spasamo un botto è …semplicemente mitico.

Per chi non è delle mie parti, significa ci divertiamo parecchio. Quindi ho pensato… come lo dite voi??? Come si dice dalle vostre parti quando uno si diverte un mondo?

Da noi si dice anche se spaccamo

Ditemelo!!!!

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Bazzicatori di The Selbmann, avete avuto già una vaga idea del mio rapporto con la fede, in particolare della mia visione escatologica e della storia della mia confessione.

Avrete capito bene che io ci vado in chiesa. Non sempre ma ci vado. Ci vado fondamentalmente con uno scopo: accedere una candela.

Se una chiesa non ha le candele da accendere ci rimango malissimo. Ma ci rimango ancora peggio quando vedo in lontananza un banchetto con piccole luci, mi avvicino con entusiasmo e scopro che sono quelle orride candele elettriche a tempo. Mamma mia, quanta spiritualità in una candelina elettrica!  Orrore e disgusto.

Visitando tante chiese in Italia e nel mondo ho un’idea molto precisa di come debba essere una chiesa per risultare accogliente e ospitale. Vi sono, purtroppo, molte chiese che sono assolutamente prive di queste caratteristiche. Risultano austere, cupe, dispersive…insomma inospitali!

Bene, ho visitato la chiesa più inospitale che mi sia capitato di visitare nella mia vita.

Ci sono passata davanti diverse volte ma non ci ero mai entrata. Decido di entrare e mi accoglie questo cartello:

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Com’era? Lasciate che i pargoli vengano a me. Sbaglio? Uh, Gesù! Giammai bambini fastidiosi in chiesa!

Sono un po’ rumorosa, ma adulta, quindi decido di entrare.

Mi accoglie sulla sinistra un’acquasantiera con acqua corrente:

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Ho subito chiamato mio fratello, Pino Selbmann, in cerca di conforto. Mi ha rassicurato dicendo che certamente hanno benedetto le tubature.

Percorro la fredda navata. Non una candela, manco elettrica. Mi giro verso i lati, e ad ogni cappella appare un sinistro avvertimento:

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Cielo! Guai a portare un bambino capriccioso a messa, sennò si sente rumore. Ma se una vecchietta inciampa e finisce nella cappella, scatta l’allarme …che immagino faccia un casino che altro che il bambino piagnucolone o corridore!

Auguro a tutti di far visita ad una chiesa ospitale oggi!

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Da quando sono senza lavoro ho molto meno tempo da dedicare al mio orgoglio, cioè al  mio blog, che sarebbe questo. Può sembrare un paradosso ma è proprio così. Smetti di lavorare e improvvisamente ti succede di tutto. O forse non ti succede niente di più di quello che ti succedeva prima, solo che prima non ci facevi attenzione, invece adesso sì.

Ma non starò qui a parlare dell’inverosimile susseguirsi di sfighe fotoniche che hanno popolato queste ultime settimane. Ho la nuvoletta dell’impiegato, anzi, dell’ex impiegato. Confido che siamo alla fine. Siamo alle ultime battute della sfiga. Lo so, perché ho sognato che un cassiere di un bar mi regalava un corno rosso. Quindi ci siamo. E’ il momento.

Vengo al punto di questo post: vi siete mai chiesti chi vince? Chi è che vince… che ne so…una delle 10 automobili in palio, o uno dei 100 iPhone5, o una delle vacanze in villaggio fighetto all inclusive… Che faccia ha lo sculato? Ebbene, io non lo so. Nella vita non mi è mai capitato di avere… sai… quella gran botta di straculo da far tremare il cuscino a tutto il vicinato.

Vi ricordate quella scena di Fantozzi subisce ancora nella quale la signorina Silvani vince un camper?

Eh ma che culo! Che culo smodato! Ecco, io culo smodato mai. Però vivo buffe quotidiane avventure quasi interessanti…diciamo cose da raccontare agli amici, o sul blog. Ad esempio, partecipo a concorsi pubblici impossibili, perdo lavori, faccio viaggi buffi, cucino cose, parlo con la Contessa.

Ma in questo momento, mi sento un po’ la signorina Silvani. Perché? Beh, perché ho deciso di fare un’altra buffa, piccola avventura. Lo scopo è quello di vincere un camper. Oppure qualche altra cosa. Ma se non vinco non importa, la cosa fondamentale è che ho già qualcosa da raccontare.

Andrò a fare un provino. Sai… i provini! Quelli che c’è un sacco di gente sfigata forse (e dico forse) anche peggio di me, che sta lì e vuole andare a fare la televisione. A me in realtà non interessa la televisione, a me interessa il vile denaro, e quindi sono disposta anche a fare un provino con un sacco di sfigosità in agguato dietro ogni angolo.

Insomma, lo confesso, voglio giocare all’Eredità di Carlo Conti. Lo so, lo so… non ridete! Merde! Dico sul serio! Pensateci, ho lavorato tant0 per mettere da parte un cazzo. Non sai mai che in una settimana riesco a mettere da parte la stessa merdosa cifra!? Io dico che vale la pena.

Vi racconto cosa succede. Succede che ti chiamano e ti chiedono se hai mai fatto televisione. E già lì, a mme, mme vie dda ride. Poi ti chiedono di portare delle foto in cui sei naturale, ma non fototessere, niente occhiali da sole e che siano recenti. E io mi immagino quelli che si vanno a far fotografare in uno studio, portano il book, fanno lo sguardo interessante, o lo sguardo telosucchiosubito. Io faccio una certa fatica già solo a trovare una foto in cui sono quanto meno con una faccia… normale. Figuariamoci… porterò quella foto in cui sembro giovane.

Poi succede che ti mandano un questionario da compilare esclusivamente a mano. Forse per verificare che tu sappia scrivere. Ora, questo questionario è meraviglioso.

Opero di seguito una selezione delle domande migliori:

Hai dei riti scaramantici o portafortuna?

Mah, primo… a che tte servirà mmai sapello!? Secondo… boh, non credo. A no, ne ho uno segreto, ma se è segreto non si dice. Perciò scriverò le solite cose: tocco ferro, batto legno, faccio le corna. Poi mi spiegheranno che cce devono fa co sta robba.

Collezioni qualcosa?

Oddio, no! Certo che no! Trovo, tra l’altro, che collezionare cose di qualunque tipo sia terribilmente scacciafiga. Io al massimo colleziono figure di merda, e sento che ne sta per arrivare una ad arricchire la mia folta raccolta…

Ma date un’occhiata a queste domande:

Sai fare qualcosa di curioso, speciale, buffo, divertente? Hai abitudini particolari o bizzarre?

No. E no.

Sono una persona molto noiosa e normale, che a volte sembra sopra le righe ma in realtà non lo è poi così tanto. Sono la signorina Silvani e ho bisogno di un cazzo di camper. O dell’equivalente in denaro.

silvani camper

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IO: Ao ma non m’offri gnente? che ne so manco un teuccio?

CONTESSA: seh, mo te fo ‘l tè. Tiè sceji quale voi.

IO: beh ma…scusa ma te che tte bevi ll’acqua calla?

CONTESSA: eh ormai…non c’ho messo la bustina! me so scordata, hahaha!

IO: e vvabbè te la pijo io che vvordì?

CONTESSA: seh.

IO: ma… ndo te stai a appoggià?

CONTESSA: sur cassetto!

IO: …?

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CONTESSA: m’arimetti su internet?

IO: eh beh sì! too meriti!

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